Ricordo cos’era il mese di agosto quando ero adolescente, oramai più di trent’anni fa. E quello che mi viene in mente, specialmente quando mi capitava di rimanere a Roma durante questo mese, sono due cose in particolare. Una, era che la città era veramente desolata, ogni negozio era chiuso, tutti erano andati da qualche parte. La seconda era che questo portava una dolce malinconia, un senso di solitudine temperato dal fatto che però si poteva godere della città eterna in un modo tutto speciale, quasi da padroni. Pure le chiese sembravano prendere un rilievo diverso, sembravano più illuminate dal sole rovente che si sperimenta durante questo mese.