Angeli con le ali bruciate (Marcella Boccia)
Eravamo angeli, o così ci dicevano,
sospesi tra sogno e polvere d’oro,
ma il cielo si chiuse in un grido di vetro
e cadde su noi la notte più nera.Bruciavano l’ali in un fuoco silente,
cenere spinta dal vento dell’oblio,
le mani tese a un dio senza volto,
le bocche cucite da preghiere spente.Dove fuggire, se il cielo è perduto?
Dove posare le ossa spezzate?
Non resta che il suolo, crudele e impuro,
madre di incubi, tomba di sogni.Eppure, nel fango, cerchiamo ancora
l’ombra sbiadita di un’ultima luce,
ché anche chi cade, chi arde, chi muore,
nel buio sussurra il nome del cielo.