AudioZoom® a cura di eArs
1° sala - Ingresso
Sul pianerottolo prospiciente l’entrata sono rappresentate, con alcuni oggetti, le attività lavorative essenziali del territorio, quali la fienagione e l’allevamento. Le stagioni scandivano i ritmi quotidiani, che si ripetevano secondo la tradizione e le necessità. Nei paesi, nelle borgate e negli agglomerati di baite, la solidarietà e la competenza di ognuno venivano messe a disposizione di tutti; la natura era debitamente asservita per trarne sostentamento, ma sempre rispettata. Gli oggetti e gli attrezzi in legno, anche quando risultano estremamente semplici, sono belli nella forma, armoniosi ed essenziali . Unici, perché costruiti a mano fin da ragazzi, in base alle competenze ed alla creatività di ognuno. Gli indumenti e la biancheria, indispensabili ed essenziali, sono sempre cifrati e spesso impreziositi da stupendi ricami. Erano anch’essi realizzati interamente a mano: l’arte del rammendo si imparava già da bambine, per apprendere poi a fare calza ed infine a filare. In questa saletta vengono indicate alcune delle attività svolte in casa, ad esempio la lavorazione della lana, altra fibra di rilevante importanza nell’economia domestica. La lana, di origine animale, è più semplice da lavorare rispetto alla fibra vegetale della canapa, soprattutto nella fase della filatura. In un angolo, è presentato un mestiere tipicamente maschile: quello del calzolaio. Altri attrezzi, costruiti a livello familiare, venivano usati nella edificazione della casa o per coltivare l’orto.