Il Cagliari riparte con una fotografia offensiva affollata, quasi una tavola imbandita dove però non tutti i piatti possono restare al centro. Il nuovo direttore sportivo Pietro Accardi dovrà intervenire con lucidità chirurgica per consegnare a Fabio Pisacane un reparto meno numeroso e più leggibile.
Nella rosa ufficiale della stagione appena conclusa il blocco degli attaccanti del Cagliari comprendeva Semih Kılıçsoy, Mattia Felici, Andrea Belotti, Agustín Albarracín, Gennaro Borrelli, Paul Mendy, Zito Luvumbo, Leonardo Pavoletti, Yael Trepy e Sebastiano Esposito, considerando anche elementi partiti/arrivati a gennaio. Un elenco importante, ma senza una gerarchia vera e propria.
Sotto contratto, rientranti e giovani: il rebus di Accardi
Guardando oltre il 30 giugno, il gruppo resta largo. Borrelli è legato al club fino al 2029 con opzione, Albarracín fino al 2030 con opzione, Trepy fino al 2030, Mendy addirittura fino al 2031, mentre Felici ha un accordo fino al 2027 con opzione biennale. A questi si aggiunge Sebastiano Esposito, arrivato dall’Inter con formula di prestito e obbligo condizionato, con contratto rossoblù indicato sino al 2030.
Poi ci sono i rientri, la vera cantina del mercato: Zito Luvumbo, ceduto al Maiorca in prestito con diritto di riscatto, Alessandro Vinciguerra, mandato al Monopoli sino a fine stagione, Sebastiano Di Paolo, acquistato dal Siracusa e lasciato in prestito fino al 30 giugno, e Kingstone Mutandwa, riportato in Sardegna dopo il controriscatto dal Ried. Sono profili diversi, tutti interessanti, ma non tutti immediatamente compatibili con una rosa corta.
Kılıçsoy saluta per fine prestito, Belotti lascia
Tra i partenti per fine prestito c’è Semih Kılıçsoy, arrivato dal Beşiktaş sino al termine della stagione 2025-26 con diritto di riscatto. Il turco, protagonista di un’annata decisamente ricca di colpi di scena in ogni senso, è tornato anticipatamente in patria.
Il caso più delicato restava però Andrea Belotti. Il Galloera in scadenza, ma la sua posizione non poteva essere letta solo con il freddo righello del contratto. La stagione è stata segnata dalla lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e dal successivo intervento chirurgico. Le parti hanno deciso di separarsi: un vero peccato, per come erano iniziate le cose, la doppietta al Lecce…
Pisacane ha bisogno di caratteristiche, non di figurine
Il nodo non è avere tanti nomi, ma avere nomi che si incastrino. A Pisacane servirà una prima punta fisica, un attaccante capace di legare il gioco, almeno un profilo rapido da profondità, esterni veri per allargare il campo e uno o due giovani da far crescere senza bruciarli. Oggi il reparto assomiglia a un mazzo di carte mischiato dal vento: Borrelli, Mutandwa, Trepy e Mendy gravitano nella zona centrale; Felici, Luvumbo, Vinciguerra, Di Paolo e Albarracín possono occupare corsie o mezzi spazi; Esposito – riscattato dall’Inter e capocannoniere dell’ultima annata con 7 reti – è il giocatore più associativo, quello che può cucire tra centrocampo e area.
Il rischio è evidente: troppi giocatori simili per minuti limitati, troppi giovani da valorizzare insieme, troppe seconde linee senza una vera scala. Un attacco sovraffollato non è automaticamente un attacco forte. Può diventare, se non gestito, un ingorgo di ambizioni.
La scelta: tagliare, prestare, valorizzare
Accardi dovrà decidere in fretta. Alcuni giovani potranno restare solo se avranno spazio reale; altri dovranno andare in prestito, magari in Serie B o in una Serie C di vertice, dove giocare trenta partite conta più di dieci convocazioni eleganti. Luvumbo potrebbe essere uomo mercato, Felici una pedina spendibile e desiderosa di riscatto dopo il lungo stop per infortunio, Mutandwa un capitale da valutare dopo i gol in Austria, Mendy e Trepy due prospetti da proteggere con pazienza.
Il Cagliari non deve costruire un reparto enciclopedico, ma leggibile. Meno nomi, più funzioni. Meno traffico, più corsie preferenziali. La nuova stagione di Pisacane passerà anche da qui: da un attacco snellito, assortito e finalmente coerente, dove ogni giocatore sappia perché c’è, dove può crescere e quale spazio può conquistare.
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