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Yvonne Marianne Elliman (1951), statunitense con padre di origine irlandese e madre giapponese, cantava nei primi anni '70 in piccoli club quando fu scoperta dal conduttore radiofonico ed autore televisivo Tim Rice (1944), che in seguito le fece interpretare il ruolo di Maria Maddalena nel film musicale Jesus Christ Superstar del 1973.
Doti canore da Superstar
Nel film spiccarono immediatamente le sue doti canore soprattutto nella ballata I don't know how to love him. Fu in questo periodo che nei viaggi tra Broadway e Londra, Yvonne si trovò, assieme al marito e presidente della RSO, negli studi di Miami, dove Eric Clapton (1945) stava registrando il suo 461 Ocean Boulevard. Iniziò così una proficua collaborazione tra i due artisti che durò per molti dischi a venire.
Fortunato spin-off del 1976 di una serie inglese molto gettonata, Un uomo in casa (che aveva dato peraltro i natali alla versione per il mercato USA chiamata Tre cuori in affitto), George & Mildred avvicinò ulteriormente gli italiani al tipico humor inglese in 38 episodi lungo 5 stagioni.
Andy Capp & Flo quale spunto
La trama richiama a tratti quella delle strisce di Andy Capp e sua moglie Flo (molto in voga negli anni ’60 e nella prima metà dei ’70). La sitcom vede la vita quotidiana di George Roper – interpretato da Brian Murphy (1932-2025), doppiato in italiano da Gianfranco Bellini (1924-2006), l’indimenticabile HAL 9000 di 2001 odissea nello spazio – e sua moglie, da 25 anni, Mildred, impersonata da Yootha Joyce (1927-1980), a sua volta doppiata da Anna Miserocchi (1925-1988).
Il 1985 è l’anno di Ivor Neville Kamen, che impareremo presto a conoscere come Nick Kamen (1962-2021). A lanciarlo è il celebre spot della Levi’s, nel quale il modello britannico (nonostante i tratti palesemente latini), dopo essere entrato in una lavanderia, si toglie i suoi jeans 501 e resta tranquillamente in boxer a leggere il giornale. Il messaggio è chiaro: non c’è un’alternativa ai 501 che indossi.
La base musicale
Aiuta non poco l’affermazione dello spot anche l’eccelsa scelta della base musicale: la coinvolgente I heard it through the grapevine, brano del 1968 (che tornerà in vetta alle classifiche) dell’appena scomparso (un anno prima) Marvin Gaye (1939-1984).
Nel 1972 Adriano Celentano scrive una delle sue canzoni più celebri: Prisencolinensinainciusol. Con il suo testo senza senso, che doveva suonare come l’inglese americano, è stata riscoperta anche in tempi recenti e remixata da famosi disc jockey.
Un successo televisivo
Prisencolinensinainciusol non ebbe successo al momento del rilascio, ma esplose nel 1973 dopo che Celentano la eseguì durante la trasmissione televisiva Formula 2 in onda sul Programma Nazionale, l’odierna Rai 1.
In occasione del compleanno di Star Wars: Episode IV-A new hope, il primo film della saga (poi quarto) uscito il 25 maggio 1977, siamo andati a riscoprire l’equivalente italiano del 1978: Scontri stellari oltre la terza dimensione (Starcrash).
B movie o parodia?
Ancora oggi gli appassionati di fantascienza si interrogano se definire Scontri stellari oltre la terza dimensione una parodia del capolavoro di George Lucas (1944) o un semplice fanta-horror di serie b.
Trasmessa per la prima volta negli Stati Uniti in una sola stagione da 17 episodi dall'8 settembre 1966 al 29 dicembre 1966 sulla rete ABC e giunta in Italia tre anni dopo (ma oggetto di numerose repliche tra gli anni '70 ed i primi '80), Hawk l'indiano (Hawk) è una serie drammatica di genere poliziesco ambientata a New York e incentrata sulle vicende di uno stoico detective di origini indiane, l'irochese John Hawk, interpretato da Burt Reynolds (1936-2018).
Trama
John Hawk è un investigatore della polizia di New York con origini native americane. La sua identità culturale e le sue radici giocano un ruolo cruciale nelle storie che affronta nella fiction. Il personaggio di Hawk è un uomo di integrità e coraggio, impegnato a risolvere casi complessi che spesso coinvolgono questioni di giustizia sociale e diritti dei nativi americani.
Niente da fare: appena vediamo le tre formose gemelle messicane che, sculettando (e qui la carica sessuale stile anni ’60 dello spot mostra tutta la sua dirompenza), portano appesi i loro bambini, parte nella memoria il ritornello di Miguel. Il personaggio dello spot del Merendero.
Quando lo spot offusca il prodotto
Tutti i boomers ricordano “L’e’ li’ l’e’ la’ l’e’ la’ che l’aspettava Miguel. Miguel son mi!“, ma pochi chi produceva il prodotto pubblicizzato.
La serie Daltanious fu realizzata da Saburō Yatsude, un collettivo creativo della Toei Animation che lavorò per altri prodotti robotici come Combattler V, Voltron, General Daimos e altri ancora.
La trama
Daltanious è ambientato nel 1995, quando gli alieni Akron hanno attaccato la Terra, devastandola. Le speranze dell’umanità sono riposte nelle mani di un gruppo di ragazzi che pilotano il robot dello scienziato Earl.
Il cartone animato la Pantera Rosa è composto da 124 cortometraggi (da circa 7 minuti). Cui si aggiungono le 9 animazioni presenti nei titoli dell’omonima saga di film diretti da Blake Edwards (1922-2010). I cartoni animati sono stati prodotti dal 1964 al 1980 dalla DePatie-Freleng di David DePatie (1929-2021) e Friz Freleng (1906-1995, con esperienze nei Looney Tunes della Warner Bros).
La Pantera Rosa del 1966
In Italia, i corti della Pantera Rosa sono stati trasmessi in vari periodi a partire dal 1966. Esattamente tre anni dopo la prima apparizione del cartone nella sigla del film omonimo, interpretato da Peter Sellers (1925-1980) nei panni dell’ispettore Clouseau.
In realtà la registrazione di Imagine, il capolavoro pacifista di John Lennon (1940-1980) del 1971, è stereo fin dall’inizio e non è frutto di adattamento successivo. Eppure, ascoltandola, si può avere la netta impressione che dopo 31 secondi il suono improvvisamente si allarghi. Dietro quella sensazione c’è una scelta precisa di arrangiamento, che, secondo quanto raccontò il batterista Alan White (1949-2022), futuro componente degli Yes, nacque durante le sessioni.
I (presunti) 30 secondi mono
Chi conosce bene Imagine potrebbe averci fatto caso soprattutto ascoltandola in cuffia: all’inizio il brano sembra quasi mono. Poi qualcosa cambia. Il suono acquista corpo, lo spazio si allarga e lo stereo diventa molto più evidente. Ma Imagine non passa dal mono allo stereo.
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70 80 è il podcast che ti riporta ai tuoi anni più belli, approfondendo in ogni puntata fatti, personaggi, luoghi e costumi dal 1970 al 1989. Condotto dai giornalisti Massimo Lualdi, Enzo Mauri,…