Come lo scorso anno, il torneo dei film natalizi ha il suo vincitore: Una poltrona per due (1983) di John Landis. Eppure, visto che a Natale siamo tutti più buoni abbiamo voluto parlare anche del secondo classificato: Il Grinch (2000) di Ron Howrd. Due film molto diversi, ma entrambi legati da tematiche estremamente attuali. Nel primo caso, abbiamo un film che critica in maniera molto caustica il capitalismo, in particolare prendendo come esempio l'avarizia e la cupidigia dei fratelli Duke, possessori di grandi capitali che fanno il bello e il cattivo tempo con chiunque lavori per loro, ma anche con chiunque possieda meno di loro. I due crudeli fratelli sono così sconnessi dalla realtà, e danno così poco valore al prossimo, da essere pronti a scommettere la vita di due persone per il valore di un solo dollaro: una scommessa che pagheranno però molto cara.
Nel secondo caso, invece, abbiamo un film che critica il consumismo e lo svuotamento di valori della società, inventando un luogo fittizio in cui il Natale non ha alcun fondamento religioso, ha perso completamente anche il suo fondamento di condivisione e reciprocità, e si è trasformato in una macchina superficiale. Al primo posto non c'è altro che la competizione a chi può permettersi le luminarie più esagerate, il buffet natalizio più luculliano, la quantità più enorme di regali più costosi. Il Grinch, diverso, e per questo è un reietto, odia il Natale: ma grazie a Cindy Lou, una bambina anch'essa poco convinta dalle esagerazioni natalizie, insieme riusciranno a ristabilire il reale valore della condivisione e dello stare insieme il giorno di Natale.