Il prossimo 21 settembre scade l’Accordo provvisorio che il Vaticano e la Repubblica popolare cinese hanno firmato due anni fa. L’Accordo, lo ricordiamo, tratta delle nuove nomine dei vescovi cinesi, tema che dovrebbe essere di pertinenza della sola Chiesa cattolica, senza ingerenze da parte dello Stato. Tuttavia, la libertà religiosa alla cinese è molto diversa dalla libertas Ecclesiae così com’è concepita in Occidente e il Partito comunista non esita a pretendere di avere il controllo totale sulla vita della Chiesa.