A prescindere da come andrà a finire, la vicenda con al centro Novak Djokovic segna un punto di rottura. Non solo e non tanto nella violazione del più basilare principio di uguaglianza, quanto nel consegnare ai no-vax un nuovo idolo che, nel teatrino inscenato, si atteggia pure a vittima. L'esenzione medica dalla vaccinazione concessa al tennista numero uno del mondo dall'organizzazione del torneo (che di fatto resta scritta nero su bianco) non riguarda solo lui, ma la collettività e gli sforzi che ognuno sta facendo per uscire dalla pandemia.