American Race

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By Radio 24
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American Race episodes

  • Sebring - Come in un film, il 47 vince!

    Una macchina semidistrutta taglia il traguardo alle 22.10 ora della Florida. E' blu con una curiosa portiera rossa, messa come pezza. E' la Ferrari numero 47 di Cetilar Racing che conquista la 12 Ore più prestigiosa d'America, quella di Sebring.

    25 min
  • Sebring - È il momento: ecco la 12 ore più famosa d'America

    Ultimi dettagli da sistemare, ultime parole sulla griglia di partenza. Poi  Jacky Icks, una delle leggende del motorsport, sventolerà la bandiera del via di una gara folle che, dalla mattina americana, si concluderà nel buio della sera. Quindi ecco le sensazioni dei piloti di Cetilar Racing sullo schieramento, tra tensioni e aspettative. Poi il racconto di uno che nel libro della storia del motorismo americano già è presente: nel 1998  Mauro Baldi  vinse con la Ferrari SP333 non solo a Sebring, ma anche a Daytona e a Watkins Glen, le tre principali corse statunitensi, primo nella storia, conquistando la Triple Crown IMSA.

    24 min
  • Sebring - La prova generale


    Il teatro si riempie, i motori cominciano ad urlare: sono i giorni delle prove che precedono la 12 Ore di Sebring. Momenti passati alla ricerca del tempo e del setup ideale per una gara massacrante, come racconta  Roberto Lacorte.  Saliremo poi sulla Ferrari numero 47 per un ideale giro di pista con  Giorgio Sernagiotto, pilota di lungo corso, ma al debutto sul circuito della Florida. Ospite d'eccezione al paddok di American Race una leggenda del motorsport mondiale come  Mauro Forghieri:  promosso giovanissimo da Enzo Ferrari a suo braccio destro sulle piste di tutto il mondo, ha guidato il Cavallino ai successi più importanti nell'endurance come in Formula Uno dai primi anni Sessanta alla metà degli Ottanta. E anche in questa puntata avremo un'altra pagina del libro delle favole di Sebring.

    20 min
  • Sebring - Quando si passeggia sulla luna

    Uno dei riti che precedono ogni gara è quello del trackwalk: i piloti percorrono a piedi la pista, studiano ogni granello di asfalto, nel caso di Sebring ogni buca, ogni crepa nel cemento. Una lunga fila di indiani che annusano l'aria, respirando il luogo, le insidie, il pericolo. Poi  Daniele Dellera , storico inviato sportivo ora responsabile delle pagine sportive del Corriere della Sera, ha diverse storie da raccontare. Nell'equipaggio Cetilar,  Roberto Lacorte  e  Giorgio Sernagiotto  sono alla prima partecipazione in gara su questa pista. Il giovane talento  Antonio Fuoco  ci ha già corso e vinto anche se in monoposto. Il veterano Andrea Belicchi, coach del team, di Sebring conosce ogni segreto. E ce li racconta

    20 min
  • Sebring - Giro di ricognizione

    Giro di ricognizione perché stiamo per partire per Sebring da dove vivremo e racconteremo un'esperienza di vita, oltre che di motorsport. Capirete subito dalle prime impressioni di  Roberto Lacorte  (pilota di Cetilar Racing) come questa sia una pista assolutamente unica, una specie di monumento dello sport americano paragonabile al tracciato ciclistico della Parigi-Roubaix. Il contorno, e il contesto, è pura passione americana che rende ogni anno Sebring una specie di Woodstock dei motori. C'è un italiano che da quelle parti è leggenda, tanto da essere nella Hall of Fame del circuito dopo aver vinto la 12 Ore per ben cinque volte: è  Dindo Capello  che in questo primo episodio si racconta, a cominciare dalla prima volta in equipaggio con  Michele Alboreto . Ma Sebring vuol dire anche leggende e ce le racconta Gionata Ferroni.

    24 min
  • Daytona - Bandiera a scacchi

    A Daytona, dopo la 60° edizione della 24 ore, è tornato il silenzio. La Ferrari 488 GT3 Evo 2020 n.47 divisa da  Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Antonio Fuoco e Alessio Rovera  ha chiuso al 14° posto a causa di 2 contatti nelle prime ore di gara, ma che hanno condizionato tutta la 24 ore. Nel motorhome dell'unico team completamente italiano è tempo di ripercorrere la gara e valutare le strategie, prima di fare i bagagli per spostarsi a Sebring, dove dal 16 al 19 marzo 2022 si svolge il prossimo appuntamento della serie.

     Roberto Lacorte , fondatore e pilota del team Cetilar Racing ha l'amaro in bocca: "Una corsa sempre meravigliosa in cui abbiamo continuamente dato spettacolo. È una corsa difficile in cui oltre alle capacità di prestazione, che sono un pre-requisito, serve anche tanta lucidità e freddezza. Ma anche un po' di fortuna. I due contatti che abbiamo avuto nelle ore iniziali hanno condizionato tutta la gara. Ho imparato che qui il coraggio lo si dimostra anche alzando il piede dall'acceleratore. La gara è lunga e non bisogna sempre cercare il sorpasso, tanto poi il gruppo si ricompatta ogni volta che esce la safety car. Bisogna saper gestire l'aggressività per essere pronti a colpire alla fine, quando fai più male".

    18 min
  • Daytona - L'ultima notte. Pensieri, paure, sogni

    Il 29 gennaio alle ore 19:40 parte la 24 ore di Daytona. In questo episodio, realizzato il giorno prima dello start, infiliamo la testa e le orecchie nei motorhome del Cetilar Racing per incontrare ancora una volta i piloti dell'unico team completamente italiano che si sta preparando a correre in Florida con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 n.47.

    Con  Roberto Lacorte , fondatore e pilota del team Cetilar Racing, buttiamo un occhio al cielo e al meteo: "Umido, grigio, pioggia… e il nemico peggiore sarà il freddo. Il circuito ha un asfalto scivoloso, se le temperature saranno troppo rigide le gomme non entreranno in temperatura per tutta la gara e questo comprometterà il grip".

    Nel giorno dell'attesa i team sono tutti a bordo pista. Lo sguardo di  Giorgio Sernagiotto  mostra indifferenza, ma passa in rassegna i muretti avversari: "Mercedes sembra quella più sul pezzo, Porsche che è lì sorniona ma sono sicuro che tirerà fuori qualcosa… e poi Lexus che punta molto sul mercato americano… e là in fondo Lamborghini… tutte scuderie molto agguerrite.."

     Antonio Fuoco  è il pilota di Cetilar Racing che conosciamo oggi. Anche se è il più giovane dei 4 cavalieri del Cavallino, ha già una grande esperienza. Eppure la notte prima della gara non è sempre facile: "Bisogna stare tranquilli ed essere pronto a salire in macchina il giorno dopo, perché è quello che so fare meglio".

    Ultima pagina anche per il diario da Daytona, con  Emanuel Richelmy , responsabile comunicazione Cetilar Racing. Gli americani vanno matti per i motori, il circuito si sta sempre più riempiendo di tifosi. Anche la città di Daytona Beach aspetta l'accensione dei motori, anche se niente è paragonabile alla magia della 24 Ore di Francia: "Le Mans è insuperabile, in questo gli Americani non ci possono proprio battere".

    25 min
  • Daytona - Ecco perché è il teatro del rischio estremo

    Alla 24 ore di Daytona anche il tempo corre veloce. Quattro piloti si alternano, a turni di guida di 2 ore, al volante di una vettura che non si ferma mai.  Roberto Lacorte , fondatore e pilota del team Cetilar Racing, racconta cosa succede dopo ogni stint. "C'è una sequenza ben precisa: scendi dall'auto, fai calare l'adrenalina e inizi subito a reidratarti e a nutrirti. Poi c'è la fisioterapia, e alla fine si va a dormire, perché mente e corpo recuperano solo col riposo. Quando mancano 2 ore al tuo stint successivo ti svegliano e torni al muretto, pronto a intervenire come back-up del pilota in pista in quel momento. E poi tutto ricomincia"

     Andrea Bellicchi , una vita da pilota, ora coach & drivers coordinator di Cetilar Racing. Pit-stop, gestione delle safety car, e strategia di gara sono il suo pane. Con 61 concorrenti in gara le situazioni di pericolo saranno molte, anche perché la caratteristica delle gare (e delle norme) americane è di garantire uno spettacolo continuo al pubblico. "Per gli americani i tracciati sono dei monumenti alla velocità, quindi vanno conservati come sono stati ideati, senza più modificarli, neanche per aumentare la sicurezza" dice  Giorgio Sernagiotto . È un mix di rischio e tradizione che, da un lato, mette i brividi e dall'altro aumenta il fascino.

     Alessio Rovera  è il pilota di Cetilar Racing che conosciamo oggi: è da poco un pilota ufficiale Ferrari, ha vinto la 24 ore di Le Mans, e anche lui è partito dal kart. Nel 2014 ha gareggiato in un campionato Renault contro Charles Leclerc. Ma un pilota può avere un altro pilota come amico? "No, impossibile. La competizione è troppa. Si può essere amici solo se si corre in categorie diverse".

    Penultima pagina del diario del team da Daytona, con  Emanuel Richelmy , responsabile comunicazione Cetilar Racing. "Il team oggi avrà 3 turni di prove libere e guiderà per 5 ore". La speedway Daytona si sta animando anche con il pubblico, presente al 100% perché in Usa non ci sono limitazioni covid agli affollamenti sportivi. In pieno stile americano sabato mattina c'è anche una sessione di autografi per i piloti.

    31 min
  • Daytona - Saliamo sulla Ferrari 488

     Roberto Lacorte , fondatore e pilota del team Cetilar Racing, sta per vivere il sogno di correre la 24 ore di Daytona, insieme agli altri 3 piloti del suo team. Scenderà in pista con la Ferrari 488 GT3 Evo 2020 n.47, mentre già è in progetto la corsa dell'anno prossimo, sempre con una vettura Ferrari: la 296.

    Il pilota  Antonio Fuoco ci presenta i 600 cavalli della Ferrari 488. Con un gran carico aerodinamico, la facilità di gestione dell'usura delle gomme Michelin, la flessibilità di adattamento alle caratteristiche di ogni singolo pilota è una macchina da sogno. E poi è una Ferrari…

    Conosciamo il secondo dei quattro piloti che si alterneranno alla guida della Ferrari 488 nella 24 ore di Daytona.  Giorgio Sernagiotto  voleva pilotare nei rally, poi nei kart. Un paio di incontri col destino lo hanno portato nella GT. La sua pista preferita è Le Mans

     Emanuel Richelmy , responsabile comunicazione di Cetilar Racing, aggiorna il diario dell'impresa. Mancano 3 giorni alla gara, il tempo è freddo e piovoso. Il team deve allenarsi all'aperto per evitare che i piloti siano esposti a contagi covid dell'ultimo minuto.

    25 min
  • Daytona - Una pista da leggenda


    La prima volta fu nel 1966. Da allora, ogni anno, il coraggio accende i motori e torna in pista.  Carlo Genta,  in compagnia di  Gionata Ferroni,  ci guida alla scoperta del circuito di Daytona e della sua storia. In questo episodio  Roberto Lacorte, fondatore e pilota del team Cetilar Racing, racconta come è nata la partecipazione della sua scuderia alla 24 ore di Daytona, il pilota Giorgio Sernagiotto  simula un giro di pista mozzafiato tra le curve paraboliche del banking e le traiettorie della parte infield del circuito a stelle e strisce. C'è spazio anche per il diario dell'impresa: mancano 4 giorni alla gara e  Emanuel Richelmy   , responsabile della comunicazione di Cetilar Racing, ci aggiorna sulla messa a punto della Ferrari 488 GT3 Evo 2020 n.47.

    28 min

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Un viaggio tra i monumenti del motorsport americano, seguendo le tracce del campionato endurance a stelle e strisce. Visto attraverso il parabrezza di una Ferrari da corsa: la 488GT3…