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Ciao regaz,
Come ogni martedì torna Binario 11, il podcast di Bank Station che racconta la storia della finanza mentre la stiamo vivendo.
Se nella vostra routine non c’è più spazio per un’altra mezz'ora di podcast, o se semplicemente non avete voglia di farvi trapanare le orecchie dalla voce starnazzante di Luchino, qui come sempre trovate la notizia di oggi spiegata in breve.
Cosa sta succedendo
Il rendimento dei titoli di Stato americani a 10 anni ha superato il 5%: non succedeva da vent'anni.
Questo significa che gli investitori sono disposti a prestare denaro al governo americano solo in cambio di interessi alti, altrimenti non se ne parla. In breve, percepiscono i titoli di Stato americani come un investimento più rischioso del solito, e per questo chiedono interessi più alti come ricompensa per questo rischio.
Questo rialzo dei rendimenti non sta succedendo solo negli USA: in tutte le economie sviluppate gli investitori stanno facendo pagare caro i soldi che prestano ai governi. Per darvi un riferimento utile, il rendimento mediano dei titoli dei paesi ricchi è sopra il 4%, cinque volte la media degli anni tra il 2015 e il 2021.
Il 4% non è un livello altissimo; negli anni 2000 tassi del genere erano la norma per le economie sviluppate. La differenza con gli anni 2000 sta invece nella quantità di debito. Al tempo il debito era poco (circa il 70% del PIL delle economie sviluppate). Ora i tassi di interesse si stanno alzando mentre il debito è al livello più alto di sempre (circa il 110% del PIL).
La finanza che serve per capire la notizia
I governi per finanziarsi emettono obbligazioni (i titoli di Stato). Gli investitori, comprandole, fanno arrivare ai governi i soldi che gli servono per gestire la spesa pubblica. Tutti i soldi racimolati nel corso degli anni in questo modo sono proprio il debito pubblico.
I governi prendono soldi anche dalle tasse che impongono a imprese e cittadini, ma quando questi soldi non bastano, perché la spesa pubblica è più alta delle entrate fiscali, lo Stato è in deficit, e deve quindi prendere soldi in prestito attraverso la vendita dei titoli di Stato per coprire la differenza.
I tassi di interesse che lo Stato paga sui suoi debiti sono decisi dagli investitori sulla base della domanda e dell’offerta per i titoli di Stato. Meno domanda c’è per i titoli di Stato di un Paese, più alto sarà il tasso di interesse che lo Stato dovrà offrire agli investitori per convincerli a comprarli.
Il debito pubblico fatto di titoli di Stato funziona in maniera diversa dai mutui per comprare casa. Per tutta la durata del prestito gli investitori ricevono dallo Stato solo gli interessi. Poi, il giorno della scadenza, tutto il capitale preso in prestito viene rimborsato in un'unica soluzione.
Alla scadenza dei titoli di Stato che ha venduto, quindi, un governo deve restituire tutto il capitale in una volta sola. Siccome i soldi da parte non ce li ha, emette nuovi titoli di Stato, e con i soldi racimolati rimborsa i vecchi investitori. Il debito pubblico quindi non viene estinto alla scadenza dei titoli: viene continuamente rinnovato. Questa non è un’anomalia, è la prassi della finanza pubblica.
Come ci siamo arrivati
Negli anni 10 i tassi di interesse erano bassissimi e i governi ne hanno approfittato per finanziarsi attraverso la vendita di titoli di Stato con interessi bassi. Ora questi titoli di Stato stanno scadendo e i governi dovranno rifinanziarsi emettendo titoli con i tassi molto più alti che stiamo vedendo oggi.
Come anticipato all’inizio, i tassi di oggi non sono una cosa mai vista; verso la fine degli anni 2000 i governi pagavano più o meno gli stessi interessi di oggi. Tuttavia nel 2007 i governi dovevano vendere titoli di Stato che valevano circa l’11% del PIL. Quest’anno dovranno venderne più del doppio per finanziare i deficit e per rimpiazzare i debiti contratti quando i tassi erano bassi.
Perché ve ne deve fregare qualcosa
Gli interessi che oggi l’Italia paga sul debito sono una grossa parte della spesa pubblica, e sono destinati ad aumentare man mano che il vecchio debito viene sostituito da nuovo debito con tassi più alti
Per 15 anni i titoli di Stato rendevano pochissimo, ma ora con i tassi più alti sono un’alternativa da riprendere in considerazione. Un BTP che rende oltre il 4% non è malaccio. Occhio però: quel rendimento più alto è anche il prezzo di un rischio più alto
Quando salgono i tassi che pagano gli Stati, tutti gli altri strumenti finanziari come le azioni, e anche beni come le case, tendono a valere di meno. Non perché siano peggiorati in quanto investimenti, ma perché si riduce la domanda per investimenti rischiosi, visto che ora si possono ottenere rendimenti alti rischiando meno, comprando titoli di Stato
Questo era il succo. Se però volete approfondire, ascoltate l’ultimo episodio di Binario 11, che trovate in questa email, su Substack e su tutte le altre piattaforme di streaming audio e video.
Buon ascolto,
Luchino e Frensis
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Abbiamo tutti sentito parlare – fin troppo? – delle imminenti – ma forse neanche troppo – quotazioni in borsa di OpenAI e Anthropic, a valutazioni che fanno perdere di senso ai numeri. Tanto varrebbe ormai quotarle in “fantastiliardi”.
Quello di cui si parla molto meno è l’imminente sbarco di queste stesse aziende sul mercato obbligazionario – un mercato che (di solito) è molto meno abituato a farsi abbindolare da promesse di uno sbarco su Marte o di un’AGI onnisciente.
Ma questi furbacchioni ce la stanno mettendo tutta per trasformare anche un storicamente austero nell’ennesima baracconata.
Ascolta la puntata per scoprire come OpenAI e Anthropic stanno facendo senza vergogna una cosa che qualunque studente di scuola media considera deprecabile: fare gli occhi dolci alle maestre per farsi alzare il voto!
Fonti:
Anthropic and OpenAI bankers push for top-tier credit ratings post-IPO
SpaceX bonds sell off days after AI and rocket group's $25bn debt deal
PS: nell’episodio abbiamo parlato di una quotazione in borsa di Anthropic prevista per ottobre 2026. Da quando abbiamo registrato l’episodio, la data prevista è slittata a novembre.
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Come leggere le notizie economico finanziarie con facilità? Conoscendo i vari personaggi che operano nel mondo della finanza. Oggi Luchino e Frensis, solo per voi, parleranno di tutto quello che dovete sapere sulla Banca Centrale Giapponese.
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Nel mercato dei titoli di stato americani, solitamente considerato il più tranquillo del mondo, sta succedendo di tutto. Con il debito pubblico USA che ha superato i 40 mila miliardi di dollari, il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Governatore della Fed Kevin Warsh si trovano su due fronti opposti.
Bessent cerca in tutti i modi di abbassare i rendimenti, con delle mossette di dubbio gusto e scarsa efficacia.
Dall'altra parte, Warsh vuole che il mercato abbracci l’incertezza, senza reagire solo alle previsioni della Fed. Ma più incertezza, vuol dire rendimenti più alti, proprio quello che Scott Bessent non vuole.
Fonti:
Scott Bessent’s bond intervention puts US Treasury on collision course with Fed
Kevin Warsh's first Jackson Hole speech as Fed chairman [FULL]
Bossing the bond market around never works
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Il mercato azionario italiano cresce del 18% mentre il PIL è fermo allo 0,5%. Come è possibile? Solo Frensis e Luchino possono venirne a capo.
Fonti:
https://www.economist.com/finance-and-economics/2026/07/07/europes-economy-is-a-mess-its-stock-markets-are-a-steal
Jay R. Ritter, "Economic Growth and Equity Returns," Pacific-Basin Finance Journal 13, no. 5 (November 2005)
Bernstein, William J., and Robert D. Arnott. "Earnings Growth: The Two Percent Dilution." Financial Analysts Journal, vol. 59, no. 5 (September/October 2003)
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Dalle ceneri (letterali) dell’Europa bruciata da un’ondata di calore, sta per nascere una nuova categoria di investimenti sostenibili, più matura e seriosa?
Questa è la teoria con cui Luca soffierà il premio nobel per l’economia a Francesco.
Fonti:
The economics of Europe’s drought
Alarm bells are ringing for investors on climate
Climate resilience technology: An inflection point for new investment
Ecco la prova del negazionismo climatico di Francesco:
https://open.spotify.com/episode/6aio9eYDFwPXxUdps2b4tO?si=vx41at4eRVaeReHSxjLlSg
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Il mercato azionario americano è cambiato. Le azioni value hanno surclassato le azioni growth dopo un decennio di umiliazioni, riuscendo a batterle al loro stesso gioco. Frensis e Luchino analizzano le cause dietro a questo cambio di paradigma; scopriranno che questa potrebbe essere la nuova norma. Investitrici e investitori, brace yourselves!
Fonti:
London Stock Exchange Russell data
https://am.jpmorgan.com/us/en/asset-management/adv/insights/market-insights/market-updates/on-the-minds-of-investors/how-does-the-russell-rebalance-impact-portfolios/
https://www.wsj.com/finance/stocks/value-outperforms-growth-this-year-powered-byai-stocks-04fe1f07?mod=finance_lead_pos4
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Nelle economie sviluppate stanno tornando le preoccupazioni sull’inflazione, soprattutto dopo il peggioramento della situazione geopolitica in medio oriente attorno al 20 di luglio.
Di conseguenza, sta ricominciando a serpeggiare nelle boardroom delle banche centrali l’idea di alzare i tassi di interesse. In questo episodio, ci prepariamo psicologicamente ad una nuova possibile fase di tassi alti.
Fonti:
European Central Bank holds interest rates at 2.25% after debating rise
Inflation and interest rates tracker: see how your country compares
UK inflation falls more than expected to 2.6% in June
US inflation fell more than expected to 3.5% in June as petrol prices tumbled
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La earnings season è qui. In questo episodio di Binario 11 Frensis e Luchino analizzano i bilanci delle grandi banche d’affari americane pubblicati a metà luglio. Durante l’episodio imparerete che il bilancio di una investment bank, se letto in profondità, può rivelare informazioni importanti sullo stato dell’economia di un Paese.
Fonti:
https://www.ft.com/content/6d9ea937-a83a-430f-8f5b-68fb27e15058?syn-25a6b1a6=1
JP Morgan Q2 earnings results
Wells Fargo Q2 earnings results
Goldman Sachs Q2 earnings results
Citigroup Q2 earnings results
Bank of America Q2 earnings results
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In Italia stanno chiudendo sempre più sportelli bancari (-40% dal 2008 al 2022). Nel 2025 si contavano 3.457 comuni (44% del totale) senza uno sportello bancario.
In questa puntata ci chiediamo se questa desertificazione bancaria è davvero un problema, oppure se:
È solo un problema per i posti di lavoro dei bancari;
È solo un sintomo dello spopolamento delle aree interne in Italia
Fonti:
Banca d'Italia — Temi di discussione n. 1254 (2019), Gli effetti delle chiusure degli sportelli bancari sulle relazioni di credito
Banca d'Italia — Nota di Stabilità Finanziaria e Vigilanza n. 47 (nov. 2025)
ABI (Patuelli): "La desertificazione bancaria è un luogo comune"
Banca d'Italia — Questioni di Economia e Finanza n. 992 (dic. 2025), Dieci anni dopo: la Strategia nazionale per le aree interne è stata efficace?
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