Calcio Casteddu

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Calcio Casteddu episodes

  • Pisacane, schiettezza senza supercazzole: una lezione di comunicazione

    Il 4-0 subito dal Cagliari a Monza è stato pesante e non può essere nascosto. La prestazione dei rossoblù ha avuto poco da salvare, soprattutto nella ripresa, quando la squadra ha perso completamente equilibrio, compattezza e capacità di reagire. Ma una singola partita non può cancellare quanto fatto da Fabio Pisacane nelle prime giornate di campionato.

    Il modo migliore per leggere la sconfitta del Brianteo è probabilmente quello indicato da Alessandro Deiola al termine della gara: il Cagliari non era diventato uno squadrone dopo l’avvio positivo e non è diventato improvvisamente una squadra di brocchi dopo una batosta.

    Anche perché il Monza si è rivelato tutt’altro che una squadra semplice da affrontare. I soli quattro punti raccolti nelle prime sei giornate potevano suggerire un avversario in difficoltà, ma la formazione di Ivan Juric ha dimostrato di essere organizzata, compatta e capace di sfruttare gli errori. Il risultato finale non è quindi soltanto figlio delle difficoltà rossoblù, questo va sottolineato con l’evidenziatore.

    Pisacane sceglie la sincerità

    La vera riflessione riguarda però ciò che è successo dopo la partita. In conferenza stampa, Pisacane avrebbe potuto cercare giustificazioni. Avrebbe potuto ricordare il buon primo tempo, le occasioni non concretizzate con due parate importanti di Tronqvist sullo 0-0, il gol subito alla prima vera opportunità o l’assenza dalla panchina dovuta alla squalifica. Non lo ha fatto. Il tecnico ha invece scelto una strada completamente diversa: chiedere scusa ai 1400 tifosi presenti al Brianteo e definire la prestazione uno “scempio”.

    “Devo delle scuse a 1400 persone che hanno speso dei soldi per vedere uno scempio del genere”, ha dichiarato. Una presa di posizione forte, soprattutto perché arrivata dopo una sconfitta nella quale sarebbe stato lecito, se analizzata a fondo, cercare qualche attenuante.

    Il tifoso non vuole essere preso in giro

    La scelta di Pisacane sembra inserirsi in una concezione moderna del rapporto tra allenatore e ambiente. Il tifoso di oggi osserva, analizza, si informa e discute. Non è necessariamente un tecnico e magari non conosce tutti i dettagli di una scalata difensiva o di una marcatura preventiva, ma sa riconoscere quando una squadra gioca bene o male.

    Per questo, davanti a una prestazione come quella di Monza, provare a nascondere l’evidenza dietro formule di circostanza o le classiche “supercazzole” rischierebbe di produrre l’effetto opposto a quello desiderato. Pisacane ha scelto invece di essere diretto. Ha riconosciuto il problema e ha coinvolto anche il pubblico nel percorso di reazione.

    Una scelta che rafforza il rapporto con la piazza

    È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della gestione del tecnico. Ammettere gli errori non significa necessariamente indebolire la propria posizione. Al contrario, la sincerità può diventare uno strumento per rafforzare la propria credibilità.

    Dopo una sconfitta, la piazza può accettare molto più facilmente un risultato negativo se percepisce che l’allenatore ha visto la stessa partita vista dai tifosi. Il rischio, al contrario, è quello di creare una distanza tra le parole e ciò che accade sul campo. Quando questa distanza cresce, possono aumentare rapidamente le critiche di tifosi, giornalisti e opinionisti, con conseguenze anche sul clima intorno alla squadra. Pisacane ha scelto di evitare proprio questo scenario, come a dire: “Ho visto quello che avete visto voi, lo so, stateci vicini e andiamo avanti tutti uniti”.

    La vera sfida comincia adesso

    Il campionato del Cagliari non può essere giudicato soltanto attraverso il 4-0 di Monza. L’obiettivo resta quello della salvezza e arriveranno inevitabilmente altri momenti complicati. La differenza, a quel punto, la farà anche la capacità dell’ambiente di rimanere unito. Pisacane sembra averlo compreso e, con le sue parole dopo la sconfitta, ha scelto di proteggere proprio quel rapporto tra squadra e tifoseria.

    Non nascondere una brutta prestazione, ma riconoscerla. Non cercare alibi, ma assumersi responsabilità. Non trattare il pubblico come un interlocutore da convincere, ma come una parte integrante del percorso. Una lezione di comunicazione che arriva da un allenatore giovane e che potrebbe essere preziosa anche per i colleghi più esperti, spesso nervosi e con complessi di lesa maestà che li fanno apparire come dinosauri.

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  • Ranieri compie 75 anni, gli auguri del Cagliari

    Settantacinque candeline per Claudio Ranieri, una vita nel calcio e un legame speciale con il Cagliari. L’ex allenatore rossoblù sta festeggiando oggi il suo compleanno e il club  non ha voluto far mancare i propri auguri.

    Buon compleanno, Sir Claudio

    Per sempre uno di noi https://t.co/5kB36LH9u5

    — Cagliari Calcio (@CagliariCalcio) October 20, 2026

    Lo scorso giugno a Cagliari, presso Palazzo Bacaredda, Claudio Ranieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città in una cerimonia ufficiale nella sala del Consiglio comunale. L’ex tecnico dei rossoblù ha partecipato prima a un breve colloquio privato con il sindaco Massimo Zedda, per poi prendere posto nell’aula consiliare insieme al primo cittadino e al presidente del Consiglio comunale Marco Benucci.

    Durante la cerimonia, Ranieri aveva dichiarato: “Che dire! Sono orgoglioso di far parte di voi. Essere cittadino onorario di Cagliari è una cosa che mi riempie di soddisfazione, mi fa piacere che il cavallo trainante sia stato lo sport, ma soprattutto mi piace il ritratto come persona che è stato fatto di me. Mi piace ricordare come mia moglie, quando qualcuno mi ferma per strada, si accorge se c’è un sardo solo perché mi si illuminano gli occhi. Questo la dice lunga sul rapporto che ho con voi, è qualcosa che ho nell’anima”.

    Il Comune

    Le motivazioni ufficiali, illustrate dal sindaco Zedda, hanno sottolineato il ruolo di Ranieri come “uomo di sport e gentiluomo, che con i suoi successi in campo dalla Serie C alla A, ha saputo onorare i colori rossoblù e la città intera, diventando prezioso patrimonio di memoria collettiva per cagliaritani e cagliaritane”. Ranieri viene definito “uomo per bene, amato e rispettato, non solo per i risultati sportivi, ma per signorilità, sincerità e per l’affetto con cui ha saputo parlare al cuore delle persone”.

    Anche l’assessore allo sport Giuseppe Macciotta ha voluto ringraziare Ranieri: “Un amore infinito e ricambiato dalla città verso Claudio Ranieri e da Claudio Ranieri verso la città. L’umanità che abbiamo sempre percepito ha fatto di lui non solo un allenatore di successo, ma anche un testimone di quei valori sportivi che continuiamo a propagandare”.

    Il riconoscimento rappresenta non solo un tributo ai risultati ottenuti sul campo, ma anche al legame umano che Ranieri ha saputo costruire con la comunità cagliaritana. La cittadinanza onoraria conferma il ruolo dell’ex allenatore come simbolo di integrità, professionalità e dedizione, valori che la città intende celebrare e trasmettere alle future generazioni.

    Il suo ruolo in Nazionale

    Nei mesi scorsi Claudio Ranieri ha accettato di diventare il direttore tecnico della Nazionale Italiana dopo aver rifiutato l’incarico nel 2025. La sua decisione è stata motivata dalla disponibilità totale e dalla sua esperienza nel settore. In merito Ranieri aveva dichiarato che, se chiamato, non ci sarebbe alcun problema in cui non rispondere positivamente. La sua nomina è stata voluta dal presidente della FIGC (oggi Commissario) Giovanni Malagò, e Ranieri ha espresso la sua disponibilità a contribuire alla selezione, anche se non è tecnico in campo. Ranieri ha anche chiarito il suo ruolo e quello di Roberto Mancini, il commissario tecnico, sottolineando che Mancini si occupa del campo e Ranieri di quello che avviene fuori.

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  • Cagliari: le sconfitte fanno sempre male e a volte aiutano: ma i tifosi che fanno sacrifici vanno rispettati sempre!

    Passare dall’euforia di un quarto posto alla delusione di una sconfitta, è un attimo. In passato è successo a tante squadre e ieri al Cagliari. Che a Monza, dopo un bel primo tempo (con gol mancati da Romano, Nzola e Mendy) non ha reagito al vantaggio dei brianzoli, che col raddoppio a inizio ripresa hanno allungato, costruendo e trovando altre due marcature.

    Niente drammi

    Non c’è bisogno, perché in queste prime sei partite, i rossoblù hanno mostrato idee e compattezza anche con squadre importanti: con l’Inter campione d’Italia è andata vicino al pareggio, in casa dell’Atalanta ha vinto e, fino all’80’ era ad un passo da farlo anche con la Juventus. Che perdere, magari così in modo netto certamente non ci sta, ed in merito occorre analizzare (in questo Pisacane è l’uomo giusto) bene la sfida di ieri, capendo minuto per minuto cosa sia accaduto al Brianteo.

    Nessuna accusa ma

    Vanno evidenziate le prestazioni di alcuni giocatori. Come quella di Rodriguez, che a nostro avviso, ha avuto una serata da incubo, trascorsa nel tentativo di contenere un Mota incontenibile ed in affanno costante fin dalle battute iniziali del match. Male anche il più atteso, ovvero Daniel Maldini: Che prima ha inventa una palla splendida per Mendy nel primo tempo, ma poi è letteralmente sparito dal campo, soprattutto nella ripresa soffrendo il dominio della sua ex squadra.

    Le giuste scuse ai tifosi presenti ieri a Monza

    A loro ha giustamente pensato Pisacane in conferenza stampa: “1400 persone hanno speso dei soldi per vedere uno scempio del genere. Ci sono modi e modi di perdere ma non così e noi di certo non li abbiamo rappresentati. Questa squadra non appartiene ai 1440 che erano presenti sugli spalti”.

    Il lavoro aiuta sempre

    Gli allenamenti sono la ricetta fondamentale in questi casi. Ma non ci si esalta e si ci lascia andare anche perché il campionato è molto lungo e agli alti e bassi (la Juventus di questi tempi insegna) fanno parte della stagione.

    Le statistiche del confronto

    Possesso Palla: 49% per Monza, 51% per Cagliari

    Tiri totali: 12 per Monza, 14 per Cagliari
    Tiri in porta: 6 per Monza, 5 per Cagliari
    Gol attesi (xG): 2.06 per Monza, 2.37 per Cagliari
    Precisione passaggi: 84% per Monza, 89% per Cagliari
    Falli: 10 per Monza, 14 per Cagliari
    Calci d’angolo: 2 per Monza, 7 per Cagliari

    La moviola del match

    Al 6′ rischia grosso Carboni con un intervento duro su Mendy nei pressi del centrocampo: Calzavara richiama il difensore monzese senza ammonirlo. Al 33′ scintille tra Carboni e Nzola, l’arbitro non interviene ed aspetta che si calmino da soli. Regolare al 47’ il raddoppio di Varela: anche lui, assieme all’autore dell’assist di Ondoa, si lascia andare a un’esultanza speciale dopo l’abbraccio con i compagni, mimando una testa che scoppia di gioia. Valido al 66’ anche il tris firmato da Robinson. Primo giallo al 76′, è per Winks per un fallo su Ondoa. Infine al minuto ’82 scintille Fadera-Birindelli dopo un contatto: giallo per entrambi.

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  • Serie A 2026/2027, rivivi la settima giornata con la sintesi delle 10 partite giocate

    Si è chiusa ieri stasera la quattro giorni (valida per la settima giornata) di questa Serie A, iniziata venerdì. Che ha visto esserci sorprese e conferme.

    Cosa è accaduto nelle dieci gare del settimo turno

    Frosinone-Sassuolo 4-2 (venerdì)

    I ciociari dimentica la sconfitta subita nello scorso turno al Maradona dal Napoli, e si rilanciano andando (in attesa delle altre partite) al quarto posta a +1 sul Cagliari. Match in avvio sbloccato da Calò, dopo un contrasto discusso con Bakola, Berardi pareggia per gli ospiti, poi Raimondo approfitta di due errori di Muric e segna entrambe le volte. Nella ripresa, rete di Thorstvedt e  tripletta di Raimondo in ribattuta, che vale il poker.

    Venezia-Napoli 1-0 (sabato)

    Ancora un ko per la squadra di Allegri. Dopo quello in Champions, è arrivato anche quello pesantissimo in laguna. Così la compagine del neo tecnico Nicola (che ha preso il poto dell’esonerato Stroppa) ha infilato i primi punti del suo campionato con Nicola all’esordio in panchina. Primo tempo flop, poi tutto cambia col gol di Adams a inizio ripresa. Allegri cambia e punta su Hojlund, De Bruyne e Alisson: a quel punto piovono occasioni, ma De Bruyne sbaglia un rigore e Stankovic para di tutto.

    Bologna-Inter 1-3 (sabato)

    Al Dall’Ara successo in rimonta dei campioni d’Italia, che dimenticano il ko in Champions e vincono la sesta partita su sette in campionato. Dopo un primo tempo chiuso sull’1-1 con i gol di Pobega e di Thuram, nella ripresa la squadra di Chivu la ribalta grazie ai cambi: prima Carlos Augusto per il 2-1, poi Bonny all’83’.

    Roma-Genoa 2-0 (sabato)

    La sconfitta con il Real è alle spalle e i giallorossi ieri sera hanno ritrovato il sorriso in campionato battendo il Genoa 2-0 e riportandosi a -2 dall’Inter. Match complicato all’Olimpico in un primo tempo in cui ci sono solo due acuti: la traversa di Balerdi e quella di El Shaarawy. A inizio ripresa la sblocca Castro con una magia: tocco sotto che beffa Bijlow. La Roma controlla e poi segna il 2-0 con Lulli. Nel Genoa esordio per Robinho Junior, figlio dell’ex attaccante brasiliano.

    Ore 12.30 Udinese-Lecce 0-3 (domenica)

    Continua il periodo negativo dei friulani, travolti 3-0 dal Lecce in casa. Sblocca all’11’ il colpo di testa di Gaspar. Passata la mezz’ora, sempre sugli sviluppi di un corner, N’Dri devia in rete il tentativo di Tiago Gabriel per il raddoppio. Poi tante altre occasioni per i salentini e la chiude Siebert nel finale. In casa Udinese riflessioni in corso su Runjaic, dopo la quinta sconfitta di fila e la brutta prestazione contro il Lecce. Ma non sono state prese decisioni a caldo.

    Fiorentina-Como 1-3 (domenica)

    La squadra di Fabregas ritrova i tre punti in campionato, battendo 3-1 la Fiorentina in trasferta. Tante occasioni da una parte e dall’altra nella prima mezz’ora, poi arriva la prima gioia in A di Liberali. Subito dopo segna di testa Nico Paz, ma accorcia Pongracic per i viola. All’inizio della ripresa Douvikas buca De Gea e mette il punto esclamativo sulla vittoria del Como.

    Milan-Atalanta 3-2 (domenica)

    I rossoneri dominano per un’ora andando sul 3-0, poi trema rischiando anche di farsi rimontare nel finale. Ramos porta avanti i rossoneri su rigore, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo, nella ripresa Ramos va ancora sul dischetto ma Carnesecchi gli para il secondo rigore: corner, da cui nasce il 3-0 di Gila, di testa. Gaetano entra e accorcia, Krstovic fa 3-2, Maignan salva su Zappacosta nel finale.

    Juventus-Lazio 0-3 (domenica)

    Sesta vittoria in sette partite: la Lazio non aveva mai iniziato un campionato così bene. Lo fa con Gattuso, corsaro 3-0 a Torino con una prestazione perfetta. Biancocelesti avanti già all’intervallo con il colpo di testa di Provstgaard su cross al bacio di Zaccagni. Nella ripresa si completa l’opera: Isaksen batte Vicario con un sinistro a giro, Dele Bashiru con un diagonale di destro in contropiede. Fischi dai tifosi per la Juve

    Monza-Cagliari 4-0 (ieri)

    Parma-Torino 0-3 (ieri)

    Nella gara di ieri sera al Tardini Simeone si è sbloccato in questo campionato e trascina i granata alla vittoria sui ducali. Approccio perfetto della squadra di Abate: al 4′ il Cholito finalizza al volo una splendida azione avviata da un esterno di Braganca e rifinita da un cross perfetto di Belghali. Passano venti minuti e un tiro deviato dell’argentino diventa buono per il colpo di testa da due passi di Adams. Nella ripresa Simeone completa l’opera con un bolide di destro sotto l’incrocio.

    Il prossimo turno

    8^ Giornata

    Venerdì 
    Ore 20.45 Torino-Monza (Dazn)
    Sabato 
    Ore 15 Como-Sassuolo (Dazn)
    Ore 15 Cagliari-Bologna (Dazn)
    Ore 18 Napoli-Roma (Dazn)
    Ore 20.45 Lazio-Parma (Dazn e Sky)
    Domenica 
    Ore 12.30: Inter-Fiorentina (Dazn)
    Ore 15.00: Atalanta-Frosinone (Dazm)
    Ore 15.00: Genoa-Venezia (Dazn)
    Ore 18.00: Lecce-Juventus ((Dazn e Sky)
    Ore 20.45: Udinese-Milan (Dazn)

    E quello infrasettimanale

    9^ Giornata

    Martedì 27 ottobre 
    Ore 18.30: Sassuolo-Lazio (Dazn)
    Ore 20.45: Roma-Cagliari (Dazn)
    Ore 20.45: Torino-Como (Dazn e Sky)
    Mercoledì 28 ottobre 
    Ore 18.30: Milan-Bologna (Dazn)
    Ore 18.30: Parma-Udinese (Dazm)
    Ore 18.30: Venezia-Inter (Dazn e Sky)
    Ore 20.45: Genoa-Juventus (Dazn)
    Ore 20.45: Monza-Napoli (Dazn e Sky)
    Giovedì 29 ottobre
    Ore 18.30: Frosinone-Lecce (Dazn)

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  • Il Bologna sabato a Cagliari senza l’ex Piccoli: sarà out tre settimane per una lesione

    Il Bologna è tornato ad allenarsi nella giornata di oggi dopo il giorno libero concesso da Raffaele Palladino. Nello scorso turno gli emiliani hanno perso per 3-1 contro l’Inter e attesi da una sfida importante sul campo del Cagliari. All’Unipol Domus non ci sarà uno degli ex della gara, Roberto Piccoli: l’attaccante si è infortunato contro i nerazzurri e salterà diverse partite.

    L’infortunio di Piccoli

    “In seguito a un risentimento accusato durante la partita contro l’Inter, Roberto Piccoli è stato sottoposto a esami che hanno evidenziato una lesione del bicipite femorale della coscia destra, con tempi di recupero di 3 settimane”, recita il comunicato del club.

    Il pacchetto attaccanti piange: appena 6 gol in 7 partite

    Il reparto offensivo del Bologna continua a non essere troppo prolifico. Cambia l’allenatore, i sistemi di gioco, a volte gli interpreti. Ma la carenza di gol rimane intatta: appena 6 reti segnate nelle prime sette giornate, ma soprattutto un pacchetto di punte che segna con il contagocce. Dovbyk, Enem, Piccoli, Orsolini, Bernardeschi: un solo gol a testa, nessuno è arrivato a due. E a questi si aggiunge un centrocampista, Pobega, che si è sbloccato sabato contro l’Inter. La domanda che sorge spontanea è: a chi affidarsi per migliorare questi numeri? La settimana servirà a capire a che punto sia Dovbyk, perché secondo il quotidiano “è chiaro che in questo momento il contributo dell’ucraino servirebbe come acqua nel deserto”. Ma è probabile che a Cagliari possa essere Enem a guidare l’attacco dal 1′, con il gigante ucraino pronto a dargli riposo nel corso della ripresa. “Ora al Bologna serve il vero Dovbyk per dare a Palladino quel peso offensivo e quel riferimento di cui ha un tremendo bisogno per provare a risalire la classifica”, conclude il Corriere.

    Theate e Cambiaghi di nuovo a disposizione 

    Il primo aveva ricevuto un colpo contro l’Inter e per questo chiesto il cambio, mentre Cambiaghi è stato vittima di crampi. Per entrambi, così come per i giocatori reduci dagli impegni con le rispettive Nazionali durante la scorsa sosta, una giornata supplementare di relax prima di tornare al lavoro. “Ieri Palladino, pur potendo lavorare solo con un gruppo ridotto, ha fatto fare anche una partitella per provare i movimenti che chiede e vuole vedere. Da oggi la preparazione entrerà nel vivo con i rientri dei tanti assenti”, fa sapere il Corriere dello Sport in edicola questa mattina.

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  • Tempi duri per due ex Cagliari. La Sampdoria ultima in B esonera Corradi ma non sarà Giampaolo a sostituirlo

    La Sampdoria, ultima in classifica dopo la sconfitta in casa con l’Arezzo, ha deciso per il cambio in panchina. Ieri il comunicato che annunciava di “aver sollevato Bernardo Corradi dall’incarico di allenatore responsabile della prima squadra“. Via anche il tecnico in seconda Massimo Mutarelli e il collaboratore tecnico Stefano Fiore. A pesare sono soprattutto i numeri di un inizio di stagione da incubo, con ben cinque sconfitte, un pareggio e una sola vittoria nelle prime sette giornate, con la Sampdoria alle prese con una situazione negativa senza precedenti nella sua storia in cadetteria.

    Non sarà Giampaolo il sostituto

    Corradi, un passato da attaccante anche del Cagliari, era alla sua prima esperienza da capo allenatore. Fino a pochi mesi fa era il secondo di Allegri al Milan, ma non ha dato una svolta ad una squadra che già nelle ultime stagioni si era salvata a stento, in particolare due anni fa in un play-out messo su dopo la retrocessione in C, per il caso Brescia. Ma il sostituto non sarà un altro Cagliari: ovvero Giampaolo. Infatti è saltato questa mattina il suo terzo ritorno in blucerchiato. Ieri vi era stato l’accordo verbale raggiunto, ma poi sono emerse alcune problematiche e quindi la Sampdoria dovrà cercare un altro mister: Mignani e D’Angelo sono i primi della lista. La Sampdoria tornerà in campo domenica alle 15 nella gara valida per l’ottava giornata, affrontando il Südtirol che sta disputando un campionato importante, ma che nello scorso turno ha subito la prima sconfitta in campionato per 3-0 dalla Juve Stabia. Oggi la squadra non si è allenata, ma lo farà domani. A guidare la seduta dovrebbe essere Attilio Lombardo, già componente dello staff di Corradi. E, visto che poi ci sarà l’infrasettimanale contro l’Ascoli in trasferta, è possibile che Lombardo resti il tecnico responsabile anche in quella gara. Ed emerge (scrivono i colleghi di www.clubdoria46.it) anche l’ipotesi di affidargli la squadra ad interim fino alla sosta per le Nazionali di novembre, quando cercare con calma un sostituto di Corradi che subentri con un po’ di tempo per lavorare, senza la frenesia di avere tre partite da preparare in dieci giorni.

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  • Cagliari, terremoto in difesa: cos’è accaduto a Monza

    Un brusco risveglio, tanto improvviso quanto doloroso. Il Cagliari si era presentato al Brianteo forte della migliore difesa della Serie A, con appena tre reti incassate nelle prime sei giornate. Novanta minuti più tardi, il dato è stato completamente stravolto: quattro gol subiti in una sola partita, addirittura più di quelli concessi nell’intero percorso precedente.

    Il 4-0 del Monza ha evidenziato difficoltà inattese nella retroguardia di Fabio Pisacane, fino a lunedì uno dei punti di forza della squadra.

    Kouadio e Varela, le prime crepe

    Il vantaggio brianzolo, al 39° minuto, nasce da un pallone sottratto da Kouadio a Maldini. Il difensore avvia la ripartenza, riceve il passaggio di ritorno da Dany Mota e si inserisce indisturbato nel corridoio centrale, superando Caprile con una conclusione sotto le gambe. La responsabilità è soprattutto collettiva, per lo spazio lasciato all’inserimento.

    Al 47°, il raddoppio: Foe Ondoa serve Varela, che conclude in diagonale. Nell’occasione pesa la marcatura troppo passiva di Mina, incapace di contrastare efficacemente l’attaccante.

    Robinson e il poker: la difesa perde ogni riferimento

    Il 3-0 al 66° fotografa le difficoltà rossoblù. Adopo perde un pallone, il Monza riparte e Varela serve Jay Robinson, che approfitta del posizionamento imperfetto di Mina e supera Zé Pedro. Anche Rodríguez non riesce a chiudere sull’inserimento dell’avversario.

    Al 79° arriva il poker. Kouadio recupera un pallone su Fadera, innescando un’altra transizione. Robinson colpisce il palo, Varela è il più rapido sulla ribattuta e deposita in rete. Una situazione che evidenzia ulteriormente la lentezza nel riposizionamento difensivo.

    Sette reti subite, serve ritrovare compattezza

    Caprile, nonostante il pesante passivo, appare poco responsabile sui singoli episodi. Sono soprattutto le distanze tra i reparti, i duelli persi e le marcature approssimative ad aver favorito il Monza.

    Zé Pedro, Mina, Rodríguez e Obert, sostenuti insufficientemente dal centrocampo, hanno vissuto una serata complicatissima.

    La difesa rossoblù passa così da tre a sette gol subiti, mentre Pisacane dovrà ritrovare rapidamente quell’organizzazione e quella combattività che avevano caratterizzato l’ottimo avvio di campionato.

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  • Cagliari: si può perdere. Ma non così, senza combattere

    Una sconfitta pesantissima, non soltanto nel risultato. Il 4-0 incassato dal Cagliari sul campo del Monza lascia soprattutto interrogativi sull’atteggiamento della squadra, apparsa incapace di reagire alle difficoltà e di opporre resistenza agli avversari.

    Nel dopopartita, ai microfoni di DAZN, l’allenatore rossoblù Fabio Pisacane non cerca attenuanti e rivolge parole durissime ai propri giocatori, assumendosi in prima persona le responsabilità della prestazione.

    “Quando si perde così è anche difficile commentare. Dispiace soprattutto per la nostra gente, a cui chiediamo scusa: non li abbiamo rappresentati, in nulla“.

    Una squadra senza combattività

    Più del risultato, a colpire negativamente il tecnico è stata la mancanza di spirito combattivo. Pisacane non nasconde la propria incredulità davanti a una squadra incapace di imporsi nei contrasti e sulle seconde palle.

    “Se non vinci le seconde palle e i duelli, tutto diventa più difficile. Rimango di stucco nel non vedere la mia squadra combattere, non lottare. Va registrato“.

    Parole che fotografano il vero problema emerso al Brianteo: non semplicemente gli errori tecnici o tattici, ma l’assenza di quella determinazione indispensabile per competere in Serie A.

    Il richiamo all’umiltà

    Pisacane chiama in causa anche lo staff tecnico, sottolineando la necessità di una riflessione collettiva.

    “Torniamo con i piedi per terra. Fino a ieri avevo la sensazione che la mia squadra fosse stata in campana, senza mai fare voli pindarici. Però il campo è il giudice supremo“.

    Da qui l’invito a un bagno d’umiltà, ritenuta insufficiente in numerosi momenti della partita.

    Perdere si può, arrendersi no

    Il messaggio conclusivo dell’allenatore è inequivocabile: “Dico sempre che se perdi devi saper perdere. Ma non va sbagliato l’atteggiamento“. Una distinzione fondamentale. Il Cagliari può accettare una sconfitta, non una prestazione priva di agonismo e personalità. Il prossimo impegno dovrà rappresentare soprattutto l’occasione per ritrovare orgoglio, compattezza e voglia di combattere.

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  • Brutta e meritata sconfitta: il Monza riporta il Cagliari sulla terra

    Era tutto apparecchiato per confermare il quarto posto in A. Ed invece il peggior Cagliari (che aveva incantato nelle prime sei giornate di questa Serie A) cade malissimo 4-0 in casa del Monza e deve pensare molto a questa contesa. Certo il campionato dei rossoblù è un altro (con primo fondamentale obiettivo la salvezza) quindi nessun dramma, ma la prestazione imbarazzante resta.

    Le scelte iniziali dei due tecnici

    Sabato, in conferenza stampa, Pisacane (in tribuna per la squalifica per il rosso rimediato dopo la gara nel confronto con Spalletti in Cagliari-Juventus, con il vice Murelli a guidare dalla panchina la squadra) aveva fatto capire che avrebbe potuto schierare due punte ed infatti si affida alla coppia Mendy e Nzola, con l’attaccante arrivato in estate (e in gol in amichevole a Madrid con Rayo) che è partito quindi dal primo minuto, dopo i 21′ da subentrante contro i bianconeri nella ripresa.

    Dall’altra pare Juric, oltre all’ex Andrea Carboni (a uomo su Nzola) nel terzetto difensivo si affida a Robinson e Mota, con Varela confermato come riferimento offensivo. Assenti Zeballos infortunato e Lucchesi squalificato.

    Al Brianteo i rossoblù sono stati spinti da circa 1300 tifosi, che hanno sostenuto sempre la squadra che ha regalato loro un grande avvio di stagione in campionato. Obert e compagni hanno il controllo della palla fin dall’avvio, cercando di portare il match subito dalla propria parte, stando attenti alle sortite della squadra di casa che cozza con la squadra isolana compatta. Dopo aver iniziato a 4 in difesa, Juric cambia e la sua squadra inizia la costruzione impostando a 3, contro un’avversaria che gioca ordinata e senza fretta, mettendo in atto la sua superiorità. Il Cagliari inoltre gioca alto e pressa di più verso la porta monzese, proponendosi a zona.

    Sbavature letali

    Su palla persa di Maldini, ecco la ripartenza dei padroni di casa frutta la rete di Koaudio. Il difensore, imbeccato da Dany Mota, scatta sul filo del fuorigioco e fredda Caprile in uscita. In primo attento e propositivo per il Cagliari, vanificato dall’errore dell’ex. In avvio di ripresa le cose si mettono male con il raddoppio di Varela, il quale (servito da Ondoa) insacca. E così, un Cagliari che era in completo controllo fino al 40′, va in difficoltà e rischia ancora la marcatura. Servono i cambi e un ritmo decisamente diverso per i rossoblù in campo. Fuori Nzola e dentro Fadera, è la prima mossa di Murelli.  Che non cambia, perchè (su un’altra dormita, stavolta di Adopo) il Monza va sul 3-0 con Robinson. A gara compromessa, dentro anche Sugawara per Zè Pedro e Carlos per un opaco Maldini. In questo secondo tempo c’è una sola squadra in campo: il Monza che domina in lungo e in largo la sfida e potrebbe avere anche un divario maggiore, come certifica il 4-0 (con doppietta) di Varela. Nel finale ininfluenti gli ingressi di Deiola per Romano e Liteta per Winks. Al triplice fischio sugli spalti è festa Monza e delusione Cagliari, che (con questo ko) scende al settimo posto con 13 punti, l lombardi invece salgono a 7, e rispondono nel migliore dei modi ai successi delle altre squadre in lotta per la salvezza, come Lecce e soprattutto Venezia.

    La chiave del match

    Il Cagliari nel primo tempo, prima del vantaggio del Monza, poteva andare sul 3-0 con Romano, Nzola e Mendy, ma ha sciupato tanto e quando il Monza è cresciuto, è stato micidiale negli spazi aperti.

    Il dato

    La grande difesa del Cagliari (tre reti subite in sei giornate al pari della Roma) ne ha rimediato quattro in una sola gara, ieri dai lombardi.

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  • Monza-Cagliari, vota le pagelle dei Tifosi

    Il Cagliari cade rovinosamente al Brianteo. Il Monza si impone con un netto 4-0 e infligge ai rossoblù la prima vera battuta d’arresto di questo inizio di campionato. Dopo le ottime prestazioni delle prime giornate, la squadra di Fabio Pisacane incappa in una serata caratterizzata da errori, distrazioni e poca lucidità.

    Una sconfitta pesante, maturata soprattutto nella ripresa, quando il Monza ha sfruttato praticamente ogni errore concesso dai sardi. Il Cagliari deve così fare i conti con una prestazione molto negativa e tornare rapidamente a lavorare in vista dei prossimi impegni.

    La gara

    Nei primi quindici minuti succede poco, con il Monza che si rende pericoloso soltanto con un tiro dalla distanza di Birindelli. Al 16’ il Cagliari costruisce invece una buona occasione: Romano scambia con Maldini e calcia con il sinistro a giro, mandando il pallone a pochi centimetri dall’incrocio dei pali.

    Il Cagliari sembra avere il controllo della partita, ma proprio quando i rossoblù abbassano la concentrazione arriva il vantaggio del Monza. Prima è Mota a non riuscire ad agganciare un pallone favorevole davanti a Caprile. Poco dopo, però, il portoghese trova il corridoio giusto per Kouadio, approfittando di una palla persa da Maldini. Il difensore si presenta solo davanti a Caprile e non sbaglia: è l’1-0 del Monza.

    Il Cagliari accusa il colpo e va all’intervallo sotto di una rete. La ripresa comincia senza cambi, ma il Monza trova immediatamente il secondo gol. Ondoa sfonda in area e serve Varela, che con il destro batte Caprile e porta i brianzoli sul 2-0.

    Al 3-0 si arriva ancora una volta dopo una disattenzione rossoblù. È Adopo a perdere il pallone, permettendo al Monza di ripartire rapidamente. Varela serve Robinson, che firma il terzo gol e mette la partita su un binario ormai complicatissimo per il Cagliari.

    I padroni di casa continuano a premere e al 71’ sfiorano il quarto gol con Colpani, appena entrato, che colpisce il palo. È soltanto il preludio al poker. Poco dopo Robinson colpisce il palo e sulla respinta è Varela il più rapido a intervenire, depositando il pallone in rete per il 4-0. Il Cagliari alza definitivamente bandiera bianca.

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