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4° Sala - La canapa
Della canapa si utilizzavano tutte le parti: le foglie servivano come lettiera per mucche, pecore e capre; i semi come sementi per l’anno successivo. Con gli steli si accendeva il fuoco e la fibra esterna grezza si impiegava per ricavare corde e finimenti per animali. Sapientemente sottoposta a diversi procedimenti, la fibra stigliata si trasformava in tessuti con i quali si confezionavano lenzuola, biancheria personale e per la casa, sacchi per granaglie e perfino abiti cerimoniali per funzioni religiose. La donna aveva un ruolo fondamentale nella coltivazione e nella lavorazione della canapa, dalla semina alla filatura, alla realizzazione di raffinati capi di biancheria abbelliti da ricami e pieghettature che ne fanno dei pezzi assolutamente unici. Le diverse fasi della lavorazione sono spiegate tramite l’esposizione di attrezzi quali pettini dai denti in ferro di varie dimensioni, rocche, fusi e puntali in ottone. I pannelli arricchiscono questo racconto, sia descrivendo le tecniche vere e proprie, sia dandoci un quadro della società che ruotava intorno a queste attività. Completa il Museo, il Sentiero della canapa e della tessitura nel vallone di San Michele: il percorso ad anello, costellato da pannelli esplicativi, segna le tappe dei luoghi rappresentativi della lavorazione tra i quali il “Batou”, il battitoio con ruota interna orizzontale della località Rabiera.