E’ stato un vero e proprio assalto quello avvenuto agli impianti sciistici di Roccaraso, Provincia de L’Aquila, lo scorso 26 gennaio.
Più di 150 pullman turistici sono arrivati in un solo giorno a riempire le piste abruzzesi dell’Alto Sangro. Nella stessa domenica si erano già registrate oltre 20mila presenze negli impianti e 20mila turisti per le vie del paese appeninico. Il paese conta poco più di 1200 abitanti.
“A questi si sono aggiunti, in maniera inattesa, decine di migliaia di turisti di giornata“, fa sapere la giornalista abbruzzese Serena Giannico ai microfoni di Radio Onda d’Urto, provocando “ingorghi sulla statale principale per tutta la gioranta, migliaia di persone bloccate nel traffico con venti a 60km/h e spazzatura ovunque”, come testimoniato dai video girati nel web.
Cosa è successo? Una tik-toker di 45 anni ha promosso il weekend sulla neve e portato domenica 26 gennaio i suoi followers a Roccaraso, costringendo la località sciistica in provincia dell’Aquila a mettere in atto un piano di contenimento per il fine settimana successivo, quello appena trascorso.
Tutto questo ha riacceso il dibattito sulla fruizione della montagna e sulla promozione di quel turismo “mordi e fuggi” che amplifica l’overtourism e la speculazione sulle vette italiane durante la stagione sciistica.
L’intervista alla giornalista Serena Giannico, autrice di un articolo dedicato su Il Manifesto. Ascolta o scarica.
In difesa delle montagne si svolgerà questo weekend una mobilitazione nazionale nell’ambito dell’iniziativa “La Montagna Non Si Arrende”, che coinvolgerà, tra iniziative e manifestazioni locali, l’intero arco alpino e la dorsale appenninica.
Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tutelare le montagne, perno centrale su cui ruota anche la manifestazione locale in programma in alta Valle Camonica, a Ponte di Legno, domenica 9 febbraio.
Le associazioni locali denunciano da tempo un modello economico basato su sfruttamento del territorio: grandi eventi e maxi-investimenti a breve termine che non tengono conto della crisi climatica in atto. L’esempio più preoccupante è proprio tra le nostre vette: il ghiacciaio più grande d’Italia, quello dell’Adamello è in vorticosa ritirata. Si è arretrato di 3 metri nel solo 2024.
Le amministrazioni pubbliche continuano imperterrite a sostenere progetti che, secondo i promotori della mobilitazione, non solo non risolvono i problemi ambientali ed economici della montagna, ma li aggravano.
Ad esempio, per le Alpi bresciane, c’è in progetto il collegamento tra il Monte Tonale Occidentale e la Valtellina: un investimento da 150 milioni di euro, oltre che il progetto di una Spa extralusso da 20-25 milioni di euro per Ponte di Legno.
“Una fruizione della montagna sempre più classista, tra Spa costose e skipass da 100 euro”, come spiega dalla Valle Camonica Alessandro Bono, del collettivo 5e37 e redattore locale di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.