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Sono ore intense ed emozionanti per Agustín Albarracín, nuovo volto del Cagliari.
L’attaccante uruguaiano, ufficializzato nelle scorse ore dal club rossoblù, ha raccontato le sue prime sensazioni in un’intervista concessa all’emittente radiofonica uruguaiana Carve Deportiva, descrivendo l’impatto con la nuova realtà e le ambizioni per questa avventura in Serie A. Elemento di non poco conto, il suo passaporto comunitario.
Albarracín non nasconde l’entusiasmo per l’inizio della sua esperienza in Sardegna:
“Sto bene, sono molto contento. Siamo arrivati ieri tardi al centro sportivo, questa mattina abbiamo firmato e oggi ho già svolto il primo allenamento con la squadra”. Un avvio rapido, che testimonia la volontà del ragazzo di inserirsi subito nel gruppo e prendere confidenza con i nuovi compagni e con i ritmi del calcio italiano.
Il passaggio al Cagliari rappresenta per lui una tappa fondamentale:
“Dopo la fine del torneo sentivo che la possibilità di partire era concreta, perché non avevo giocato le amichevoli. Sapevo che poteva aprirsi una porta. Arrivare qui è un orgoglio: è un’opportunità importante per la mia carriera”.
Tra i primi riferimenti trovati nello spogliatoio c’è Juan Rodríguez, connazionale e compagno già in Nazionale:
“È stata la prima persona che ho incontrato. Abbiamo condiviso l’Under 20 e anche esperienze con la Nazionale maggiore. Il gruppo mi ha accolto benissimo e ho già parlato con l’allenatore. È stato tutto molto positivo”.
Albarracín non nasconde l’importanza di Marcelo Bielsa nella sua formazione:
“Mi ha insegnato a vivere allenamenti e partite al massimo. Grazie a lui sono cresciuto molto, sia tatticamente che tecnicamente. Ma soprattutto mi ha trasmesso l’idea di non restare mai fermo: muoversi sempre, attaccare lo spazio, venire incontro al pallone. La mobilità senza palla è fondamentale”.
Con il tecnico rossoblù si è già parlato di posizione in campo:
“Mi sento più a mio agio dietro la punta, come seconda punta, il ruolo che avevo al Boston River. Però posso adattarmi anche ad altre soluzioni. Non sono un esterno puro, ma posso farlo se serve. La decisione finale spetterà all’allenatore”. Nel sistema a cinque difensori del Cagliari, Albarracín intravede più possibilità: “Posso giocare sia da trequartista che da interno di centrocampo. A Boston River ho fatto anche l’interno partendo dal ruolo di “10”, con libertà di movimento. Credo di poter interpretare entrambi i compiti”.
Il primo allenamento ha dato subito un’idea chiara dell’intensità:
“La squadra arriva da due vittorie, c’è entusiasmo e livello alto. L’allenamento è stato duro: dovrò adattarmi, ma penso di poterlo fare nel modo giusto”.
The post Albarracín: “Cagliari è un orgoglio. Qui per crescere e mettermi alla prova” appeared first on Calcio Casteddu.
By Sono ore intense ed emozionanti per Agustín Albarracín, nuovo volto del Cagliari.
L’attaccante uruguaiano, ufficializzato nelle scorse ore dal club rossoblù, ha raccontato le sue prime sensazioni in un’intervista concessa all’emittente radiofonica uruguaiana Carve Deportiva, descrivendo l’impatto con la nuova realtà e le ambizioni per questa avventura in Serie A. Elemento di non poco conto, il suo passaporto comunitario.
Albarracín non nasconde l’entusiasmo per l’inizio della sua esperienza in Sardegna:
“Sto bene, sono molto contento. Siamo arrivati ieri tardi al centro sportivo, questa mattina abbiamo firmato e oggi ho già svolto il primo allenamento con la squadra”. Un avvio rapido, che testimonia la volontà del ragazzo di inserirsi subito nel gruppo e prendere confidenza con i nuovi compagni e con i ritmi del calcio italiano.
Il passaggio al Cagliari rappresenta per lui una tappa fondamentale:
“Dopo la fine del torneo sentivo che la possibilità di partire era concreta, perché non avevo giocato le amichevoli. Sapevo che poteva aprirsi una porta. Arrivare qui è un orgoglio: è un’opportunità importante per la mia carriera”.
Tra i primi riferimenti trovati nello spogliatoio c’è Juan Rodríguez, connazionale e compagno già in Nazionale:
“È stata la prima persona che ho incontrato. Abbiamo condiviso l’Under 20 e anche esperienze con la Nazionale maggiore. Il gruppo mi ha accolto benissimo e ho già parlato con l’allenatore. È stato tutto molto positivo”.
Albarracín non nasconde l’importanza di Marcelo Bielsa nella sua formazione:
“Mi ha insegnato a vivere allenamenti e partite al massimo. Grazie a lui sono cresciuto molto, sia tatticamente che tecnicamente. Ma soprattutto mi ha trasmesso l’idea di non restare mai fermo: muoversi sempre, attaccare lo spazio, venire incontro al pallone. La mobilità senza palla è fondamentale”.
Con il tecnico rossoblù si è già parlato di posizione in campo:
“Mi sento più a mio agio dietro la punta, come seconda punta, il ruolo che avevo al Boston River. Però posso adattarmi anche ad altre soluzioni. Non sono un esterno puro, ma posso farlo se serve. La decisione finale spetterà all’allenatore”. Nel sistema a cinque difensori del Cagliari, Albarracín intravede più possibilità: “Posso giocare sia da trequartista che da interno di centrocampo. A Boston River ho fatto anche l’interno partendo dal ruolo di “10”, con libertà di movimento. Credo di poter interpretare entrambi i compiti”.
Il primo allenamento ha dato subito un’idea chiara dell’intensità:
“La squadra arriva da due vittorie, c’è entusiasmo e livello alto. L’allenamento è stato duro: dovrò adattarmi, ma penso di poterlo fare nel modo giusto”.
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