UE: arriva l'APP per l'accesso ai SOCIAL e non solo
L’Unione Europea ha annunciato il lancio di una nuova applicazione digitale pensata per verificare l’età degli utenti online, con particolare riferimento all’accesso ai social network e alle piattaforme digitali.
L’app, presentata dalla Commissione europea, è tecnicamente pronta e dovrebbe essere resa disponibile nel corso delle prossime settimane.
Il suo funzionamento è semplice.
L’utente, una volta scaricata, dovrà collegarla a un documento di identità valido, come carta d’identità o passaporto.
Quando richiesto da un sito o da una piattaforma, l’app fornirà una risposta binaria: idoneo oppure non idoneo.
Senza comunicare nome, età precisa o altri dati personali.
L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere i minori dall’accesso a contenuti considerati sensibili o non adatti.
E ridurre l’esposizione a dinamiche ritenute dannose all’interno dei social network.
Al momento, l’utilizzo dell’app non è obbligatorio per tutti i cittadini.
Non esiste una legge che imponga di scaricarla o utilizzarla in modo universale.
Tuttavia, il quadro cambia se si osserva il ruolo delle piattaforme digitali.
Con l’evoluzione delle normative europee, in particolare nel contesto del Digital Services Act, i servizi online potrebbero essere obbligati a verificare l’età degli utenti.
E in questo scenario, l’app europea potrebbe diventare lo strumento standard.
Di conseguenza, pur non essendo formalmente obbligatoria, potrebbe diventare necessaria per accedere a determinati servizi.
Si tratta di un passaggio chiave.
Da strumento volontario a possibile infrastruttura di accesso.
Per quanto riguarda i tempi, non esiste una data unica di entrata in vigore.
Il rilascio è previsto nel corso del duemila ventisei, con una fase iniziale di adozione progressiva da parte degli Stati membri.
Solo successivamente si capirà se e come verranno introdotti obblighi più stringenti.
Il punto centrale resta uno.
Non si tratta di un sistema di riconoscimento generalizzato degli utenti sui social.
Ma di un sistema di verifica dell’età.
Con implicazioni che potrebbero estendersi, nel tempo, al più ampio tema dell’identità digitale europea.
Uno scenario in evoluzione.
Che merita estrema attenzione.
Una nuova "Finestra di Owerton è stata aperta".
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