Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM

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Bello come una prigione che brucia – Radio Blackout 105.25FM episodes

  • Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@0

    Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE IN SICILIA

    Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione.

    Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà.

    Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia.

    / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre


    USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA
    Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale.

    FRANCIA: PARCOURSUP

    La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore.

    La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento.

    Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.







    30 min
  • Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@1

    Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE IN SICILIA

    Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione.

    Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà.

    Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia.

    / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre


    USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA
    Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale.

    FRANCIA: PARCOURSUP

    La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore.

    La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento.

    Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.







    17 min
  • Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@2

    Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE IN SICILIA

    Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione.

    Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà.

    Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia.

    / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre


    USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA
    Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale.

    FRANCIA: PARCOURSUP

    La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore.

    La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento.

    Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.







    29 min
  • Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@0

    Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE

    Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.

    Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale:

    RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA

    Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza.

    Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie.

    Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria.

    Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:

    FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA

    Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative.

    Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:

    Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:

    31 min
  • Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@1

    Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE

    Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.

    Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale:

    RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA

    Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza.

    Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie.

    Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria.

    Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:

    FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA

    Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative.

    Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:

    Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:

    17 min
  • Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@2

    Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE

    Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.

    Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale:

    RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA

    Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza.

    Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie.

    Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria.

    Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:

    FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA

    Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative.

    Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:

    Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:

    8 min
  • Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@3

    Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE

    Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.

    Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale:

    RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA

    Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza.

    Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie.

    Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria.

    Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:

    FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA

    Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative.

    Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:

    Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:

    15 min
  • Servitù militari: da Fairford a T’aif [con Stefania Maurizi] – Ed Sheeran, infowar e sorveglianza sionista – Milizie collaborazioniste a Gaza – Verso la sentenza per il massacro di Santa Maria Capua Vetere [con Luigi Romano]@0

    Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA

    Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono alla macchina bellica statunitense.

    Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno di scenari di guerra.

    [Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford]

    ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA

    Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft.

    Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato di dominio sionista.

    A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF.

    In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab.

    MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE

    Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza.

    Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele, gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato coloniale sionista.

    VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

    Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro la fine del 2026.

    La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.

    36 min
  • Servitù militari: da Fairford a T’aif [con Stefania Maurizi] – Ed Sheeran, infowar e sorveglianza sionista – Milizie collaborazioniste a Gaza – Verso la sentenza per il massacro di Santa Maria Capua Vetere [con Luigi Romano]@1

    Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA

    Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono alla macchina bellica statunitense.

    Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno di scenari di guerra.

    [Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford]

    ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA

    Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft.

    Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato di dominio sionista.

    A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF.

    In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab.

    MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE

    Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza.

    Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele, gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato coloniale sionista.

    VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

    Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro la fine del 2026.

    La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.

    14 min
  • Servitù militari: da Fairford a T’aif [con Stefania Maurizi] – Ed Sheeran, infowar e sorveglianza sionista – Milizie collaborazioniste a Gaza – Verso la sentenza per il massacro di Santa Maria Capua Vetere [con Luigi Romano]@2

    Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA

    Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono alla macchina bellica statunitense.

    Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno di scenari di guerra.

    [Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford]

    ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA

    Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft.

    Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato di dominio sionista.

    A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF.

    In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab.

    MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE

    Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza.

    Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele, gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato coloniale sionista.

    VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

    Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro la fine del 2026.

    La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.

    10 min

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