La legge fu approvata dal Parlamento italiano grazie a una maggioranza di comunisti, socialisti e liberali, ma il governo era quello di centro-sinistra presieduto dal democristiano Emilio Colombo, che non si dimise, né minacciò le dimissioni se fosse passata la legge, ma assunse una posizione di neutralità e la firmò, così come un altro presidente del consiglio democristiano, Giulio Andreotti, avrebbe firmato, otto anni dopo, la legge sull’aborto.