Beethoven 250 – Il pianoforte

Beethoven 250 – Il pianoforte

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Beethoven 250 – Il pianoforte episodes

  • 22 Beethoven dopo Beethoven: il monumento

    Quale eredità Beethoven lasciava ai musicisti dopo di lui?  Uno dei musicisti, a Vienna, che portavano a spalla la bara al funerale di Beethoven era Franz Schubert, che però gli sarebbe sopravvissuto solo un anno e mezzo. Quindi si può dire che tutta la sua parabola creativa si svolse all’ombra gigantesca, ma anche decisamente “ingombrante”, di questo ammiratissimo ma inimitabile concittadino. La situazione non fu molto diversa, nella sostanza, per i musicisti della prima generazione romantica. Beethoven era ormai già un monumento, e per partecipare alla sottoscrizione per la realizzazione di un degno monumento al grande musicista scrissero anche Mendelssohn e Schumann.

    1 hr 19 min
  • 21 Le Bagatelle op.119 e op.126 e la Grande Fuga op.134

    Dopo la Sonata op.111 e il grande edificio delle Variazioni Diabelli, Beethoven non ha ancora detto la sua ultima parola relativamente al pianoforte. Dopo la giovanile raccolta dell’op.33, Beethoven torna inaspettatamente alla forma “minore” della bagatella con due raccolte: la prima, Undici nuove Bagatelle, op.119, che comprende anche piccoli brani di epoche precedenti; la seconda, Sei Bagatelle, op.126, più interessanti perchè concepite come un piccolo ciclo. L’ultimo ascolto sarà però dedicato alla gigantesca costruzione della Grande Fuga, fedele trascrizione originale di Beethoven per pianoforte a 4 mani della omonima composizione per quartetto d’archi, concepita in un primo momento come movimento conclusivo del Quartetto per archi op.130.

    1 hr 14 min
  • 20 Le Variazioni Diabelli op.120

    È questo il momento dell’ultima grande composizione pianistica (ma non ancora l’ultimissima parola) di Beethoven, paragonabile per impegno e dimensioni solo alla Sonata op.106:  le Variazioni (per essere esatti Beethoven usa la parola Veränderungen) su un valzer di Diabelli, op.120, la cui vicenda compositiva si protrae per un ampio lasso di tempo, tra il 1819 e il 1823, venendo così a sovrapporsi cronologicamente sia alle tre ultime sonate che ai due grandi progetti sinfonico-corali della Nona Sinfonia e della Missa solemnis. L’occasione nasce dall’idea dell’editore Diabelli di commissionare ai maggiori musicisti del tempo una variazione ciascuno su un tema da lui proposto: Beethoven ne scrisse 33, creando un monumento di quasi un’ora di musica.

    1 hr 16 min
  • 19 Le ultime tre Sonate

    Con questa trasmissione, dedicata alle tre ultime sonate – op.109, 110 e 111 – , arriviamo al termine dello straordinario percorso delle 32 sonate (anche se non ancora all’ultima parola dell’opera pianistica). Le tre composizioni nascono da un unico impulso creativo, come un unico grande progetto articolato in tre momenti organicamente complementari fra loro; d’altronde, era appunto questa l’idea concepita dall’autore, quando ne proponeva all’editore Schlesinger la pubblicazione in un’unica uscita. Abbiamo qui l’estremo ripensamento del genere della sonata, che vede il principio dialettico del bitematismo ridimensionarsi a favore di una indagine più profonda, tutta svolta in una dimensione “verticale”, espressa dalle forme monotematiche della variazione e della fuga.

    1 hr 32 min
  • 18 La sonata op.106 Hammerklavier

    Con la Sonata op.101 eravamo entrati in pieno nell’ultima stagione creativa, quella che ci riserva un ultimo, radicale ripensamento della forma che ha accompagnato Beethoven per tutta la vita. In concomitanza con una lunga e logorante vicenda personale – la tutela del nipote Karl e le conseguenti diatribe giudiziarie con la cognata – nasce tuttavia un grande progetto di una nuova sonata, di quella che sarebbe stata la più grande e complessa struttura formale concepita finora, di impervia difficoltà esecutiva: l’op.106, spesso chiamata Hammerklavier, della quale il miglior commento resta quello, profetico, di Beethoven stesso: “Una sonata che darà ai pianisti filo da torcere quando la si suonerà, tra cinquant’anni”.

    1 hr 10 min
  • 17 Le Sonate op.81a Les adieux, op.90 e op.101

    Il 1809 fu anche un anno denso di drammatici avvenimenti politici e militari: Napoleone nel luglio aveva sconfitto l’esercito austriaco e entrava da conquistatore a Vienna. Nel maggio la corte imperiale aveva abbandonato la capitale, e quindi anche l’Arciduca Rodolfo, l’allievo e mecenate di B, che sarebbe tornato solo nel gennaio dell’anno successivo. E’ questo il contesto in cui nasce l’unica sonata il cui titolo sia espressamente voluto dall’autore: la Sonata op.81a “Les adieux”. Ma serie delle sonate continua adesso con un ritmo decisamente meno serrato: è del 1813 la Sonata op.90, una pagina che ha molti aspetti in comune con l’op.78, e del 1816 l’op.101, che a tutti gli effetti apre la serie delle ultime cinque sonate.

    1 hr 12 min
  • 16 La Sonata facile op.79 n.2 e il Concerto Imperatore

    Siamo ancora nel 1809, un anno in cui il pianoforte sembra tornato decisamente al centro dell’interesse del musicista: dopo la Sonata op.78 è adesso il momento di un’altra pagina singolare: la Sonatina op.79 cosiddetta “alla tedesca”, lavoro di minor impegno tecnico ma di interesse tutt’altro che trascurabile. Ma soprattutto è questo l’anno in cui viene concepita una delle pagine più celebri e celebrate: il quinto, ed ultimo, Concerto per pianoforte “Imperatore”, il più grandioso nella concezione e nelle dimensioni, nutrito da un ardore patriottico causato dalle drammatiche vicende politiche di quegli anni, nonché una delle opere che maggiormente hanno contribuito a creare il mito del Beethoven eroico.

    1 hr 17 min
  • 15 La Sonata op. 78 e le due Fantasie op. 77 e op. 80

    Nel 1809 il pianoforte torna decisamente al centro del lavoro creativo di Beethoven, e su vari generi: su quello della sonata con una composizione piuttosto singolare – la Sonata op.78 in fa diesis maggiore; sul genere della Fantasia con una composizione destinata a restare unica nel suo catalogo, l’op.77. Ma un altro lavoro di questo momento, ben più importante e decisamente singolare, è la grande Fantasia corale op.80: opera che concludeva l’ultimo grande, lunghissimo concerto che vedeva Beethoven protagonista; era il 22 dicembre 1808, e fu quella l’ultima volta in cui il musicista, ormai quasi completamente sordo, poté esibirsi in pubblico come pianista.

    1 hr 15 min
  • 14 Le 32 Variazioni in do minore e il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra

    Dopo la Sonata op.57, la celebre “Appassionata”, abbiamo una battuta d’arresto di circa quattro anni nella successione delle sonate: e quando questa riprenderà ci troveremo di nuovo davanti ad una concezione di questa forma fortemente rinnovata. Ma in questo periodo non si interrompe l’interesse di Beethoven per il pianoforte: il 1806 vede nascere due importanti lavori che hanno il pianoforte come protagonista: le 32 Variazioni in do minore – ancora la tonalità fatidica della Patetica, del Terzo Concerto, dell’ouverture Coriolano e di lì a poco della Quinta Sinfonia – e il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra, opera quest’ultima dalla tinta ben diversa rispetto al precedente concerto.

    1 hr 13 min
  • 13 L’Andante favori e le sonate op.54 e op.57 Appassionata

    Il brano che apre la trasmissione, l’“Andante favori”, è una breve pagina che si collega direttamente con la Sonata “Waldstein”, con la quale si era conclusa la trasmissione precedente: esso ne costituiva infatti il movimento centrale in una prima versione, poi sostituito con l’Introduzione al Rondò. Sul fronte delle sonate invece è adesso il momento di due composizioni quanto mai diverse tra loro: la n.22 – la breve, un po’ enigmatica (e pochissimo eseguita) Sonata op.54 – e la n.23, cioè la grande, possente e celeberrima Sonata op.57 “Appassionata”,  uno dei maggiori e più eseguiti capolavori pianistici beethoveniani.

    1 hr 13 min

About Beethoven 250 – Il pianoforte

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Beethoven 250 è un percorso tematico sulla produzione di Ludwig van Beethoven per celebrarne i 250 anni dalla nascita. Il progetto di Alberto Batisti e Luca Berni prevede per tutto l’anno, ogni lunedì alle 18.40, una trasmissione dedicata a Beethoven.