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Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo aver combattuto contro una malattia. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso i social, segnando la fine di una delle carriere più iconiche del panorama calcistico nazionale.
Nato a Rimini nel 1967, Protti ha saputo costruire un percorso sportivo unico, distinguendosi per continuità realizzativa e determinazione. È infatti uno dei pochissimi giocatori ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C, un primato che racconta la sua straordinaria capacità di incidere in ogni categoria e con qualsiasi maglia.
Dopo gli inizi al Rimini e l’esplosione a Bari, nel 1999 il trasferimento al Livorno ha rappresentato una svolta decisiva non solo nella sua carriera, ma anche nella storia del club toscano. Da quel momento, il legame tra il giocatore e la città è diventato indissolubile.
A Livorno Protti non è stato soltanto un attaccante, ma un simbolo identitario. Ha guidato la squadra dalla Serie C fino alla Serie A, diventando capitano e punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Il suo numero 10 è stato ritirato dalla società, trasformandosi in un segno permanente di appartenenza.
Anche dopo aver lasciato il calcio giocato, Protti ha continuato a rappresentare un riferimento per il club amaranto, ricoprendo ruoli dirigenziali e mantenendo una presenza costante nello stadio e nella vita della squadra. Nel dicembre 2025 aveva vissuto uno dei momenti più toccanti della sua vita recente, portando la fiaccola olimpica sul lungomare di Livorno nonostante le condizioni di salute già compromesse.
Nella stagione 2003/2004 fu protagonista anche in Serie B con il Livorno, segnando 24 gol e contribuendo alla promozione in Serie A, nello stesso campionato che vide anche il ritorno nella massima serie del Cagliari guidato da Gianfranco Zola.
The post Addio a Igor Protti, lo storico bomber si è spento a 58 anni appeared first on Calcio Casteddu.
By Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo aver combattuto contro una malattia. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso i social, segnando la fine di una delle carriere più iconiche del panorama calcistico nazionale.
Nato a Rimini nel 1967, Protti ha saputo costruire un percorso sportivo unico, distinguendosi per continuità realizzativa e determinazione. È infatti uno dei pochissimi giocatori ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C, un primato che racconta la sua straordinaria capacità di incidere in ogni categoria e con qualsiasi maglia.
Dopo gli inizi al Rimini e l’esplosione a Bari, nel 1999 il trasferimento al Livorno ha rappresentato una svolta decisiva non solo nella sua carriera, ma anche nella storia del club toscano. Da quel momento, il legame tra il giocatore e la città è diventato indissolubile.
A Livorno Protti non è stato soltanto un attaccante, ma un simbolo identitario. Ha guidato la squadra dalla Serie C fino alla Serie A, diventando capitano e punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Il suo numero 10 è stato ritirato dalla società, trasformandosi in un segno permanente di appartenenza.
Anche dopo aver lasciato il calcio giocato, Protti ha continuato a rappresentare un riferimento per il club amaranto, ricoprendo ruoli dirigenziali e mantenendo una presenza costante nello stadio e nella vita della squadra. Nel dicembre 2025 aveva vissuto uno dei momenti più toccanti della sua vita recente, portando la fiaccola olimpica sul lungomare di Livorno nonostante le condizioni di salute già compromesse.
Nella stagione 2003/2004 fu protagonista anche in Serie B con il Livorno, segnando 24 gol e contribuendo alla promozione in Serie A, nello stesso campionato che vide anche il ritorno nella massima serie del Cagliari guidato da Gianfranco Zola.
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