Che differenza c’è tra Gaia e Natura? E la Terra è sempre stata accogliente per la vita così come la conosciamo oggi?
Nella terza puntata di Buongiorno Gaia, Daniel Tarozzi e Giuseppe Barbiero attraversano alcuni dei passaggi più sorprendenti della storia del nostro pianeta. Una Terra che per lunghissimo tempo non è stata verde, ma viola, nera o turchese; il “miliardo di anni noioso”, in cui l’evoluzione procede lentissima; e poi la grande svolta dell’ossigeno, oggi indispensabile per noi ma inizialmente tossico per gran parte della vita.
Da quella crisi nasceranno nuove possibilità: la simbiosi, i mitocondri, le cellule complesse e infine gli organismi pluricellulari.
La puntata torna poi alla domanda iniziale attraverso una metafora: la Natura è il fotogramma, Gaia è il film. Un film di miliardi di anni, che continua anche oltre noi.
E c’è un’ultima immagine: la fotografia della Terra scattata dall’Apollo 8 come una sorta di primo selfie di Gaia. Se l’umanità fosse davvero una forma ancora primitiva del suo sistema nervoso, che responsabilità ne deriverebbe?
Buongiorno Gaia accompagna anche l’uscita de L’istinto della cura, il libro scritto da Giuseppe Barbiero con i contributi di Daniel Tarozzi.
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