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Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews – Il popolo di Dio in dialogo con il Papa: alcune domande dei più piccoli al Pontefice.
Con Papa Francesco era facile usare il “tu”. Non solo i grandi della terra hanno incontrato il Pontefice. Anche e soprattutto le persone più semplici sono state accolte e ascoltate dal Vescovo di Roma. Sono stati proprio i più piccoli la porzione del popolo di Dio che Francesco aveva grande desiderio di incontrare. Tra questi piccoli della Terra molti i bambini, durante il suo Pontificato, si sono rivolti a lui, con domande semplici ed emozioni profonde.
“Tutti i bambini sono tutti una famiglia (Papa Francesco 11 maggio 2024)”
Per Francesco sono infatti proprio i più piccoli i veri protagonisti per costruire un mondo di pace, dove siamo tutti fratelli, un mondo che possa avere un futuro. Il Papa ha ascoltato spesso le loro voci, i loro sogni. Nel mese di maggio del 2024, in occasione della prima Giornata mondiale dei bambini e delle bambine, il Pontefice ha detto che “la gioia è salute per l’anima”. Ma cosa è la felicità? Questa semplice domanda, posta dal Papa ai bambini, è risuonata durante l’World Meeting on Human Fraternity. Le risposte sono un trattato sulla felicità, quella autentica. “Per me, la felicità nel mondo è essere tutti uniti, essere una sola famiglia, la famiglia di Dio”. “Per me, la felicità nel mondo è la pace”, ha detto un altro bambino. “La felicità non si compra: viene proprio da noi”.
L’incontro di Papa Francesco con i bambini è stato spesso accompagnato da un dialogo semplice, da domande essenziali da cui sono scaturite riflessioni profonde. Momenti intensi di un magistero che i bambini hanno ascoltato con grande disponibilità e attenzione. Le parole del Papa ai bambini, come quelle pronunciate durante l’World Meeting on Human Fraternity, sono anche un’esortazione a guardare verso il Cielo. Come si può stare in contatto con Dio? I bambini hanno risposto a questa domanda di Francesco con parole semplici e sincere. “Pregando ogni giorno”. “Amando”, ha detto un altro bambino. “La felicità è nella pace”.
C’è in particolare momento, nel Pontificato di Francesco, in cui la voce, il dolore di un bambino arriva al cuore del Papa. Durante l’incontro con i bambini della parrocchia di San Paolo alla Croce a Corviale nel 2018, nella periferia ovest di Roma, Francesco consola un bambino, Emanuele, in lacrime per la morte del papà. Un uomo che, nonostante fosse ateo, ha voluto battezzare comunque i suoi figli. Emanuele va dal Papa e riferisce all’orecchio di Francesco la sua domanda. Sono attimi intensi di grande commozione. Attimi che poi Francesco riempie di significato ed emozione con queste parole:
Magari tutti noi, potessimo piangere come Emanuele quando avremo un dolore come lo ha lui nel cuore. Lui piangeva per il papà e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi, perché nel suo cuore c’è amore per il papà. Io ho chiesto il permesso ad Emanuele di dire in pubblico la domanda e lui mi ha detto di sì. Per questo la dirò: “Poco tempo fa è venuto a mancare il mio papà. Lui era ateo, ma ha fatto battezzare tutti e quattro i figli. Era un uomo bravo. È in Cielo papà?” Che bello che un figlio dica del suo papà: ‘Era bravo’. Bella testimonianza di quell’uomo che ha dato ai suoi figli, perché i suoi figli potranno dire: ‘Era un uomo bravo’. È una bella testimonianza del figlio che ha ereditato la forza del papà e, anche, ha avuto il coraggio di piangere davanti a tutti noi. Se quell’uomo è stato capace di fare figli così, è vero, era un uomo bravo. Era un uomo bravo.
Il pianto di Emanuele è la testimonianza di un figlio che ha il coraggio di piangere. Tra quelle lacrime restano scolpite le parole di Francesco e l’essenza dell’amore: la vera forza di un padre è custodita nel suo cuore, in un cuore buono.
L'articolo A tu per tu con Francesco, il Papa e i bambini proviene da Amedeo Lomonaco.
By Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews – Il popolo di Dio in dialogo con il Papa: alcune domande dei più piccoli al Pontefice.
Con Papa Francesco era facile usare il “tu”. Non solo i grandi della terra hanno incontrato il Pontefice. Anche e soprattutto le persone più semplici sono state accolte e ascoltate dal Vescovo di Roma. Sono stati proprio i più piccoli la porzione del popolo di Dio che Francesco aveva grande desiderio di incontrare. Tra questi piccoli della Terra molti i bambini, durante il suo Pontificato, si sono rivolti a lui, con domande semplici ed emozioni profonde.
“Tutti i bambini sono tutti una famiglia (Papa Francesco 11 maggio 2024)”
Per Francesco sono infatti proprio i più piccoli i veri protagonisti per costruire un mondo di pace, dove siamo tutti fratelli, un mondo che possa avere un futuro. Il Papa ha ascoltato spesso le loro voci, i loro sogni. Nel mese di maggio del 2024, in occasione della prima Giornata mondiale dei bambini e delle bambine, il Pontefice ha detto che “la gioia è salute per l’anima”. Ma cosa è la felicità? Questa semplice domanda, posta dal Papa ai bambini, è risuonata durante l’World Meeting on Human Fraternity. Le risposte sono un trattato sulla felicità, quella autentica. “Per me, la felicità nel mondo è essere tutti uniti, essere una sola famiglia, la famiglia di Dio”. “Per me, la felicità nel mondo è la pace”, ha detto un altro bambino. “La felicità non si compra: viene proprio da noi”.
L’incontro di Papa Francesco con i bambini è stato spesso accompagnato da un dialogo semplice, da domande essenziali da cui sono scaturite riflessioni profonde. Momenti intensi di un magistero che i bambini hanno ascoltato con grande disponibilità e attenzione. Le parole del Papa ai bambini, come quelle pronunciate durante l’World Meeting on Human Fraternity, sono anche un’esortazione a guardare verso il Cielo. Come si può stare in contatto con Dio? I bambini hanno risposto a questa domanda di Francesco con parole semplici e sincere. “Pregando ogni giorno”. “Amando”, ha detto un altro bambino. “La felicità è nella pace”.
C’è in particolare momento, nel Pontificato di Francesco, in cui la voce, il dolore di un bambino arriva al cuore del Papa. Durante l’incontro con i bambini della parrocchia di San Paolo alla Croce a Corviale nel 2018, nella periferia ovest di Roma, Francesco consola un bambino, Emanuele, in lacrime per la morte del papà. Un uomo che, nonostante fosse ateo, ha voluto battezzare comunque i suoi figli. Emanuele va dal Papa e riferisce all’orecchio di Francesco la sua domanda. Sono attimi intensi di grande commozione. Attimi che poi Francesco riempie di significato ed emozione con queste parole:
Magari tutti noi, potessimo piangere come Emanuele quando avremo un dolore come lo ha lui nel cuore. Lui piangeva per il papà e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi, perché nel suo cuore c’è amore per il papà. Io ho chiesto il permesso ad Emanuele di dire in pubblico la domanda e lui mi ha detto di sì. Per questo la dirò: “Poco tempo fa è venuto a mancare il mio papà. Lui era ateo, ma ha fatto battezzare tutti e quattro i figli. Era un uomo bravo. È in Cielo papà?” Che bello che un figlio dica del suo papà: ‘Era bravo’. Bella testimonianza di quell’uomo che ha dato ai suoi figli, perché i suoi figli potranno dire: ‘Era un uomo bravo’. È una bella testimonianza del figlio che ha ereditato la forza del papà e, anche, ha avuto il coraggio di piangere davanti a tutti noi. Se quell’uomo è stato capace di fare figli così, è vero, era un uomo bravo. Era un uomo bravo.
Il pianto di Emanuele è la testimonianza di un figlio che ha il coraggio di piangere. Tra quelle lacrime restano scolpite le parole di Francesco e l’essenza dell’amore: la vera forza di un padre è custodita nel suo cuore, in un cuore buono.
L'articolo A tu per tu con Francesco, il Papa e i bambini proviene da Amedeo Lomonaco.