La grande truffa, ordita dalla contessa de la Motte, approfittando dell’ingenuità del Cardinale di Rohan, si trasformò in un umiliante capo d’accusa contro la coppia regale, del tutto innocente. Ma la campagna diffamatoria, orchestrata dagli avvocati con la complicità della stampa, rese l’intera vicenda come un momento preparatorio della Rivoluzione, che di lì a poco avrebbe incendiato la Francia.