La guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio con l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha trasformato un conflitto regionale in un nuovo e difficilissimo banco di prova per l’Europa, che si trova ad affrontare una nuova e profonda crisi energetica dopo quella del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Dalla linea delle principali capitali al Consiglio informale di Nicosia, emergono divisioni, limiti politici e tentativi di costruire una risposta comune che potrebbe rivelarsi troppo debole. Al centro ci sono la de-escalation, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la coalizione dei “Volenterosi di Hormuz”. La crisi sta colpendo soprattutto l’economia europea, tra aumento dei prezzi dell’energia, tensioni sul GNL, jet fuel, trasporti e competitività industriale, mettendo alla prova i limiti della risposta europea davanti ai continui shock di un nuovo mondo multipolare.