Tiber Pallia Stories [ITA]

Area archeologica di Poggio Gramignano


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Podcast a cura di eArs 

Area archeologica di Poggio Gramignano

Narratore: Spesso non ci rendiamo conto che accanto alla storia con la “S” maiuscola ne esiste un’altra parallela, fatta di racconti di vita di donne e di uomini comuni. Il sito di Poggio Gramignano, nel comune di Lugnano in Teverina, illumina proprio alcune di queste storie. A guidarci tra di esse è l’archeologo Roberto Montagnetti, responsabile dello scavo.

Roberto Montagnetti: Dalla collina dove si trovano i resti archeologici, affacciata sulla valle del Tevere, si ammirano le vette dei monti Amiata e Soratte, spaziando fino al promontorio dell’Argentario. Un paesaggio mantenutosi straordinariamente integro lungo i millenni fino a oggi. Qui, di fronte a questa vista affascinante, sorgeva una villa rustica, databile più o meno a partire dalla metà del I secolo a.C.Non sappiamo chi ne fosse il proprietario originario, tuttavia possiamo dedurre dai lavori di scavo che questa persona abitasse con la sua famiglia in stanze lussuose e ben decorate. La servitù risiedeva invece in un’ala laterale della dimora, dove erano situati anche ambienti di servizio utili alle attività agricole.

N: Se vi state domandando come doveva essere un’elegante dimora di epoca romana, visitando questo sito archeologico potrete togliervi questa curiosità. Grazie alle ricostruzioni 3D degli spazi interni ed esterni offerte da Tiber Pallia Immersive Discoveries, vi sembrerà per un istante di essere ospiti del dominus della casa, azzerando la distanza temporale che vi separa da queste epoche lontane. Ma cosa possiamo dire di più su chi ha abitato la villa?

RM: Una scoperta interessante è stata compiuta nel 2018: una tegola della fine del IV secolo recante il nome Leonzius, esponente della Gens Leoniana. Il nome è incredibilmente simile al toponimo Lugnano. E se questa famiglia fosse stata proprietaria di tutto il territorio su cui verrà fondato successivamente il borgo? L’ipotesi è suggestiva.

N: Ma altri ritrovamenti hanno reso unica quest’area archeologica…

RM: Infatti. In alcuni ambienti di servizio in disuso della villa è stato individuato un cimitero… un cimitero di bambini, databile intorno agli anni 415 e 435 d.C. circa. Si tratta di ben sessanta sepolcri che raccolgono i resti sia di feti, che di bambini più grandi, fra gli zero e i tre anni, con l’unica eccezione di una bambina fra gli otto e i dodici anni. Le sepolture, realizzate con diverse modalità ma sempre con molta cura, includevano oggetti di vita quotidiana, come piccoli piatti e anfore e addirittura una bambola in osso con arti snodati; reperti oggi esposti nel Museo Civico di Lugnano. Data la vicinanza con il Tevere, è probabile che sia stata la malaria a portarsi via queste giovani vite.

N: Ma i bambini non erano lasciati soli a varcare la soglia del mondo ultraterreno.

RM: In questo viaggio potevano contare sui loro migliori amici: dei cuccioli di cane, le cui ossa sono state sistemate nelle tombe. Il cane infatti è considerato il guardiano della casa, ma anche del passaggio tra la vita e la morte. 

N: Dopo la fase delle sepolture, le tracce terminano. Il sito fu abbandonato fino alla sua riscoperta.Spetta ora agli archeologi, e a noi che conosciamo un po’ della sua storia, custodire per il futuro la memoria di questo antico luogo...

N: Avete ascoltato Tiber Pallia Stories, podcast a cura della Strategia Nazionale Aree Interne - Area interna Sud Ovest Orvietano. Il podcast è stato realizzato da Capitale Cultura Group e Artglass.Progettazione e produzione di testi, speakeraggio, musica e postproduzione a cura di eArs.Si ringraziano la Regione Umbria, il Comune di Lugnano in Teverina e l’archeologo Roberto Montagnetti che ci ha accompagnato in questo episodio.Per conoscere di più sulla storia antica di questo territorio, vi aspettiamo in visita nei siti archeologici dell'orvietano-amerino e negli altri episodi di questo podcast, a presto!
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