Dio è "digitale": il suo messaggio è sempre forte e chiaro. Noi siamo "analogici": la nostra ricevente è antica e poco efficiente, ed i messaggi arrivano a fatica. Ma possiamo imparare come ascoltare il Padre, non solo attraverso le nostre orecchie. --- CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO Tempo di lettura: 10 minuti Tempo di ascolto audio/visione video: 38 minuti Siamo sul terzo messaggio sui nostri cinque sensi, e su come questi siano un dono da Dio che dobbiamo sfruttare per avere un rapporto più intimo con lui. Dopo aver parlato della vista e del tatto, oggi parleremo dell'udito. L'udito è stato per millenni, prima della scoperta della scrittura, l'unico modo per avere interazione con l'altro; la memoria delle cose veniva trasmessa non attraverso i libri ma attraverso racconti. Siamo stati creati come esseri visuali e tattili, ma se non avessimo avuto anche due orecchie, sarebbe stato ben difficile poter comunicare. E invece, questa struttura semplice, una membrana, e tre ossicini, collegata ad una serie di terminazioni nervose fa arrivare all'interno del cervello degli impulsi elettrici che diventano suoni, e i suoni poi diventano parole, e le parole diventano concetti, idee, sentimenti, Pensate se fossimo stati come i serpenti: nessuna membrana, nessun impulso elettrico, i serpenti sentono solo le “vibrazioni”, e per sentirle usano usano la “lingua”. Ma, un attimo, la predicazione si intitola “udire Dio”; allora significa che Dio è udibile “solo” attraverso le orecchie? Per fortuna nostra, Dio ci ha fatto con una capacità di “udire” che va ben al di là delle nostre due orecchie. Il fondamento della fede in Cristo è che abbiamo un Dio che ha sempre parlato all'uomo, sin dalla creazione. Sapete, quale sia il primo libro della Bibbia, vero? No, non è Genesi; quello è il primo, nell'ordine cronologico con il quale sono state assemblati i vari libri per dare un filo “logico”, una sequenza temporale, una storia. Il libro più antico della Bibbia è il libro di Giobbe: tutti conoscono la storia di questo uomo ricco e fortunato, che, a un certo punto della sua vita, perde tutto... e per 38 capitoli gli amici di Giobbe, la moglie di Giobbe, e Giobbe stesso cercano di darsi una spiegazione del perché sia successo propri a lui. E così, dopo trentotto capitoli, stanco di sentire stupidaggini e spiegazioni assurde, Dio compare sulla scena: “Allora il Signore rispose a Giobbe dal seno della tempesta e disse...” (Giobbe 38:1) Sin dal principio dell'avventura umana Dio ha voluto parlare con noi. Sono innumerevoli i passi della Bibbia dove è scritto “...e Dio disse”. Capitemi bene, io non sono uno di quelli che afferma di sentire costantemente la voce di Dio; ci sono occasioni in cui questo accade, e ci sono periodi dove rimango senza istruzioni, anche per molto tempo: ma questo non dipende da Dio, ma dipenda da “io”, da me. Lo spiega bene a Giobbe un suo amico, Eliu: “Dio infatti parla in un modo o nell'altro, ma l'uomo non ci bada” (Giobbe 33:14 ND) Perché mi accade? Semplicemente perché sono ancora “analogico”, e invece dovrei essere “digitale”. Aspettate, non sono impazzito... Lasciate che vi spieghi. Chi tra di voi ascolta ancora la radio? E, se la ascolti, con che cosa la ascolti? Se sei moderno, hai una o più “app” sul tuo smartphone che ti permettono di ascoltare in maniera “digitale” ovvero “perfetta” migliaia di radio nel mondo. Se sei “antico” come me, la ascolti con una “radio” a transistor”, e la qualità dell'audio è completamente differente. Trenta anni fa, quando andavo in Inghilterra con mia moglie, non c'erano gli smartphone, e neppure le app; il web era ai primordi. L'unica maniera per poter ascoltare le notizie italiane, era una radio “ad onde corte” che diffondeva in modo “analogico” una sola stazione Rai; l'audio era pessimo, talvolta passavo ore per riuscire ad “acchiappare” la trasmissione, che, tra l'atro, non trasmetteva tutta la giornata, ma solamente la sera. Dio