Prima ci sentivamo in colpa per non essere perfette. Oggi ci sentiamo in colpa se proviamo a diventarlo. Nell'era della "body positivity" e dell'accettazione radicale, il desiderio di migliorare il proprio aspetto fisico sembra diventato un atto politicamente scorretto. Se decidi di metterti a dieta o di farti un ritocco estetico, vieni subito tacciata di essere una traditrice, una vittima del patriarcato che "non sa accettarsi".
Ma è davvero così? In questo episodio smontiamo il nuovo, subdolo senso di colpa moderno. Spieghiamo la differenza fondamentale tra il cambiare perché ti odi e il cambiare perché ti ami. Parliamo dell'ipocrisia della bellezza "naturale", della vanità che non esclude l'intelligenza, e del vero significato di autonomia.
Perché il tuo corpo non è un manifesto politico. È casa tua. E hai tutto il diritto di ristrutturarlo come ti pare, senza dover chiedere scusa a nessuno. Puoi essere un capolavoro assoluto e, contemporaneamente, un cantiere aperto.
Buon ascolto (e zero sensi di colpa).