La Germania è alle prese con una serie di gravi episodi che sollevano interrogativi sulla sicurezza interna.
A Berlino, un vasto blackout ha colpito circa 100.000 persone nel sud-ovest della città dopo un incendio doloso a una linea elettrica nei pressi della centrale di Lichterfelde. Secondo il sindaco Kai Wegner, l’attacco sarebbe riconducibile a estremisti di sinistra, con una rivendicazione attribuita al cosiddetto “Gruppo Vulcano”. I danni sono ingenti: distrutti cavi di media e alta tensione, riscaldamento e servizi essenziali compromessi, con il ripristino completo non previsto prima di diversi giorni. A supporto della popolazione e delle operazioni di emergenza è stato annunciato l’intervento delle Bundeswehr.
Parallelamente, il Paese è scosso da maxi-rapine senza precedenti. A Gelsenkirchen, i ladri hanno violato oltre 3.200 cassette di sicurezza in una filiale della Sparkasse, con un bottino stimato fino a 30 milioni di euro, uno dei colpi più grandi nella storia criminale tedesca. Altri episodi simili si sono verificati in Renania Settentrionale-Vestfalia, tra cui Halle (vicino Bielefeld) e Bonn, dove sono spariti anche 20 chili d’oro.
Nel complesso emerge un quadro di vulnerabilità infrastrutturale e criminale che mette sotto pressione istituzioni, forze dell’ordine e cittadini.
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