Nella seconda parte del salmo si intuisce una supplica, un’invocazione, una grande preghiera: l’autentico grido di chi conosce Dio e impara a conoscere se stesso. La supplica domanda lo Spirito saldo, lo Spirito santo, lo Spirito generoso: un’invocazione dello Spirito perché scenda sulla persona che prega e la trasformi. “Crea in me, o Dio, un cuore puro […] rendimi la gioia di essere salvato”. È la gioia della salvezza di Dio che mi accoglie, mi ama e mi salva.
Quarto incontro della Scuola della Parola 1983-1984, Duomo di Milano, 2 febbraio 1984