Più l’arte è maestosa, virtuosistica e collettivamente considerata “bella” e più viene sacralizzata, resa intoccabile.
Ma le conseguenze… quali sono? Sintetizzandole: l’arte inevitabilmente si allontana da una dimensione terrena per elevarsi, divinizzarsi; tutto ciò che non rientra in questi canoni non viene considerata arte (come banalmente succede con l’arte contemporanea); e i luoghi dell’arte, al posto di rappresentare spazi attivi di dibattito, diventano una sorta di silenziosi templi religiosi.
Questa volta, però, non ve ne parlerò da sola: con me c’è @rey.sciutto, divulgatore storico-artistico attivo da anni sui social (oltre che unico e solo imperatore del Sacro Calabro Impero).
Ci racconterà di lui, del suo percorso, della sua sconfinata passione per l’arte e del suo modo non convenzionale di raccontarla. Attraverso un linguaggio dinamico e semplice, infatti, riesce a profanare quell’aurea di superiorità dell’arte, rendendola accessibile e godibile a tutti.
Per vedere le immagini e i riferimenti citati in questo episodio, mi trovate su Instagram @pelo.nell.uovo e, se vi va, seguitemi per rimanere sempre aggiornati!