Il Presidente nazionale ASPPI, Alfredo Zagatti, ha aperto il suo intervento sottolineando che le politiche abitative rappresentano tematiche complesse e devono essere affrontate in un’ottica collaborativa, al riparo da pulsioni populistiche e propagandistiche. Zagatti ha evidenziato come le principali organizzazioni della proprietà degli inquilini abbiano dimostrato responsabilità presentando ai gruppi parlamentari un documento unitario su proposte di intervento, condiviso con Confedilizia, Sunia e Uniat. Ha osservato che la politica dovrebbe dialogare con tutte le associazioni che rappresentano interessi diversi, sottolineando criticamente che sia a destra, con le riunioni del ministro Salvini sul piano casa, sia a sinistra, con il PD, vi sono stati episodi di esclusione degli interlocutori necessari. Zagatti ha ricordato come in passato la collaborazione politica abbia consentito risultati importanti: egli stesso ha partecipato alla redazione della legge 431, che regola ancora il mercato degli affitti, approvata grazie al contributo delle opposizioni, dimostrando che il successo delle politiche abitative è spesso legato a collaborazione e compromessi tra forze politiche differenti. Il secondo tema trattato ha riguardato le risorse, considerate il cuore della politica. Zagatti ha sottolineato che la scarsità di risorse richiede una loro gestione strategica e mirata: è fondamentale sia il reperimento sia la distribuzione, privilegiando i punti critici, oggi rappresentati dalle politiche per l’affitto. Ha evidenziato come storicamente le politiche italiane abbiano favorito l’acquisizione della proprietà, mentre oggi sia necessario un ribaltamento culturale verso l’affitto, che rappresenta non solo una necessità per chi non può comprare casa, ma anche un tema di mobilità sociale e lavorativa. Zagatti ha individuato due criticità principali: lo stock di abitazioni in affitto non soddisfa la domanda e, in particolare, l’offerta di affitti sostenibili per famiglie a reddito medio-basso è insufficiente. Ha proposto di aumentare lo stock attraverso una nuova stagione di realizzazioni di edilizia residenziale pubblica e sociale, affrontando le difficoltà legate alle risorse, alla cooperazione pubblico-privato e alle politiche urbanistiche, senza compromettere la sostenibilità ambientale. Inoltre, ha richiamato l’attenzione sugli alloggi non utilizzati, sottolineando i costi associati e la necessità di incentivi mirati, calibrati su tipo di utilizzo e fasce di reddito, evitando logiche regressivamente distributive, come quella riscontrata nelle detrazioni fiscali passate. Ha anche affrontato la questione della rischiosità dell’affitto, evidenziando che piccoli proprietari con uno o pochi immobili rischiano di subire perdite significative in caso di morosità prolungata o blocchi come quelli determinati dal Covid, che ha generato sfiducia tra i proprietari. Ha ribadito l’importanza di procedure rapide, sia per sfratti senza rilevanti implicazioni sociali sia per quelli che richiedono interventi mirati, con supporto per il reperimento di soluzioni abitative alternative. Infine, Zagatti ha trattato la questione dei canoni concordati e degli affitti brevi, sottolineando la necessità di equilibrio tra diverse tipologie di affitto e loro imposizione fiscale. Ha evidenziato che i canoni concordati devono garantire vantaggi fiscali compatibili, evitando eccessive forbici con il mercato libero, e che le politiche locali, come quelle di Bologna, devono essere attentamente calibrate per mantenere un equilibrio tra proprietà privata, offerta di alloggi per famiglie e gestione dei quartieri. Ha concluso ribadendo l’importanza di un approccio collaborativo, equilibrato e orientato a risultati concreti, sottolineando il valore delle discussioni e delle proposte emerse durante la giornata.
Dal 1948 ASPPI Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari