Lunedì 19 maggio alle 18, al Teatro Studio Melato, Ivano Dionigi e Franco Locatelli discutono dell'incontro necessario, oggi più che mai, tra Prometeo, sovrano del sapere tecnologico, e Socrate, simbolo del pensiero umanistico-filosofico.
Coordina Roberta Scorranese.
La tecnica nata come alleata della scienza non è più uno strumento, ma una protesi che travalica l’uomo, andando essa ormai a intaccare gli stessi domini del linguaggio. Siamo presi nella prospettiva di creare qualcosa che ci superi. Cosa ci dicono i classici su scienza, tecnologia e macchine, se non una riproduzione del rapporto tra uomo e natura? I tempi spiegano le tecnologie ma chi spiega i tempi? Quale l’origine e il fondamento delle cosiddette “due culture”, scientia e tecnica da un lato, studia humanitatis dall’altro? Oggi più che mai – ci racconta questo dialogo tra Ivano Dionigi e Franco Locatelli, coordinato da Roberta Scorranese – è necessario che Prometeo, sovrano del sapere tecnologico, incontri Socrate, simbolo del pensiero umanistico-filosofico e “professionista” di un’ignoranza capace di interrogare criticamente e con pensieri lunghi ciò che ci circonda, di esplorare i fini, interpretando la vita. Quanto serve per riportare compiutamente al centro della scena l’attenzione suprema sul valore dell’uomo.