Nel suo intervento, la Presidente di ASPPI Bologna ha sottolineato la rilevanza sociale del convegno sul disagio abitativo: “non si tratta solo di una questione tecnica o amministrativa, ma di una sfida sociale cruciale, capace di incidere sulla coesione delle nostre comunità e sulla qualità di vita dei cittadini”. Ha poi richiamato l’attenzione sulla situazione bolognese, paragonabile alle principali città italiane, e sulla necessità urgente di un intervento statale serio, sia in termini di politiche abitative che di risorse, criticando la mancanza di misure concrete nella prossima manovra di bilancio. La Presidente ha evidenziato che, nonostante la domanda di locazione rimanga forte, l’offerta non cresce sufficientemente, creando un gap tra domanda e disponibilità di alloggi. “Il primo obiettivo dovrebbe essere dunque quello di aumentare gli alloggi disponibili per l'affitto stabile rivolto alle famiglie.” Sottolinea inoltre l’aumento dei canoni medi, in contrasto con il calo dei redditi reali di molte famiglie, e propone due linee principali di intervento pubblico: rilanciare il mercato dell’affitto e incentivare locazioni a canone agevolato. Nell’intervento, ha auspicato che le prossime decisioni politiche abbiano una visione di lungo periodo, includendo la riconversione del patrimonio edilizio, l’uso di aree e volumi già esistenti e la riduzione dei costi di ristrutturazione. Nel breve termine, tuttavia, ha sottolineato che va valorizzato il patrimonio pubblico: la gestione dell’ERP è virtuosa, con poco sfitto residuo, ma ci sono circa 6.000 domande inevase, risolvibili solo con nuovi alloggi; va verificata anche la situazione degli immobili pubblici inutilizzati per mancanza di manutenzione, oltre a quelli ERP. Sul patrimonio privato, la Presidente ha ricordato che “il mercato degli affitti in Italia, come a Bologna, è sostenuto in larga misura dai piccoli proprietari immobiliari” e che senza di loro il mercato non può crescere. Il Comune stima 14.000 abitazioni oggi inoccupate, per motivi che vanno dalla necessità di lavori di manutenzione al timore dell’amorosità, fino a motivazioni marginali come eredità giacenti o aspettative di uso futuro per parenti. ASPPI ha proposto interventi locali e fiscali: “Incentivi fiscali significativi per le ristrutturazioni in cambio dell'impegno a destinare l'immobile per almeno 10 anni ad affitto a canone concordato” e la revisione di oneri comunali come l’IMU, anche per immobili ad uso ufficio da convertire a residenziale. Un tema centrale è la morosità, affrontato con realismo: “Dobbiamo distinguere i casi di amorosità incolpevole, che dovrebbero essere coperti da un adeguato sostegno pubblico, affinché non si traducano in un danno per il locatore.” Il Fondo nazionale per la morosità incolpevole è sottodimensionato e i dati bolognesi mostrano circa 400 sfratti per morosità e poco più di 40 per finita locazione, su 30.500 contratti attivi. Ciò dimostra che “gli sfratti a Bologna si fanno”, anche se la percentuale resta limitata, confermando la funzionalità delle procedure locali. La Presidente ha ribadito la contrarietà di ASPPI alle occupazioni abusive e alle opposizioni fisiche agli sfratti: “Sono illecite e soprattutto danneggiano proprio gli inquilini più fragili.” Le procedure tecniche, invece, offrono soluzioni concrete e sostenibili. Sul fronte dei contratti a canone concordato, considerati strumenti efficaci per contenere i prezzi e aumentare l’offerta, si registra un calo della loro incidenza a Bologna. ASPPI ha proposto un monitoraggio congiunto con le associazioni degli inquilini e maggiori incentivi fiscali: “Il gap può essere colmato solo con un adeguato intervento pubblico, soprattutto fiscale.”; difenderà certamente la natura sociale di questi contratti e si opporrà a ogni forma di subaffitto illegittimo. Altro fenomeno da affrontare è quello degli affitti brevi, che sottraggono oltre 4.000 alloggi al mercato residenziale, creando pressioni sui canoni e conflitti tra soci dell’associazione. La Presidente ha sostenuto l’efficacia della nuova legge regionale e si aspetta risultati positivi dall’attivazione della Fondazione Abitare. ASPPI si è proposta come ponte tra pubblico e privato, promuovendo protocolli chiari, procedure snelle e risorse umane qualificate, ma sottolinea che senza un intervento nazionale forte l’impegno locale non basta: “Fondo sociale per l'affitto e incentivi ai contratti concordati sono richiesti unitari di tutte le maggiori associazioni di proprietari e inquilini.” Infine, ha evidenziato le buone prassi locali e i limiti attuali: mancano alloggi, incentivi adeguati per la ristrutturazione e politiche che tutelino l’investimento immobiliare privato, in un Paese dove più del 70% della popolazione è proprietaria. Ha concluso con un messaggio di collaborazione: “Da sempre, come ASPPI, siamo convinti che le migliori risposte sono quelle che nascono dalla collaborazione costruttiva di tutti i soggetti coinvolti. E noi ci siamo.”
Dal 1948 ASPPI Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari