
Sign up to save your podcasts
Or


Nel 1979 la rete inglese ATV lancia il guanto di sfida alla BBC, che dal 1963 domina l’area della science fiction con Doctor Who.
Elio Fiorucci (1935-2015) è stato il primo stilista italiano a liberare, a partire dalla fine degli anni 60, la moda dall’atmosfera tradizionalista e un po’ ingessata della haute couture dell’epoca e a farne qualcosa di pop. Di fatto, l'ha democratizzata, aprendola a tutte le istanze culturali provenienti dalla strada.
C’era un tempo in cui bastava un Augh! per raccontare un Paese che cambiava. E quel tempo, per milioni di italiani, aveva un nome preciso: Carosello.Tra i personaggi più iconici di quella stagione irripetibile della comunicazione televisiva, spicca senza dubbio Unca Dunca, l’indiano “al contrario” ideato dal genio creativo di Bruno Bozzetto (1938) per promuovere i prodotti della Riello.
Al tempo, Smemoranda era una alternativa politicamente impegnata ai diari di Jacovitti (Benito Franco Giuseppe Jacovitti, 1923-1997), di Bonvi (Franco Bonvicini, 1941-1995) o dei Peanuts di Charles M. Schulz 1922-2000).
All’inizio degli anni 70 Cochi e Renato con il loro stile semplice e poetico e la collaborazione di Enzo Jannacci (1935-2013) inaugurano un tipo di canzoni fatto di satira, nonsense e motivi orecchiabili. Brani che portano la coppia al successo, grazie anche alla partecipazione a trasmissioni televisive come Il poeta e il contadino e Canzonissima. Nel 1973 tutti gli italiani cantano “lo sciocco in blu” e si chiedono chi sia…
Per chi è stato bambino negli anni 80 é praticamente impossibile non averci giocato. Tante e tali sono state le Sorpresine che si trovavano come gadget nelle merendine del Mulino Bianco, che ancora oggi nel vederle si apre qualche cassetto della memoria, o meglio…. qualche scatolina!Ritroviamole, assieme alla loro storia.
“25 or 6 to 4” è uno dei brani più iconici dei Chicago, scritto da Robert Lamm, tra i fondatori della band. La canzone viene registrata nell’agosto del 1969 per il loro secondo album e pubblicata come singolo nel 1970, con Peter Cetera alla voce solista.
Ma ciò che rende questo pezzo davvero interessante è la sua origine. Lamm racconta di averlo composto in una notte, su una chitarra a dodici corde… che in realtà ne aveva solo dieci. Mancavano le due corde basse. Il testo, invece, lo scrisse tutto in un giorno. Il titolo, “25 or 6 to 4”, indica proprio l’ora: sono le tre e trentacinque, o le tre e trentaquattro del mattino. È il momento in cui l’autore sta cercando di scrivere una canzone, combattendo con l’insonnia e l’ispirazione.
Nel tempo, però, quel titolo così particolare ha generato interpretazioni di ogni tipo: c’è chi ha pensato a riferimenti a sostanze stupefacenti o a codici nascosti. In realtà, è tutto molto più semplice e, se vogliamo, anche più poetico.
Dal punto di vista musicale, il brano è costruito attorno a un riff di chitarra diventato leggendario, suonato da Terry Kath con l’uso del wah-wah. Un riff potente, discendente, che molti hanno paragonato ad altre progressioni celebri del rock, fino ad arrivare, anni dopo, a influenzare persino band come i Green Day.
La registrazione originale ha anche una storia curiosa: Peter Cetera incise la voce mentre aveva ancora la mascella bloccata, dopo un incidente durante una partita di baseball. Nonostante tutto, il risultato fu straordinario.
Quando uscì come singolo nel 1970, il brano raggiunse la top five negli Stati Uniti e la top ten nel Regno Unito, diventando uno dei più grandi successi dei Chicago. Nel tempo è stato inserito in numerose raccolte ed è considerato uno dei loro pezzi più rappresentativi.
Non sono mancati nemmeno episodi controversi: negli anni ’70 la canzone fu vietata a Singapore per presunti riferimenti alla droga, divieto poi revocato solo nel 1993.
Nel 1986 i Chicago ne realizzarono una nuova versione, più aggiornata nel suono, con Jason Scheff alla voce. Anche se meno fortunata in classifica, contribuì a mantenere vivo il brano nel repertorio della band.
E ancora oggi, “25 or 6 to 4” resta un punto fermo nei concerti dei Chicago e uno dei simboli più riconoscibili del loro stile. Una canzone nata nel cuore della notte… ma destinata a restare accesa per sempre.
C’è stato un tempo – tra gli anni ’40 e ’60 – in cui i cartoni animati non avevano bisogno di urlare per farsi notare: bastava anche un cane con lo sguardo stanco, la voce monotona e un’aria perennemente annoiata. Quel cane era Droopy, che con la sua calma surreale è diventato uno dei personaggi più iconici dell’animazione classica.
Nel 1970 la RAI – memore del non sopito successo di quattro anni prima Belfagor, ovvero il fantasma del Louvre – porta in Italia un altro sceneggiato francese incentrato su occulto, thriller e suggestioni gotiche. I compagni di Baal diventa uno dei primi esempi di telemistery europeo: tra società segrete e sotterranei parigini, la serie segna un’epoca. Ed anticipa linguaggi narrativi oggi tornati di moda.
SETTANTAxOTTANTA
From the publisher's feed
70 80 è il podcast che ti riporta ai tuoi anni più belli, approfondendo in ogni puntata fatti, personaggi, luoghi e costumi dal 1970 al 1989. Condotto dai giornalisti Massimo Lualdi, Enzo Mauri,…