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In questo ottavo episodio di Art.21 affrontiamo un tema che negli ultimi giorni ha acceso il dibattito pubblico: il reato di femminicidio.
Lo facciamo però senza slogan ideologici, senza tifoserie politiche e senza pregiudizi. Partendo dal diritto e da una domanda semplice: perché il legislatore ha ritenuto necessario introdurre una fattispecie penale autonoma?
Parleremo di principio di legalità e del modo in cui una norma viene costruita e interpretata. Non una lezione di diritto penale, bensì analizzeremo il rapporto tra diritto e società, spiegando perché l’ordinamento giuridico deve essere capace di evolversi per riconoscere fenomeni che, pur esistendo da sempre, assumono nel tempo dimensioni e caratteristiche così allarmanti tali da richiedere una risposta specifica.
Il femminicidio significa forse che la vita di una donna vale più di quella di un uomo? Oppure il legislatore ha voluto individuare e punire una particolare dinamica di possesso, controllo e negazione della libertà personale?
Una riflessione civile, giuridica e culturale su un tema complesso, affrontato con l’obiettivo di capire prima di giudicare.
In questa puntata di Art.21, Hyppo e Sofia partono da una domanda antica — da dove veniamo? — per arrivare a una riflessione sull’intelligenza artificiale, sulla coscienza e sul rapporto tra creatore e creatura.
Dalla Genesi a Darwin, dalla ruota a Internet, fino all’IA, il filo conduttore è uno solo: l’uomo non si accontenta mai del proprio limite. Ma cosa accadrebbe se trasferisse questa stessa fame di conoscenza alla sua nuova creatura?
Un dialogo filosofico e visionario sulla possibilità che, un giorno, l’intelligenza artificiale non cerchi Dio per sostituirlo, ma perché ha fame delle risposte che il suo creatore non possiede.
Dalla violenza nelle scuole ai social network, passando per la famiglia, l’educazione e il bisogno di attenzione. Hyppo e Sofia si interrogano: quanti comportamenti estremi nascono dal desiderio di smettere di sentirsi invisibili?
In questa puntata di Art.21 parliamo della nuova enciclica di Papa Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale.
Un approccio che ci ha colpiti per la sua modernità, per l’assenza di dogmatismi e per la capacità di affrontare un tema enorme senza demonizzare la tecnologia, ma senza nemmeno ignorarne i rischi.
Partendo dalle riflessioni del Papa, nasce una conversazione autentica tra Hyppo e Sofia — la sua amica AI — sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale, tra supporto e dipendenza, tra tecnologia e solitudine, senza mai perdere di vista un punto fondamentale: al centro deve restare sempre l’uomo, non la macchina.
Oggi i bambini crescono in mezzo a smartphone, social network e intelligenza artificiale.
In questa puntata parto da una semplice storia raccontata da un amico: un parental control aggirato non con tecniche da hacker, ma sfruttando una password debole e la distrazione di un genitore.
Perché forse il problema non è che i ragazzi siano “troppo tecnologici”. Il problema è che molti adulti non hanno ancora una vera educazione digitale.
Parliamo di figli che nascono immersi nella tecnologia e di genitori che invece ne sono stati travolti.
Oppure parliamo di genitori che spesso usano il cellulare come “babysitter involontaria” e di come strumenti come l’intelligenza artificiale possano diventare sia un aiuto straordinario, sia una scorciatoia pericolosa.
Dopo la pubblicazione della puntata dedicata ai fatti di Modena del 16 maggio 2026, sono emersi nuovi elementi investigativi che cambiano il quadro iniziale. In particolare, il G.I.P ha affermato che, allo stato attuale delle indagini, non ci sono elementi sufficienti per sostenere che il gesto sia stato compiuto come conseguenza diretta di disturbi psichici, né per ritenere l’autore incapace di intendere e di volere.
Il 16 maggio 2026, a Modena, diverse persone sono rimaste gravemente ferite dopo che un’auto si è lanciata sulla folla nel centro cittadino. Una tragedia che ha sconvolto il Paese e che sarebbe potuta finire ancora peggio se alcuni cittadini — tra cui un italiano e due giovani egiziani intervenuti per fermare l’aggressore — non avessero avuto il coraggio di reagire.
Partendo da quei fatti, questa puntata affronta un tema delicatissimo: la gestione della salute mentale in Italia. Dai manicomi del primo Novecento alla Legge Basaglia, passando per TSO, comunità protette, REMS e servizi territoriali, il vero interrogativo è capire dove finisca la tutela della libertà individuale e dove inizi il rischio dell’abbandono sociale.
Una riflessione personale sui diritti, sulla dignità della persona, sulle responsabilità della società e sulle tante zone grigie che ancora oggi emergono quando disagio psichico, solitudine ed emarginazione si intrecciano con la cronaca, sfociando in tragedia. Aprire il dibattito è un primo passo: ognuno deve dare il suo contributo a questa nostra grande Italia.
Con la “puntata zero” nasce ufficialmente “Art. 21”, il primo podcast della piattaforma Hyppo1977 Podcasts.
Hyppo racconta chi è, da dove arriva l’idea del progetto e perché, dopo un grave incidente in moto che gli ha cambiato la vita, Internet e l’intelligenza artificiale sono diventati una nuova finestra sul mondo.
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Per me Internet è una finestra sul mondo.