Villa La Quiete [ITA]

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Villa La Quiete [ITA] episodes

  • 7 - Rotonda di lecci e vicende della villa dopo Lavinio
    AudioZoom® a cura di eArs

    7 - Rotonda di lecci e vicende della villa dopo Lavinio

    Eccovi arrivati alla suggestiva Rotonda dei lecci, il luogo dove si conclude il nostro percorso attraverso il parco e la storia di Villa La Quiete. Prima di salutarci, vorremo raccontarvi alcune vicende più recenti che hanno segnato la storia di questa dimora dopo la scomparsa del suo ultimo proprietario. Nel 1864, in seguito alla morte di Lavinio de' Medici Spada, la Villa passò in eredità al fratello Alessandro e poi venne venduta dal nipote Tommaso. Da quel momento, Villa La Quiete non fu più abitata in maniera stabile, e assunse nuovi ruoli e funzioni nel corso degli anni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questo luogo divenne tristemente noto come campo di internamento femminile. Le condizioni igienico-sanitarie erano così precarie che, nel 1942, il campo venne chiuso in seguito a numerose denunce da parte della Croce Rossa. Ma la storia di Villa La Quiete durante il conflitto non finisce qui. Dal 1943, ospitò circa cinquanta figuranti coloniali provenienti da Somalia, Eritrea, Etiopia e Libia, arrivati in Italia per la Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare del 1940. Ogni figurante aveva il compito di rappresentare i popoli colonizzati dall’Italia Fascista. Una figura che emerge da questo periodo è Carlo Abbamagal, un etiope che scelse di unirsi alla Resistenza.
    Sempre durante la guerra, Villa La Quiete divenne un rifugio temporaneo per il Secondo Corpo d’Armata Polacco, guidato dal comandante Władysław Anders. Il valoroso reggimento sostò qui nel luglio del 1944, poco prima di liberare Ancona dai nazifascisti. Dopo la guerra, la villa divenne un asilo fino al 1980, per poi essere concessa in comodato d’uso ad un privato. Solo nel 2016, grazie all’impegno delle istituzioni e della comunità, La Quiete è tornata a essere proprietà pubblica, entrando a far parte del patrimonio della Città di Treia.Grazie per averci accompagnato in questo viaggio tra storia, natura e meraviglia. Speriamo che la bellezza di questo luogo vi abbia donato la stessa pace che Lavinio Spada amava ritrovare passeggiando lungo questi viali, immergendosi in una quiete senza tempo.
    3 min
  • 6 - Il bosco cappuccino e il gazebo neogotico
    AudioZoom® a cura di eArs

    6 - Il bosco cappuccino e il gazebo neogotico

    Siete nel cuore del parco di Villa La Quiete. Accanto a voi il gazebo neogotico, realizzato in una posizione strategica. È ben visibile sia dalle terrazze panoramiche, sia dall’aiuola circolare dell'atrio di accesso. Il gazebo fonde con armonia diversi elementi architettonici: gli archi a sesto acuto e i pinnacoli gotici si uniscono ai frontoni neoclassici, mentre la copertura richiama le pagode cinesi. La sua collocazione non è casuale: l'edificio segna simbolicamente il passaggio dai giardini formali della parte nord ai giardini romantici del bosco che si estende a sud. Questo incontro tra giardini contrastanti, riecheggiato dall’architettura eclettica del gazebo, risente dell'influenza dei giardini anglo-cinesi, molto in voga nel XIX secolo. La diffusione dei gazebi, in particolare, è strettamente legata al successo di alcune pubblicazioni ottocentesche che promuovevano il giardino romantico, luogo di contemplazione e armonia con la natura.Lungo il viale alla sinistra, in una posizione leggermente defilata, si trova il padiglione neoegizio. La sua funzione originaria è incerta: il suo aspetto, che ricorda una cappella funeraria, potrebbe suggerire un uso commemorativo, ma non ci sono fonti che confermino questa ipotesi. Il suo vero scopo rimane dunque sconosciuto e aggiunge un alone di mistero degno del paese dei faraoni. Il viale centrale, che culmina nella suggestiva rotonda dei lecci, era parte della via crucis quando il convento era ancora attivo. Nel XIX secolo, con la trasformazione del parco, il bosco si arricchì di sentieri sinuosi in stile inglese. Risalgono a questo periodo anche le terrazze panoramiche poste lungo i margini meridionali dalle quali si può godere di splendide vedute sul territorio.Per raggiungere l’ultima tappa del nostro percorso consigliamo di prendere il viale a sinistra. È un rettilineo pianeggiante al fondo del quale, sulla destra, alcuni gradini e una lunga scalinata vi condurranno a una terrazza che si affaccia sul panorama circostante. Svoltate ancora a destra e percorrete la ripida salita che vi porterà alla suggestiva Rotonda di lecci. È un vasto spiazzo erboso circoscritto da questi alberi sempreverdi disposti a semicerchio. Attraversatelo camminando sulla destra e raggiungerete il settimo e ultimo totem.
    3 min
  • 5 - Il retro della villa e il roseto
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    5 - Il retro della villa e il roseto

    Le facciate sud, nord e ovest di Villa La Quiete mostrano una sorprendente armonia tra la struttura architettonica esterna e gli spazi interni, nonostante la loro irregolarità causata dalla precedente forma del convento. L’aspetto esterno dei tre lati è una variazione del fronte principale e ne condivide alcuni elementi: una cornice orizzontale divide a metà la facciata e al primo piano - o piano nobile - troviamo il classico stile tuscanico con colonne lisce e basi circolari. Inoltre, tutti i lati presentano la cornice dentellata e una balaustra decorata con forme ovali, dettagli che conferiscono eleganza alla villa. 
    Nel 1848, Lavinio Spada sposa la contessa polacca Natalia Komar e si ritira a vita privata in questa villa. La sorella della moglie, Delphine Komar, è passata alla storia per essere stata di ispirazione al compositore Fryderyk Chopin, che le dedicò varie opere. Alla morte di Natalia, avvenuta nel 1860, Lavinio fece costruire un piccolo Pantheon in sua memoria all'interno della villa.Il romantico roseto di fronte a voi era già parte del giardino dell'antico convento cappuccino, ed oggi è stato arricchito al centro dalla fontana circolare. Qui sono raccolte molte delle specie di rose documentate nel Catalogo del giardino redatto nel 1854, alcune delle quali di grande pregio. È un luogo che ci riporta allo sfarzo del giardino ottocentesco. Per raggiungere la prossima tappa, attraversate nuovamente il roseto fino a raggiungere la villa. Costeggiando il lato destro dell’edificio, una lieve discesa vi conduce nuovamente al piazzale ellittico. Lasciandovi la villa alle spalle, girate a destra. Davanti a voi, in un ampio spiazzo circolare si erge il gazebo neogotico, un’alta struttura ottagonale. Fate mezzo giro dello spiazzo costeggiando il gazebo, fino a trovarvi davanti a tre viali, che vi introducono verso il bosco cappuccino.
    3 min
  • 4 - Casa di Villa
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    4 - Casa di Villa

    Il totem di questa tappa presenta un bassorilievo tattile della facciata della villa.Di fronte a voi, la villa si sviluppa su due piani ed è collegata al piazzale da un’ampia scalinata. La facciata si fonde armoniosamente con il paesaggio circostante e restituisce in ogni dettaglio l’equilibrio e l’armonia dello stile neoclassico. Si è già detto di come qui venne costruito un convento cappuccino, un modesto complesso religioso che rimase attivo fino al 1810. L’edificio originario era essenziale e privo di ornamenti, con un semplice corridoio centrale che collegava la chiesa, la sagrestia, il refettorio e le celle dei frati.L'aspetto attuale della villa è frutto della volontà di Luigi Angelini, gonfaloniere di Treia. Angelini commissionò la trasformazione del convento in villa all’architetto Giuseppe Valadier, celebre urbanista neoclassico al quale si deve, tra i vari progetti, l’attuale sistemazione di Piazza del Popolo a Roma. Qui a Treia, con pochi tratti essenziali, Valadier disegnò una facciata insieme sobria e monumentale.Lo splendore della villa è rivaleggiato soltanto dalla vista straordinaria che si gode dalla balaustra in ghisa del belvedere, affacciata sulla valle del fiume Potenza e sul mare Adriatico. Una cornice naturale arricchita dalla presenza maestosa di cedri rossi e pini marittimi, che aggiungono una nota romantica al panorama.Per raggiungere la prossima tappa, costeggiate la rotonda principale fino a raggiungere una lieve salita, alla destra della facciata. Il percorso conduce al retro della villa, che si affaccia su un roseto. Organizzato in un parterre semicircolare, è attraversato da due viali che si incrociano al centro. Attraversatelo, superando la fontana centrale, fino a portarvi dal lato opposto rispetto alla villa.
    3 min
  • 3 - L'orto pomario e la serra neogotica
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    3 - L'orto pomario e la serra neogotica

    Siete ora nell’orto pomario: un grande giardino pensile sorretto da imponenti muri che si innalzano fino a otto metri.
    Sulla vostra destra, si trova la serra in stile neogotico. Si distingue per le due torrette merlate ai lati, che incorniciano un elegante corpo centrale in vetro. Sebbene nascosta e situata in una posizione più appartata, la serra aveva un'importanza speciale per Lavinio Spada. In quanto membro attivo della Società Romana di Orticultura, aveva trasformato Villa La Quiete in un vero e proprio paradiso vegetale che accoglieva più di 10.000 specie floreali e arboree, tra cui camelie, begonie e fucsie.
    Questo ricco patrimonio vegetale è stato accuratamente documentato nel Catalogo del giardino, redatto nel 1854 dal giardiniere Raffaele Amicucci. Grazie a questa testimonianza, sappiamo che il parco era adornato da una vasta collezione di agrumi e altre specie pregiate, che oggi come allora ci regalano un esempio prezioso di biodiversità. Il giardino porta avanti la tradizione ottocentesca del suo proprietario. Ospita infatti varietà locali di alberi da frutto, come peri, meli, peschi, ciliegi e susini, piante ornamentali, carciofi e altri ortaggi, erbe medicinali e aromatiche. Le piante sono organizzate in aiuole ordinate dai colori diversi, tra cui è possibile passeggiare.
    Per raggiungere la prossima tappa, lasciate l’orto pomario, tornando indietro. Con la casa del Giardiniere alle spalle, avviatevi lungo il viale. Superata un’aiuola circolare, proseguite fino al grande piazzale ellittico che si apre improvvisamente davanti a voi. Al centro troneggia la rotonda centrale, alla vostra sinistra il piazzale è delimitato dal belvedere, mentre alla vostra destra si staglia Villa La Quiete. Passate alla sinistra della rotonda centrale, al cui centro spicca una fontana di forma ellittica circondata da aiuole, e raggiungete il totem della prossima tappa.
    3 min
  • 2 - L'atrio di ingresso
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    2 - L'atrio di ingresso

    La casa del giardiniere, al centro, le due coppie di propilei alla sua destra e alla sua sinistra, e le siepi di lecci che corrono parallele alle due aiuole centrali, accolgono il visitatore introducendo fin da subito alla monumentalità del parco e della villa. La casa del giardiniere, pur essendo stata costruita successivamente alla villa, ne riprende diversi elementi architettonici. La facciata presenta un arco centrale, oggi murato, che suggerisce come un tempo fosse stato immaginato come ingresso principale. Tuttavia, il progetto non è mai stato realizzato. Al lato sinistro dell'edificio, è collegato a un propileo da un loggiato di sei archi ribassati: un portico aperto su un lato. I propilei sono le quattro imponenti strutture quadrangolari sormontate da sculture che fungono da ingresso monumentale al parco; uno di essi è a diretto contatto con il loggiato. Ricordano quelli di villa Borghese a Roma, un luogo caro a Lavinio Spada e da lui assiduamente frequentato in qualità di segretario della Società Romana di Orticoltura. Dopo la morte della moglie Natalia Komar, il conte li trasformò in monumenti funebri, aggiungendo sulla loro sommità l’urna cineraria e la colonna spezzata come simboli di lutto. Oltre i propilei, il viale incorniciato dalle siepi di lecci culmina nella rotonda principale. Questo percorso scenografico venne progettato appositamente per nascondere nel verde la facciata della villa fino all’ultimo momento. Raggiunto il fondo del viale, l’effetto è intenzionalmente teatrale: la maestosa facciata neoclassica si svela all’improvviso, sulla destra, lasciando il visitatore senza fiato. Per raggiungere la prossima tappa, con la casa del giardiniere alle spalle dirigetevi verso destra. Superato il secondo propileo, percorrete una lieve discesa che vi condurrà all’orto pomario.
    3 min
  • 1 - Ingresso. Note storiche e descrizione generale
    AudioZoom® a cura di eArs

    1 - Ingresso. Note storiche e descrizione generale

    Villa La Quiete, conosciuta anche come Villa Spada, deve il secondo nome al suo proprietario più illustre, il conte Lavinio de Medici Spada: influente personaggio del Risorgimento, appassionato di minerali e botanica ed anche letterato.I  suoi versi giovanili furono elogiati dal poeta Vincenzo Monti, e fu amico del grande Giacomo Leopardi. Oggi Villa La Quiete, che ci aspetta oltre questi giardini, si presenta in tutta la sua imponenza, con una facciata neoclassica che colpisce per la sua eleganza. Questo suo aspetto è però il risultato di numerosi interventi architettonici. Le sue origini risalgono al 1036, quando qui sorgeva la chiesa di San Savino, sostituita poi nel 1578 da un convento di cappuccini. Nel 1812, Luigi Angelini, gonfaloniere di Treia, diede l'incarico di trasformare la struttura in una villa signorile. Quando nel 1828 il complesso passò al conte Spada, la villa e il parco cambiarono ulteriormente arricchendosi di elementi esotici e scenografici. A questo periodo risalgono la casa del giardiniere, situata in prossimità dell'entrata del parco, la serra, il gazebo neogotico e il misterioso padiglione neoegizio.Dopo una carriera militare al servizio di papa Gregorio XVI e papa Pio IX, Spada si ritirò a vita privata e dedicò il suo tempo allo studio della botanica e alla sua straordinaria collezione di minerali. Il nome stesso della villa, "La Quiete", è un riflesso di questa ricerca di tranquillità, una filosofia che potrete ritrovare passeggiando al suo interno - tra i viali alberati, il roseto, il ricco orto pomario e l’antico bosco cappuccino.Potrete cominciare la visita dalla biglietteria. Ad ogni tappa del percorso di visita troverete un totem con un pannello informativo in italiano e in braille a circa 1m di altezza da terra, e un QR Code da inquadrare per ascoltare la descrizione del punto interessato.
    3 min