L'articolo descrive la trasformazione della miniera di Lefdal, in Norvegia, in un avveniristico centro dati che ospita Olivia, uno dei supercomputer più ecologici al mondo. Situata a 700 metri di profondità, questa infrastruttura sfrutta l'energia idroelettrica locale e l'acqua fredda dei fiordi per un raffreddamento a impatto zero. Oltre a garantire un'elevata sicurezza per i dati sensibili, il sistema supporta la ricerca scientifica avanzata, con particolare attenzione all'intelligenza artificiale e alla modellazione climatica. Il progetto si distingue per il suo approccio sostenibile, puntando persino a riutilizzare il calore generato per l'acquacoltura dei salmoni. Questa iniziativa rappresenta un'eccellenza europea nel campo del supercalcolo, unendo la flessibilità tecnologica alla conservazione dell'ambiente naturale.