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Ha appena firmato la sua prima doppietta in Serie A all’Unipol Domus contro il Genoa, ma per arrivare fin qui Gennaro Borrelli ha dovuto attraversare più di una tempesta. L’attaccante del Cagliari, oggi trascinatore dei rossoblù, si è raccontato in un’intervista a “Cronache di Spogliatoio”, ripercorrendo i momenti chiave di un percorso costruito tra cadute, ripartenze e fiducia riconquistata.
Dopo l’esperienza a Brescia, culminata con il fallimento del club e la fine del contratto, il futuro sembrava nebuloso. “Mi sono ritrovato senza squadra, senza certezze”, ha ricordato Borrelli. In quel momento è arrivata la telefonata che ha cambiato tutto: il direttore sportivo Guido Angelozzi gli propone Cagliari, chiedendogli se se la sentisse di rimettersi in gioco. “Non c’ho pensato un attimo” ha rivelato l’attaccante.
A Cagliari, racconta, ha trovato un ambiente che gli ha restituito autostima: dal presidente al tecnico, tutti gli hanno fatto sentire di essere una pedina su cui puntare davvero. “Ho percepito una fiducia totale nel mio lavoro”. È anche per questo che, oggi, quando veste la maglia rossoblù, ripete spesso di voler dare il 100%: “Come faccio a non dare tutto per questo club?”.
Borrelli non dimentica la strada fatta per arrivare in Serie A. Ha conosciuto la fatica dei campionati di Serie C e Serie B, anni in cui il grande palcoscenico sembrava lontanissimo. Eppure, sottolinea, quei periodi hanno rappresentato la base del suo carattere e della sua mentalità. “Il sacrificio, alla lunga, ripaga”, ribadisce, parlando idealmente a tanti giovani che oggi si chiedono se la loro occasione arriverà mai. In cinque anni è passato dai campi di provincia al massimo campionato, ma senza mai smettere di lavorare al massimo, con cuore e positività.
Durante il percorso non sono mancati ostacoli, delusioni e momenti di incertezza, che lui paragona a una tempesta da attraversare. Il punto di svolta emotivo, però, ha un momento preciso: “E quando mister Pisacane mi ha detto che avrei giocato dall’inizio alla prima giornata di Serie A, gli ho risposto: Mister, lo aspettavo da tutta la vita”.
Il legame con Pisacane è uno dei capitoli più sentiti del suo racconto. Con l’allenatore rossoblù il rapporto va oltre il semplice ruolo tecnico. “Mi parla molto, mi dà consigli, si interessa a me come persona prima che come calciatore”. Il lato umano, per l’attaccante, è centrale, perché sentirsi considerato anche fuori dal campo gli permette di esprimersi meglio dentro l’area di rigore.
Il sogno azzurro, inevitabilmente, esiste. La Nazionale resta l’obiettivo più alto per qualsiasi calciatore, e Borrelli non finge distacco: “È il sogno di tutti, non lo nego. Ma oggi penso al Cagliari”. Sul piano personale, si dà un traguardo concreto: “Raggiungere la doppia cifra di gol in campionato sarebbe già – dice – uno splendido regalo”.
The post Borrelli: “Il Cagliari mi ha dato una grande possibilità” appeared first on Calcio Casteddu.
By Ha appena firmato la sua prima doppietta in Serie A all’Unipol Domus contro il Genoa, ma per arrivare fin qui Gennaro Borrelli ha dovuto attraversare più di una tempesta. L’attaccante del Cagliari, oggi trascinatore dei rossoblù, si è raccontato in un’intervista a “Cronache di Spogliatoio”, ripercorrendo i momenti chiave di un percorso costruito tra cadute, ripartenze e fiducia riconquistata.
Dopo l’esperienza a Brescia, culminata con il fallimento del club e la fine del contratto, il futuro sembrava nebuloso. “Mi sono ritrovato senza squadra, senza certezze”, ha ricordato Borrelli. In quel momento è arrivata la telefonata che ha cambiato tutto: il direttore sportivo Guido Angelozzi gli propone Cagliari, chiedendogli se se la sentisse di rimettersi in gioco. “Non c’ho pensato un attimo” ha rivelato l’attaccante.
A Cagliari, racconta, ha trovato un ambiente che gli ha restituito autostima: dal presidente al tecnico, tutti gli hanno fatto sentire di essere una pedina su cui puntare davvero. “Ho percepito una fiducia totale nel mio lavoro”. È anche per questo che, oggi, quando veste la maglia rossoblù, ripete spesso di voler dare il 100%: “Come faccio a non dare tutto per questo club?”.
Borrelli non dimentica la strada fatta per arrivare in Serie A. Ha conosciuto la fatica dei campionati di Serie C e Serie B, anni in cui il grande palcoscenico sembrava lontanissimo. Eppure, sottolinea, quei periodi hanno rappresentato la base del suo carattere e della sua mentalità. “Il sacrificio, alla lunga, ripaga”, ribadisce, parlando idealmente a tanti giovani che oggi si chiedono se la loro occasione arriverà mai. In cinque anni è passato dai campi di provincia al massimo campionato, ma senza mai smettere di lavorare al massimo, con cuore e positività.
Durante il percorso non sono mancati ostacoli, delusioni e momenti di incertezza, che lui paragona a una tempesta da attraversare. Il punto di svolta emotivo, però, ha un momento preciso: “E quando mister Pisacane mi ha detto che avrei giocato dall’inizio alla prima giornata di Serie A, gli ho risposto: Mister, lo aspettavo da tutta la vita”.
Il legame con Pisacane è uno dei capitoli più sentiti del suo racconto. Con l’allenatore rossoblù il rapporto va oltre il semplice ruolo tecnico. “Mi parla molto, mi dà consigli, si interessa a me come persona prima che come calciatore”. Il lato umano, per l’attaccante, è centrale, perché sentirsi considerato anche fuori dal campo gli permette di esprimersi meglio dentro l’area di rigore.
Il sogno azzurro, inevitabilmente, esiste. La Nazionale resta l’obiettivo più alto per qualsiasi calciatore, e Borrelli non finge distacco: “È il sogno di tutti, non lo nego. Ma oggi penso al Cagliari”. Sul piano personale, si dà un traguardo concreto: “Raggiungere la doppia cifra di gol in campionato sarebbe già – dice – uno splendido regalo”.
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