Le seconde squadre continuano a dividere il calcio italiano, ma per Michele Ferri rappresentano una risorsa importante per il futuro del movimento. L’ex difensore del Cagliari, oggi allenatore della Caronnese in Eccellenza, ha espresso la propria opinione nel corso di un’intervista rilasciata a TuttoC, sottolineando gli aspetti positivi del progetto legato alle squadre B in Serie C.
Secondo Ferri, queste realtà permettono ai club di seguire più da vicino la crescita dei propri talenti, offrendo al tempo stesso spazio e continuità a tanti giovani calciatori italiani.
“Credo che le seconde squadre in Serie C possano essere assolutamente positive”, ha spiegato l’ex giocatore, indicando anche l’esempio virtuoso dell’Atalanta Under 23 e del giovane Marco Palestra, emerso proprio attraverso questo percorso di crescita e protagonista a Cagliari in questa stagione.
Il modello Under 23 prende piede in Italia
Negli ultimi anni il calcio italiano ha iniziato lentamente ad aprirsi al modello delle squadre B, già consolidato in altri grandi campionati europei come Spagna, Germania e Inghilterra.
Attualmente tra i professionisti figurano realtà come:
Juventus Next GenAtalanta Under 23Inter Under 23mentre il Milan Futuro milita in Serie D.
L’obiettivo è quello di creare un ponte più naturale tra settore giovanile e prima squadra, evitando che molti talenti si perdano nel delicato passaggio verso il calcio professionistico.
La speranza di “un nuovo Palestra”
Nel suo intervento, Ferri ha citato proprio il caso di Marco Palestra, giovane dapprima valorizzato dall’Atalanta attraverso il progetto Under 23, come simbolo di ciò che queste squadre possono generare. Prima del prestito in Sardegna che lo ha portato in Nazionale.
L’idea è semplice: far maturare i ragazzi in un contesto competitivo vero, come la Serie C, dove il calcio smette rapidamente di essere teorico e diventa fatto di pressione, risultati, stadi difficili e continuità mentale.
Una palestra autentica, appunto. Non soltanto tecnica, ma anche caratteriale.
Serie C sempre più laboratorio del futuro
Il dibattito sulle seconde squadre resta aperto, soprattutto tra chi teme una perdita di identità storica del campionato di Serie C. Tuttavia, diversi dirigenti e addetti ai lavori vedono in questo modello una possibile chiave per rilanciare il calcio italiano e aumentare il numero di giovani pronti per la Serie A e le Nazionali.
Anche la FIGC sta lavorando ai criteri di partecipazione delle seconde squadre per la stagione 2026-27, segnale di un progetto destinato probabilmente ad ampliarsi nei prossimi anni.
E mentre il dibattito continua, la Serie C si conferma sempre più un crocevia particolare: terra di tradizione e nostalgie, ma anche laboratorio dove il futuro del calcio italiano prova a prendere forma in mezzo a veleni e polemiche.
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