Il Cagliari di Fabio Pisacane ha completato la prima giornata di lavoro in Val Camonica, inaugurando sul campo la fase centrale della preparazione estiva. Una giornata intensa, divisa tra l’allenamento mattutino e il primo vero banco di prova del precampionato contro la Sampdoria.
La mattina si era aperta con una lunga seduta di rifinitura al campo comunale di Temù. Oltre due ore di lavoro per sistemare gli ultimi dettagli tattici e atletici prima dell’amichevole, disputata nel pomeriggio a partire dalle ore 17.
Il test contro i blucerchiati ha rappresentato la prima occasione per osservare la nuova identità della squadra. Al di là del risultato, ancora relativo in questa fase della stagione, la gara ha restituito diverse indicazioni utili allo staff tecnico rossoblù.
Pisacane parte dal 4-3-2-1
Per il debutto estivo, Pisacane ha scelto il modulo 4-3-2-1, affidandosi inizialmente a Caprile tra i pali e a una linea difensiva composta da Zé Pedro, Deiola, Rodriguez e Obert.
A centrocampo spazio a Romano, Winks e Fazzini, mentre sulla trequarti hanno agito Adopo ed Esposito, alle spalle di Kingstone. Una formazione sperimentale, costruita anche per verificare adattamenti, intese e possibili soluzioni in ruoli differenti.
Nella ripresa è arrivata la prevedibile girandola di sostituzioni, utile per distribuire i minuti e valutare i tanti elementi presenti in ritiro. In questa fase del precampionato, ogni spezzone può trasformarsi in una piccola audizione sotto il sole di Temù.
Di Paolo coglie la sua occasione
Tra i giocatori entrati nel secondo tempo si è messo particolarmente in evidenza Sebastiano Di Paolo, indicato da CalcioCasteddu come il miglior rossoblù della partita.
Il giovane attaccante sta vivendo giorni particolarmente importanti. In Val Camonica si gioca infatti una possibilità concreta di compiere il salto verso la Serie A, dopo il percorso maturato nelle categorie inferiori.
Nel post partita, Di Paolo si è presentato ai microfoni con un atteggiamento misurato, ma accompagnato da una chiara determinazione. Un profilo discreto, consapevole di avere davanti una finestra preziosa per conquistare la fiducia dell’allenatore e ritagliarsi spazio nel gruppo della prima squadra.
Possesso palla e consapevolezza al centro del lavoro
Dopo l’intervento di Di Paolo, è arrivata l’analisi di Fabio Pisacane, che ha individuato nel possesso palla uno dei principali temi da sviluppare durante il ritiro lombardo.
L’obiettivo non riguarda soltanto la qualità tecnica della circolazione, ma anche la capacità mentale di gestire il pallone con maggiore sicurezza e consapevolezza. Il tecnico vuole una squadra coraggiosa, in grado di riconoscere i momenti della partita e di costruire l’azione senza liberarsi troppo rapidamente della sfera.
Si tratta quindi di un lavoro che unisce tecnica e psicologia: sapere cosa fare con il pallone, ma soprattutto avere la personalità necessaria per farlo anche sotto pressione.
La scelta tra Di Paolo e Albarracin
Interrogato proprio sulla prova dell’ex Siracusa, Pisacane ha spiegato di aver lasciato inizialmente in panchina Albarracin perché già ben conosciuto dallo staff.
La scelta ha permesso di osservare con maggiore attenzione Di Paolo, concedendogli minuti utili per misurarsi con un avversario di livello e dimostrare le proprie qualità.
Il primo test ha quindi offerto spunti interessanti, soprattutto sul fronte dei giovani. Il ritiro è appena cominciato, ma il taccuino di Pisacane ha già iniziato a riempirsi: modulo, possesso e personalità saranno le parole chiave dei prossimi giorni rossoblù.
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