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2 - L'atrio di ingresso
La casa del giardiniere, al centro, le due coppie di propilei alla sua destra e alla sua sinistra, e le siepi di lecci che corrono parallele alle due aiuole centrali, accolgono il visitatore introducendo fin da subito alla monumentalità del parco e della villa. La casa del giardiniere, pur essendo stata costruita successivamente alla villa, ne riprende diversi elementi architettonici. La facciata presenta un arco centrale, oggi murato, che suggerisce come un tempo fosse stato immaginato come ingresso principale. Tuttavia, il progetto non è mai stato realizzato. Al lato sinistro dell'edificio, è collegato a un propileo da un loggiato di sei archi ribassati: un portico aperto su un lato. I propilei sono le quattro imponenti strutture quadrangolari sormontate da sculture che fungono da ingresso monumentale al parco; uno di essi è a diretto contatto con il loggiato. Ricordano quelli di villa Borghese a Roma, un luogo caro a Lavinio Spada e da lui assiduamente frequentato in qualità di segretario della Società Romana di Orticoltura. Dopo la morte della moglie Natalia Komar, il conte li trasformò in monumenti funebri, aggiungendo sulla loro sommità l’urna cineraria e la colonna spezzata come simboli di lutto. Oltre i propilei, il viale incorniciato dalle siepi di lecci culmina nella rotonda principale. Questo percorso scenografico venne progettato appositamente per nascondere nel verde la facciata della villa fino all’ultimo momento. Raggiunto il fondo del viale, l’effetto è intenzionalmente teatrale: la maestosa facciata neoclassica si svela all’improvviso, sulla destra, lasciando il visitatore senza fiato. Per raggiungere la prossima tappa, con la casa del giardiniere alle spalle dirigetevi verso destra. Superato il secondo propileo, percorrete una lieve discesa che vi condurrà all’orto pomario.