Analisi del capitolo quarto "I cento campioni" del libro di Lino Patruno intitolato "Imparate dal Sud. Lezioni di Sviluppo all'Italia", Magenes, Milano, 2022, Mare Valley.
Link: https://www.magenes.it/product-page/imparate-dal-sud-lezione-di-sviluppo-all-italia
Il settore armatoriale nel sud Italia è molto evoluto. La Campania ospita delle enormi aziende armatoriali con fatturati importanti rispetto alla media meridionale ed italiana. Vi sono tuttavia anche in questo caso delle economie di scala e di scopo che potrebbero essere meglio sviluppate. Il riferimento è al mancato investimento nelle strutture retroportuali del trasporto intermodale. Connettere i porti alle ferrovie, alle autostrade per facilitare il traffico container. Sono investimenti che richiedono una rilevante partecipazione dello Stato. Certo l’Italia è al centro del mediterraneo ed è l’hub naturale dell’Europa per le merci che arrivano dal canale di Suez. L’economia trasportistica italiana potrebbe sviluppare delle rilevanti connessioni con il Pireo, le aree del Nord Africa, ed i cosiddetti Next-Eleven, tra i quali vi è l’Egitto. Certo c’è il rischio di entrare in competizione con i Paesi Bassi. I Paesi Bassi hanno investito tantissimo nell’hosting del traffico merci per il Nord Europa. Contando anche su paesi a reddito pro-capite che hanno consentito al PIL olandese di crescere significativamente. Nel 1992 il Pil Pro-Capite olandese era quasi simili al pil pro-capite italiano, calcolato a prezzi correnti. Allo stato attuale il Pil pro-capite olandese è del 60% più alto del pil pro-capite italiano, a prezzi correnti. Una parte rilevante di tale crescita è da connettere al trasporto merci. L’investimento nelle ZES ha migliorato solo marginalmente la condizione dello sviluppo dell’economia portuale e retro-portuale. Infatti non sono stati effettuati investimenti nel trasporto intermodale e ci si è limitati ad estendere alle aziende insediate nelle ZES dei vantaggi fiscali previsti da norme pre-esistenti. Servono invece degli investimenti che possano portare l’Italia ad essere un hub dell’Europa. Magari non efficiente come i Paesi Bassi. Però utile allo sviluppo dell’economia dell’Europa meridionale.
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