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Ci hanno venduto il mito della colonna sonora perfetta, quella da film indipendente in cui guardiamo fuori dal finestrino con un cappotto dal taglio impeccabile. Ma la vita vera non ha una playlist "aesthetic": è un mix meravigliosamente caotico. In questo nuovo episodio di Non è una provocazione, togliamo le cuffie della finta perfezione e premiamo "play" sulla verità. Parliamo dell'ansia da produttività nascosta dalle playlist "Lo-Fi", della liberazione dei guilty pleasures anni Duemila cantati a squarciagola in macchina, delle tracce radioattive che ci spezzano ancora il cuore, e del superpotere più sottovalutato di tutti: il tasto "Skip", da applicare senza pietà alle relazioni che non suonano più bene. Un episodio per smettere di essere solo il pubblico e iniziare a scriversi i propri testi.
By Francesca NucaroCi hanno venduto il mito della colonna sonora perfetta, quella da film indipendente in cui guardiamo fuori dal finestrino con un cappotto dal taglio impeccabile. Ma la vita vera non ha una playlist "aesthetic": è un mix meravigliosamente caotico. In questo nuovo episodio di Non è una provocazione, togliamo le cuffie della finta perfezione e premiamo "play" sulla verità. Parliamo dell'ansia da produttività nascosta dalle playlist "Lo-Fi", della liberazione dei guilty pleasures anni Duemila cantati a squarciagola in macchina, delle tracce radioattive che ci spezzano ancora il cuore, e del superpotere più sottovalutato di tutti: il tasto "Skip", da applicare senza pietà alle relazioni che non suonano più bene. Un episodio per smettere di essere solo il pubblico e iniziare a scriversi i propri testi.