Bushido Run - Lo Zen di un Ultra Runner e l'arte del running

Bushido Run - Lo Zen di un Ultra Runner e l'arte del running

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Bushido Run - Lo Zen di un Ultra Runner e l'arte del running episodes

  • S1E16 Corsa: oggi sono demotivato

    Capita a tutti. Capita spesso. Piove, magari fa freddo, si è lavorato tutta la giornata e il divano è li che ti chiama. Chiudi gli occhi. Immagina la sensazione che provi quando hai terminato una corsa o un allenamento. Quella freschezza, quell’orgoglio, quella realizzazione. Ora pensa a come ti senti quando decidi di non farlo.

    Il trucco non è aspettare che arrivi la motivazione, ma creare un’abitudine. E le abitudini sono come muscoli; più le usi, più diventano forti.

    Quindi, se oggi ti senti senza energia o motivazione, ti sfido a fare solo una piccola cosa. Indossa le tue scarpe da corsa. Non devi nemmeno uscire, solo mettile. Sentirai come ti cambia la prospettiva.

    E se ti senti ancora demotivato, pensa che uscirai per solo 5 minuti. Cosa vuoi che siano 5 minuti. Quanto tempo hai perso sui social o al telefonino? Prometti a te stesso che, se dopo 5 minuti non vuoi più correre, puoi tornare a casa. Ma la maggior parte delle volte, una volta fuori e in movimento, vorrai continuare.

    Ricorda, non si tratta di correre per ore o di fare chilometri. Si tratta di coerenza. Si tratta di prendersi cura di te stesso. Si tratta di imparare che la motivazione viene spesso DOPO aver iniziato, non prima.

    Quindi, respira profondamente, indossa quelle scarpe, e ricorda perché hai iniziato questo percorso. La strada ti aspetta, e io sono qui per supportarti in ogni passo. Un buon aiuto per mantenersi costanti può essere utilizzare applicazioni come Strava (o similari). Pubblica le tue uscite senza la paura che siano corte o che il tuo passo al Km sia ridicolo. Abbiamo tutti iniziato con pochi minuti a settimana, si fa così.

    Ogni corridore, anche il più esperto, si scontra con la procrastinazione di tanto in tanto. Ma la differenza tra quelli che raggiungono i loro obiettivi e quelli che non lo fanno è spesso la capacità di superare questi momenti di demotivazione. Ricorda sempre che correre non è solo un'attività fisica, ma anche un'opportunità per nutrire la tua mente, il tuo spirito e la tua determinazione. Ricorda che non è il numero di Km a settimana cheuno può percorrere o il suo passo al Km a fare diventare una persona un atleta, è la costanza, l'impegno, la dedizione, il raggiungere un obbiettivo e poi darsene uno nuovo.

    • Fissa un obiettivo realistico. Non cercare di fare troppo in una volta. Inizia con un obiettivo piccolo e fattibile, come correre 30 minuti tre volte a settimana. Una volta che hai raggiunto questo obiettivo, puoi aumentarlo gradualmente.
    • Trova un partner di allenamento. Io personalmente preferisco stare con i miei pensieri quando corro e, magari, mi trovo in motagna ma avere qualcuno con cui allenarsi può aiutarti a rimanere motivato.
    • Crea una routine. Trova un momento della giornata in cui puoi allenarti e rispettalo.
    • Ricompensati per i tuoi progressi. Quando raggiungi un obiettivo, concediti una piccola ricompensa.
    • Utilizza gli allenamenti per scoprire angoli nuovi del tuo paese. Vedrai che mano a mano che le uscite si allungano sarà divertente andare in quella stradina che non fai mai o sul sentiero che in tanti ti hanno consigliato e rimanere meravigliati dalla scoperta.

    Ecco alcuni motivi per cui dovresti correre anche quando non hai voglia:

    • Correre rilascia endorfine, che hanno effetti positivi sull'umore.
    • Correre può aiutarti a ridurre lo stress e l'ansia.
    • Correre può migliorare la tua salute cardiovascolare.
    • Correre può aiutarti a perdere peso o a mantenere il peso forma.
    • Correre può aiutarti a dormire meglio.

    Quindi, la prossima volta che ti senti demotivato, ricorda tutti questi benefici e dai a te stesso una possibilità. Non te ne pentirai.

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    #Bushido #Run #Podcast

    6 min
  • S1E15 La 50ª Edizione della 100 km del Passatore: Un Viaggio Personale tra Chianti e Romagna

    Mentre ci avviciniamo alla storica 50ª edizione della 100 km del Passatore prevista per il 24-25 maggio 2025, vorrei condividere con te alcune riflessioni su questa iconica competizione che unisce la Toscana alla Romagna. Un percorso che ho vissuto sulla mia pelle, con le sue salite impegnative, i panorami mozzafiato e quelle inevitabili crisi che ogni ultra runner conosce bene.

    La 100 km del Passatore è un pezzo di storia dell'ultramaratona italiana. Nata nel 1973 dall'intuizione di Alteo Dolcini e Francesco Calderoni, questa competizione è diventata un simbolo dell'unione tra territori: da un lato la terra del Chianti, dall'altro quella del Sangiovese.

    Ricordo ancora quando mi spiegarono questa connessione culturale ed enologica che va ben oltre lo sport. Dolcini, cofondatore dell'Ente Vini di Romagna, aveva immaginato un percorso che collegasse due terre unite dalla passione per il vino ma separate dagli Appennini. Un'idea romantica che ha dato vita a una delle ultramaratone più affascinanti d'Italia.

    Ogni anno, l'ultimo sabato di maggio, centinaia di runner partono da Firenze per arrivare a Faenza, ripercorrendo idealmente i passi del leggendario Passatore, figura del folclore romagnolo che ha dato il nome alla competizione.

    Nel 2022 ho vissuto personalmente l'esperienza di collegare queste due terre, ma a modo mio. La mia preparazione per il Passatore è stata un crescendo di sfide: a marzo il Chianti Ultra Trail da 70 km, ad aprile la Tuscany Crossing 100 Miglia come "lungo" - sì, come "lungo" per il Passatore, puoi ben immaginare l'ironia di definire una 100 miglia come allenamento!

    Quando poi è arrivato maggio e con esso il Passatore, le cose non sono andate come speravo. I problemi gastrici sono comparsi già al trentesimo chilometro, trasformando quella che doveva essere una celebrazione del mio percorso di preparazione in una lunga battaglia contro me stesso.

    Il percorso del Passatore non perdona: dalla partenza in Piazza della Signoria a Firenze si snoda attraverso salite impegnative, con il punto più alto al passo della Colla di Casaglia a 913 metri. Proprio qui, quando il fisico è già provato da quasi 50 km di corsa, l'Appennino mette alla prova anche i runner più preparati.

    Nel corso degli anni, il percorso ha subito alcune modifiche, principalmente per ragioni legate al traffico automobilistico. Oggi l'itinerario esce da Firenze in direzione Fiesole, attraversa questa bellissima cittadina etrusca e prosegue sulla via dei Bosconi, ricongiungendosi con la storica SR 302 vicino al passo della Vetta le Croci.

    Ciò che rimane immutato è lo spirito della corsa, con i suoi tre traguardi intermedi che scandiscono l'avanzamento verso Faenza: Borgo San Lorenzo a 31,5 km, Colla di Casaglia a 48 km e Marradi a 65 km. Ogni checkpoint rappresenta una piccola vittoria, un momento per fare il punto della situazione prima di affrontare il segmento successivo.

    Correre il Passatore significa confrontarsi con la storia di campioni come Giorgio Calcaterra, leggendario con i suoi 12 successi, o Nikolina Sustic con 5 vittorie nel campo femminile. Ma significa anche entrare a far parte di una comunità che celebra la perseveranza: penso al premio speciale "Io c'ero" per chi ha completato la gara 5, 10, 15, 25, 30, 35, 40 o addirittura 45 volte.

    Mentre mi preparo mentalmente per questa edizione, rifletto sulle storie di Walter Fagnani e Marco Gelli, che hanno portato a termine ben 45 edizioni, mancando solo la prima del 1973. O di Natalina Masiero che nel 2017 ha concluso la sua 35ª Firenze-Faenza.

    La loro costanza mi ricorda che il Passatore non è solo una gara di un giorno, ma un appuntamento con se stessi che può durare una vita. La ceramica creata da Vittoria Monti, tradizionale premio faentino per i finisher più fedeli, simboleggia perfettamente questo legame tra la competizione e il territorio che la ospita. Non se se ne avrò mai una ma chi può dirlo.

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    5 min
  • S1E14 Oltre l'Idratazione di Base: Calcolare il Tuo Fabbisogno Reale

    L'idratazione è un pilastro fondamentale per qualsiasi corridore, ma spesso si riduce a un concetto semplicistico: "bere quando si ha sete". La realtà è molto più complessa e una corretta gestione dei liquidi può fare la differenza tra una performance ottimale e un calo di energia, crampi o addirittura problemi di salute. In questo articolo, andremo oltre le nozioni di base e ti guideremo attraverso un processo scientifico per determinare il tuo fabbisogno di liquidi specifico, tenendo conto di fattori che vanno ben oltre la semplice sete.

    La metodologia tradizionale per stimare la perdita di liquidi durante una corsa si basa sulla differenza di peso pre e post-allenamento. Tuttavia, questo approccio è incompleto. La perdita di peso non è dovuta esclusivamente all'acqua persa con il sudore. Una parte significativa è costituita da carboidrati e grassi, combustibili essenziali per la corsa.

    Durante una corsa, il tuo corpo brucia calorie, e una parte di queste calorie proviene dai carboidrati e un'altra parte dai grassi. La proporzione varia a seconda dell'intensità della corsa e del tuo metabolismo personale. Ad esempio, una corsa a ritmo blando utilizzerà prevalentemente grassi, mentre una corsa ad alta intensità farà affidamento sui carboidrati.

    Un aspetto cruciale è il legame tra carboidrati e acqua. Quando il corpo immagazzina carboidrati sotto forma di glicogeno, lo fa anche legando acqua. Questo significa che ogni grammo di carboidrati bruciato durante la corsa libera una certa quantità di acqua, contribuendo a mantenere l'idratazione. Ignorare questo fattore può portare a sottostimare il tuo reale fabbisogno di liquidi.

    Per determinare con precisione il tuo fabbisogno di liquidi, è necessario calcolare il tuo tasso di sudorazione. Questo processo richiede un po' di impegno, ma i risultati ti forniranno informazioni preziose per ottimizzare la tua idratazione in ogni condizione.

    1. Pesati a digiuno: Prima di ogni corsa, pesati a digiuno, preferibilmente senza indumenti e dopo essere andato in bagno. Annota il peso.
    2. Corri come al solito: Effettua la tua corsa abituale, prestando attenzione alla durata, all'intensità, alla temperatura ambiente e all'umidità.
    3. Monitora l'idratazione: Durante la corsa, registra qualsiasi assunzione di liquidi.
    4. Pesati di nuovo: Subito dopo la corsa, pesati di nuovo.
    5. Calcola la perdita di peso: Sottrai il peso post-corsa dal peso pre-corsa.
    6. Stima la perdita di liquidi: Moltiplica la perdita di peso per 1,1 (per convertire da chilogrammi a litri, considerando che 1 kg di acqua corrisponde a 1 litro).
    7. Considera l'assunzione di liquidi: Sottrai la quantità di liquidi assunti durante la corsa dalla perdita di liquidi calcolata.

    Questo ti darà una stima del tuo fabbisogno di liquidi per quella specifica corsa. Ripeti il processo in diverse condizioni ambientali e a diverse intensità per avere un quadro più completo.

    L'idratazione non riguarda solo l'acqua. Gli elettroliti, in particolare il sodio, sono fondamentali per mantenere l'equilibrio dei fluidi corporei e la corretta funzionalità muscolare. Molte bevande elettrolitiche commerciali sono formulate per il consumatore medio, che non ha bisogno della stessa quantità di sodio di un corridore di resistenza.

    Il tasso di sudorazione del sodio è direttamente proporzionale al tasso di sudorazione complessivo. Più sudi, più sodio perdi. Questo significa che i corridori che corrono a ritmo sostenuto o in condizioni di caldo e umidità hanno bisogno di un apporto di sodio significativamente maggiore rispetto a quelli che corrono a ritmo blando o in condizioni fresche... continua su unodi300.it

    Disclaimer: Questo articolo fornisce informazioni generali sull'idratazione e non sostituisce il parere di un professionista sanitario qualificato. Consulta sempre un medico per consigli personalizzati sull'idratazione e l'integrazione di elettroliti.

    #unoDi300 #Bushido #Run #Podcast

    5 min
  • S1E13 La Disciplina Non è una Punizione: Come la Costanza Trasforma il Tuo Running

    Nel mondo del running, spesso si tende a cercare la perfezione in ogni singolo allenamento. Si corre più veloce, si corrono più km, si cerca di mantenere una forma fisica impeccabile. Tuttavia, è il nostro approccio alla disciplina e alla costanza che determinerà davvero i nostri progressi e la nostra crescita come runner. In questo articolo, esploreremo come la regolarità e l'impegno quotidiano siano elementi chiave per migliorare le proprie prestazioni, e perché la disciplina non è una punizione ma un atto di cura verso se stessi.

    Non esiste un "metodo perfetto" per correre: ogni corpo è diverso e reagisce in modo unico agli allenamenti. Certo, una preparazione adeguata è fondamentale, ma la chiave del miglioramento sta nella costanza dei tuoi sforzi quotidiani. Una corsa non perfetta può essere più utile di un giorno di riposo forzato. Impara a goderti il viaggio piuttosto che concentrarti solo sul risultato finale.

    Allenarsi con regolarità non significa sottoporsi a punizioni corporali. È un modo per prendersi cura della propria salute fisica e mentale. La disciplina è la strada che ti porta verso una versione migliore di te stesso. Con il tempo, comprenderai che le sessioni di corsa non sono solo una sfida, ma un momento di benessere personale e crescita.

    La motivazione è un'emozione volatile; a volte sarà forte e altre quasi inesistente. Per questo, è essenziale costruire abitudini solide che non si basano esclusivamente sulla voglia del momento. Creare una routine ti aiuterà a correre anche quando la motivazione sembra mancare. La disciplina è come un muscolo: più lo alleni, più sarà forte e resistente.

    La corsa è un viaggio che si svolge passo dopo passo. Celebra ogni piccolo traguardo raggiunto, anche se non corrisponde ai tuoi standard o aspettative. Ogni sessione di allenamento è un'opportunità per migliorare la tua resilienza e la tua capacità di superare le difficoltà. Non sprecare energie cercando di essere perfetti: concentrati sul processo e goditi il viaggio.

    La disciplina non significa essere schiavi della tua routine. Se ti capita di dover saltare un allenamento, non sentirti in colpa o frustrato. La continuità nel lungo periodo è più importante della perfezione. Ricorda che il running è una scelta consapevole di prendersi cura di se stessi e basta un giorno in più di riposo per rigenerarsi meglio.

    La disciplina è il risultato di una scelta consapevole di voler crescere e migliorare come runner. Non è una punizione, ma un modo per prendersi cura della tua salute fisica e mentale. Allenarsi con costanza, nonostante le difficoltà, ti renderà più forte e resiliente. Ricorda che i progressi arrivano nel tempo, e la gioia del running sta nel vedere come si è migliorati col passare degli allenamenti.

    Il running non è solo una pratica sportiva; è uno stile di vita che richiede impegno, costanza e amore per se stessi. La disciplina non è una punizione ma un atto di cura verso la tua salute e il tuo benessere. Impara a goderti il viaggio, costruisci abitudini solide e non aver paura di saltare un allenamento se necessario. Ricorda: il vero successo nel running è trovare il piacere e la gioia nell'essere in movimento, indipendentemente dalla velocità o dal percorso. Corri per te stesso, rispettando i tuoi limiti e celebrando le tue vittorie personali

    #UnoDi300 #Bushido #Run #Podcast

    4 min
  • S1E12 Ferriere Trail Festival 2025: Un’Avventura Imperdibile per Ogni Trail Runner

    Ciao runner, oggi voglio parlarti di un evento che rappresenta una sfida straordinaria per chi ama la corsa in natura: il Ferriere Trail Festival. Dopo la delusione per l’annullamento dell’edizione 2024 a causa della neve, gli organizzatori si sono rimessi subito al lavoro per riportare la gara alla sua collocazione primaverile, fissando la prossima edizione per il 9 e 10 maggio 2025.

    Il Ferriere Trail Festival offre tutto questo, con quattro percorsi che attraversano la Val Nure, nell’Appennino Emiliano, fino a sconfinare in Liguria. Vediamo nel dettaglio cosa ti aspetta.

    La gara più impegnativa dell’evento è il Three Valley Grand Tour (TVGT): 102 km con 6.000 metri di dislivello positivo e negativo. Un percorso pensato per i veri ultrarunner, con passaggi attraverso le cime più alte della zona, ben sette monti sopra i 1300 metri. Questa gara non è solo un test di resistenza fisica, ma anche un viaggio attraverso alcuni degli angoli più selvaggi e suggestivi dell’Appennino.

    Correre il TVGT significa sfidare sé stessi su sentieri tecnici, affrontare discese impegnative e salite che mettono alla prova gambe e testa. Ma alla fine, tagliare il traguardo significherà conquistare 5 punti ITRA, oltre a un’esperienza indimenticabile.

    Se l’ultratrail non fa per te, ma cerchi comunque una gara impegnativa, il Ferriere Classic Ring (FCR) potrebbe essere la scelta perfetta. Questo percorso di 57 km e 3.100 metri di dislivello è stato il primo tracciato del Ferriere Trail Festival ed è tuttora una delle sue gare più rappresentative. Il tracciato si sviluppa quasi interamente nel comune di Ferriere, con solo un breve sconfinamento in Liguria. Anche qui troverai salite impegnative, discese tecniche e panorami mozzafiato, il tutto coronato dall’assegnazione di 3 punti ITRA.

    Non tutti vogliono affrontare una ultra, ed è per questo che il Ferriere Trail Festival offre anche due distanze più brevi, ma non per questo meno affascinanti:

    • Carevolo Trail Race (CRT): 31 km con 1.600 metri di dislivello positivo, gara ideale per chi vuole spingersi oltre la mezza distanza e testarsi su terreni più tecnici. Chi la completa ottiene 2 punti ITRA.
    • Panoramic Trail Race (PTR): 20 km e 900 metri di dislivello, perfetta per chi si avvicina al trail running o vuole godersi una giornata immerso nella natura senza affrontare distanze proibitive.

    Entrambe le gare regalano la possibilità di vivere il fascino dell’Appennino, con sentieri panoramici e un’atmosfera unica di condivisione tra i partecipanti.

    Il TVGT partirà il 9 maggio alle ore 23.00, regalando un’esperienza unica di corsa in notturna. Le altre gare si svolgeranno il giorno successivo, il 10 maggio, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di trovare la sfida più adatta alle proprie capacità.

    Se sei alla ricerca di un nuovo obiettivo per il 2025, il Ferriere Trail Festival è un’occasione imperdibile per testarti su distanze e dislivelli importanti, in un contesto naturale spettacolare e con un’organizzazione solida alle spalle. Che tu sia un ultrarunner esperto o un amante dei trail più brevi, questa gara ha qualcosa da offrirti.

    E tu? Hai mai corso uno di questi percorsi? Quale distanza ti ispira di più? Raccontami la tua esperienza nei commenti!

    #Bushido #Run #Podcast #UnoDi300

    5 min
  • S1E11 Runcard 2025: nuove regole

    Ciao runner,

    oggi voglio parlarti di una scelta pratica che ho fatto per vari anni e che consiglio spesso a chi, come me, partecipa a gare su strada, trail, cross o anche solo a qualche evento “di passaggio” senza essere tesserato per una società FIDAL. Sto parlando della Runcard, uno strumento semplice ma decisivo per chi vuole correre in modo regolare, legale e con una copertura assicurativa.

    Nel 2025 qualcosa è cambiato, e vale la pena fare il punto. Non si tratta solo di aggiornamenti burocratici: la Runcard si sta rivelando sempre di più uno strumento flessibile e adattabile, soprattutto per chi non fa parte di una società sportiva o sceglie di correre “in autonomia”.

    La regola principale resta: se hai compiuto almeno 20 anni (millesimo d’età) e vuoi partecipare a gare agonistiche “non stadia” (su strada, trail, montagna o cross) sotto l’egida FIDAL, devi avere una Runcard attiva e un certificato medico agonistico specifico per l’atletica leggera, in corso di validità.

    Attenzione: non basta il certificato per ciclismo o generico. E per gli stranieri non residenti valgono le stesse visite previste dalla normativa italiana. Il certificato va caricato digitalmente nella piattaforma Runcard oppure consegnato agli organizzatori (anche tramite le società sportive che fungono da sportelli Runcard o i comitati regionali FIDAL).

    Per tutto il 2025 è stata introdotta una quota promozionale unica:

    • Runcard annuale (italiani e stranieri residenti): 30 euro
    • Runcard annuale (stranieri non residenti): 15 euro

    Questa quota copre:

    • 365 giorni di validità dalla data di emissione
    • Assicurazione infortuni “base”
    • Accesso al portale ufficiale Runcard
    • Inserimento in classifica generale e di categoria nelle gare (ma non dà diritto a premi in denaro: solo in natura)

    Dal 2026, torneranno in vigore le fasce differenziate:

    • Primo rinnovo: 40 euro
    • Dal secondo rinnovo: 50 euro
    • Ex tesserati FIDAL non più iscritti in società: 50 euro

    Negli anni ho sempre usato la Runcard standard, ma il 2025 conferma l’esistenza di più opzioni a seconda del profilo dell’atleta:

    • Runcard EPS: per chi è già tesserato con un Ente di Promozione Sportiva (sezione atletica). Costa 20 euro ed è valida 12 mesi.
    • Runcard EPS quadrimestrale: costa 10 euro, dura 4 mesi ed è non rinnovabile. Vale solo una volta.
    • Runcard Fitwalking: dedicata a chi fa camminate non agonistiche. Costa 15 euro e richiede solo un certificato medico non agonistico.

    Quindi, se partecipi a eventi FIDAL, trail competitivi o gare su strada, la card giusta per te è una tra la Runcard standard o EPS (in base al tuo tesseramento). Se invece segui solo camminate o eventi non competitivi, la Fitwalking è sufficiente.

    La Runcard non ti lega a una società (cosa che consiglio a chi vive lo spirito di gruppo del podista in modo sacro), ma ti dà accesso a centinaia di gare agonistiche. Ti permette di essere inserito nelle classifiche, di avere copertura assicurativa e di gestire tutto digitalmente, compreso il caricamento del certificato.

    Per molti runner — me incluso — è la soluzione ideale per correre “da indipendenti”, senza perdere il contatto con il mondo delle competizioni. Se la tua è una passione stabile ma flessibile, se non vuoi impegnarti con una società ma nemmeno rinunciare alla regolarità delle gare, la Runcard è uno strumento che funziona.

    Nel mondo del running ci sono tanti modi per stare dentro la corsa. C’è chi sogna i podi e chi vuole solo arrivare in fondo, chi ama correre con la squadra e chi da solo. Ma se ti piace l’idea di far parte di un movimento più ampio, con regole chiare e tutele, la Runcard ti offre una porta aperta.

    Ci si vede alla prossima partenza.

    #RunCard #UnoDi300 #Podcast #Bushido

    5 min
  • S1E10 Il Running in Profondità: Ascolta il Corpo e Migliora la Tua Corsa con la Propriocezione

    Ciao, sono Gian Marco, un appassionato di running, e negli ultimi tempi ho iniziato a riflettere su ciò che accade davvero quando ci prepariamo a correre. Non parlo solo di allenamenti e resistenza, ma di come il nostro corpo reagisce, si adatta e, soprattutto, di come possiamo migliorare l’ascolto delle sue necessità per rendere ogni corsa più efficace e sicura. Oggi voglio parlarti di un concetto che mi ha aperto gli occhi: la propriocezione. Ecco perché è importante capire come funziona e come possiamo allenarla.

    Se ti dicessi che correre non è solo una questione di gambe e resistenza, ma anche di come il nostro corpo percepisce lo spazio attorno a noi? Sembra strano, ma è proprio così. La propriocezione è la capacità del corpo di "sentire" la posizione delle sue parti, anche senza vederle. Ad esempio, quando corri su un sentiero accidentato, il tuo corpo sa perfettamente dove sono i tuoi piedi e come deviare per evitare un ostacolo, senza che tu debba pensarci. È come se il nostro corpo fosse in grado di "vedere" dentro di sé.

    La propriocezione si sviluppa attraverso segnali che partono da muscoli, tendini e articolazioni, e arrivano direttamente al nostro cervello. Questi segnali ci permettono di reagire in tempo reale, mantenendo l’equilibrio o adattandoci a nuove situazioni. Immagina di correre su un terreno irregolare: il nostro corpo deve essere in grado di rispondere rapidamente a ogni variazione del terreno, altrimenti rischiamo di inciampare. È in questi momenti che entra in gioco la propriocezione, che ci permette di correre con maggiore fluidità e senza pensieri.

    Se ti stai chiedendo a cosa serva allenare la propriocezione, la risposta è semplice: a rendere ogni corsa più sicura e più efficiente. Una buona propriocezione ti aiuta a:

    • Prevenire gli infortuni: Con una percezione più precisa del corpo e dei movimenti, eviti di fare passi sbagliati che potrebbero sovraccaricare muscoli e articolazioni.
    • Migliorare le prestazioni: Con un migliore controllo del corpo, il gesto della corsa diventa più fluido, ottimizzando ogni passo.
    • Recuperare più velocemente: Dopo un infortunio, lavorare sulla propriocezione aiuta a recuperare meglio il controllo motorio e ad accelerare il ritorno alla piena forma.

    Immagina di correre su un terreno irregolare: il tuo corpo deve adattarsi istantaneamente a ogni variazione del suolo, e la propriocezione ti aiuta a farlo in modo naturale. Questo non solo ti permette di correre più velocemente e con maggiore sicurezza, ma riduce anche il rischio di cadute o infortuni.

    Allenare la propriocezione non è complicato, ma richiede costanza e consapevolezza. Ecco alcuni esercizi che puoi inserire nella tua routine di allenamento:

    1. Equilibrio su una gamba sola: Stai in piedi su una gamba, con il ginocchio leggermente piegato. Prova a mantenere l'equilibrio per 30 secondi, poi cambia gamba. Per aumentare la difficoltà, prova a chiudere gli occhi.
    2. Camminata a occhi chiusi: Cammina lungo una linea retta, senza guardare dove metti i piedi. Questo esercizio ti aiuta a sviluppare la sensibilità del corpo senza fare affidamento sulla vista.
    3. Squat su superficie instabile: Esegui degli squat su una tavoletta propriocettiva o una superficie instabile. Concentrati sull’equilibrio mentre esegui il movimento.
    4. Plank dinamico: Durante un plank, solleva alternativamente una mano o un piede per qualche secondo. Questo movimento stimola il controllo del corpo e migliora la stabilità del tronco.
    5. Lancio di palline: In piedi su una gamba sola, lancia una pallina contro il muro e riprendila. Questo esercizio migliora la coordinazione e la propriocezione durante il movimento.

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    #Bushido #Run #Podcast

    5 min
  • S1E9 Wings for Life World Run 2025: Quando Correre Diventa una Missione Globale

    Ti sei mai chiesto come sarebbe partecipare a una gara dove non esiste un traguardo fisso, dove ogni chilometro percorso ha un significato più profondo del semplice record personale? Lascia che ti racconti di un evento straordinario che sta per tornare: la Wings for Life World Run 2025.

    Immagina una gara dove non sei tu a cercare il traguardo, ma è il traguardo che insegue te. La Wings for Life World Run ha rivoluzionato il concetto tradizionale di corsa competitiva introducendo la "catcher car", un'auto (reale o virtuale) che parte 30 minuti dopo lo start e gradualmente aumenta la sua velocità, trasformando ogni chilometro in una sfida sempre più intensa. È come essere protagonisti di un film d'azione, dove l'inseguimento diventa metafora della determinazione umana.

    Quando il 4 maggio 2025 alle 13:00 prenderai il via in Italia, sarai parte di qualcosa di più grande. In quel preciso istante, mentre tu correrai sotto il sole del primo pomeriggio, qualcuno starà sfidando l'alba in America o la notte in Asia. È una danza sincronizzata di migliaia di persone che, attraverso sette continenti, corrono con un unico obiettivo: sostenere la ricerca sulle lesioni del midollo spinale. Ogni euro raccolto - e parliamo di oltre 51 milioni finora - viene destinato interamente a questo scopo.

    Quest'anno l'Italia si veste di nuovo protagonista con due location principali che ti lasceranno senza fiato. A Milano, la modernità di CityLife farà da sfondo alla tua corsa, con i suoi grattacieli che sfidano il cielo come simbolo delle altezze che possiamo raggiungere insieme. A Ravenna, invece, potrai correre tra la storia della Darsena e la natura del Parco Teodorico, in un percorso che unisce passato e futuro. Ma non finisce qui: da Aosta a Palermo, città in tutto il paese si stanno organizzando per essere parte di questa missione globale.

    Hai due modi per unirti a questa avventura: puoi scegliere l'App Run, che ti permette di correre ovunque tu voglia, trasformando il tuo percorso preferito in parte di questo evento mondiale, oppure puoi partecipare a una delle sette Flagship Run in Europa. Due di queste, Vienna e Poznan, hanno già registrato il tutto esaurito, a dimostrazione di quanto questo evento sia atteso e significativo.

    Pensa che nelle edizioni precedenti, oltre 1,5 milioni di partecipanti di 195 nazionalità diverse hanno corso, camminato o si sono mossi in sedia a rotelle per questa causa. Tra loro anche il nostro Giorgio Calcaterra, che ha stabilito un record italiano di 88,4 km, dimostrando che quando corriamo per uno scopo più grande, possiamo superare ogni limite.

    Non è solo una corsa: è un movimento globale di speranza, determinazione e solidarietà. Ogni passo che farai il 4 maggio non sarà solo per te, ma per tutte quelle persone che aspettano una svolta nella ricerca sulle lesioni del midollo spinale. Sei pronto a fare la differenza?

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    #Bushido #Run #Podcast

    3 min
  • S1E8 Abbots Way Ultra 2025: Un sentiero che cambia, ma non perde il suo passo

    Te lo dico subito: non sono uno che si entusiasma facilmente per i cambiamenti. Quando trovo una gara che mi piace, che mi mette alla prova nel modo giusto, tendo ad affezionarmi. L’Abbots Way era una di quelle. Eppure oggi, guardando al nuovo assetto dell’edizione 2025, mi rendo conto che a volte cambiare non è solo utile. È necessario.

    Non è più solo la classica traversata da Bobbio a Pontremoli (e viceversa), ma Bobbio - Borgotaro un evento che si è ripensato da cima a fondo. Rimane una 100 km, certo. Ma accanto a lei troviamo nuovi percorsi ad anello — 10, 25 e 42 km — che ruotano attorno a Borgo Val di Taro. Una scelta organizzativa chiara: rendere la manifestazione più sostenibile, più inclusiva, ma senza rinunciare a quell’identità forte che da sempre caratterizza questa gara.

    Lo scorso anno ho affrontato la 123 km. Un’esperienza dura, a tratti brutale, ma che ancora oggi sento sulle gambe e nel cuore. Quest’anno, per motivi legati al mio calendario con il campionato di ultramaratone, dovrò “accontentarmi” della 25 km. Ma la verità è che non mi sento affatto ridimensionato.

    Ogni distanza ha la sua dignità. E se è vero che le 100 ti insegnano a stare dentro la fatica per ore e ore, le 25 ti impongono lucidità, ritmo, e gestione fin dal primo metro. Soprattutto se il dislivello non manca, come in questo caso. Non sarà una passeggiata, né tantomeno un ripiego. Sarà solo un’altra forma di sfida.

    C’è poi un’altra novità interessante che riguarda non solo l’Abbots Way, ma l’intero panorama dell’ultra running italiano. Si chiama “Le Terribili Tre”, ed è un trittico che, se ami le ultra vere, dovresti segnarti da subito:

    • Gran Raid Prealpi Trevigiane (80 km a maggio)

    • Awtrail 100K Ultra (a metà giugno)

    • 100 Miglia del Monviso (a luglio)

    Tre gare, tre ambienti diversi, tre livelli crescenti di difficoltà. Un percorso progressivo che ti permette di misurarti in modo strutturato, accumulando esperienza e chilometri con una logica chiara. Se la 25 km di Borgo Val di Taro sarà per me un momento “di passaggio”, non escludo che il prossimo anno possa tornare a puntare al trittico completo. L’idea mi intriga. E parecchio.

    Una delle cose che più apprezzo della nuova edizione è la condivisione in tempo reale. L’uso di tracker GPS, dirette social, speaker lungo il percorso: tutto questo permette di rendere la gara un evento non solo per chi corre, ma anche per chi segue. Familiari, amici, curiosi, tutti possono sapere dove ti trovi, che ritmo hai, se stai resistendo o se sei in crisi.

    Durante la mia gara, ricordo che in certi tratti il pensiero che “da casa mi stavano seguendo” mi ha aiutato a non mollare. È una forma di motivazione silenziosa, ma potente. Anche per le gare corte, pare sia previsto un sistema simile. E per una distanza rapida come la 25 km, dove tutto può succedere in poche ore, credo che aggiungerà ancora più energia.

    Infine, c’è una ragione che va oltre la gara, oltre il cronometro, oltre i punti ITRA o le qualifiche per l’UTMB: il territorio. L’Appennino emiliano non ha bisogno di effetti speciali. È autentico. I boschi, i crinali, le vecchie mulattiere, i paesi che sembrano usciti da un’altra epoca… sono loro i veri protagonisti di questa corsa.

    Correre qui non è solo un modo per mettersi alla prova, ma anche un’occasione per attraversare una parte d’Italia che merita attenzione. Che ti regala silenzi, fatica, e — quando va bene — anche un’alba che non dimentichi più.

    L’Abbots Way non è più la gara di una volta. Ma se devo essere onesto, forse non lo siamo nemmeno noi runner. Cresciamo, cambiamo, cerchiamo nuove formule per restare fedeli alla nostra passione. Il nuovo formato non cancella nulla: rilancia. E se quest’anno sarò al via della 25 km con lo stesso rispetto con cui lo scorso anno ho affrontato la 120, è perché so che ogni chilometro, qui, ha il suo peso.

    Abbots Way dal 13 al 14 giugno 2025: ISCRIZIONI

    5 min
  • S1E7 Il Ritmo del Tuo Passo: Oltre il Mito dei 180 PpM

    Negli ultimi anni, il concetto di "cadenza" – ovvero il numero di passi che fai al minuto durante la corsa – è diventato un argomento centrale nelle conversazioni tra runner. Si sente spesso parlare di un valore "ideale" intorno ai 180 passi al minuto, promosso da allenatori e atleti di alto livello. Ma questa cifra è davvero una regola da seguire per tutti? In questo articolo, esploreremo il significato della cadenza, come può influenzare la tua corsa e quando è utile (o meno) preoccuparsene.

    La cadenza è un elemento che può influenzare sia l'efficienza della tua corsa che il rischio di infortuni. Studi hanno dimostrato che un ritmo più elevato può contribuire a ridurre l'impatto sulle articolazioni, diminuendo la probabilità di sviluppare problemi comuni come la sindrome dello stress tibiale mediale (le "shin splints") o la ginocchio del corridore. Tuttavia, è fondamentale capire che non esiste una formula valida per tutti. La tua cadenza ottimale è un valore personale, influenzato da fattori come la tua altezza, la lunghezza delle tue gambe, la tua esperienza di corsa e persino la tua biomeccanica individuale. Concentrarsi esclusivamente su un numero fisso può portare a frustrazione e, paradossalmente, aumentare il rischio di infortuni se forzi un ritmo innaturale.

    Se sei preoccupato per la tua cadenza o sospetti che possa essere un fattore limitante, il primo passo è determinarne il valore attuale. Molti smartwatch e cardiofrequenzimetri offrono la misurazione della cadenza come funzionalità integrata. Se preferisci un approccio più semplice, puoi contare i tuoi passi per un periodo di 30 secondi durante una corsa e poi raddoppiare il risultato. Se il tuo valore è significativamente inferiore a 170-180 e noti frequenti infortuni o una sensazione di affaticamento eccessiva, potrebbe essere utile sperimentare con un ritmo più elevato.

    L'aumento della cadenza non deve essere un processo brusco. Inizia con incrementi modesti, intorno al 5-10% del tuo ritmo attuale, e distribuisci questi cambiamenti nell'arco di diverse settimane al fine di farli diventare un abitudine. Concentrati su passi più brevi e veloci, mantenendo una buona postura e un'andatura fluida. Un altro strumento utile può essere la musica: crea una playlist con brani che ti spingano a correre a un ritmo leggermente più veloce, aiutandoti a interiorizzare il nuovo passo in modo più naturale.

    Nonostante l'importanza della cadenza, è cruciale ricordare che non è l'unico fattore determinante per una corsa di successo. Se ti senti bene, corri senza dolore e raggiungi i tuoi obiettivi di allenamento, non c'è motivo di ossessionarti con il numero di passi al minuto. Forzare un ritmo più elevato quando non è in armonia con la tua biomeccanica naturale può portare a disagio, rigidità e, in ultima analisi, infortuni.

    Le ultime ricerche in merito suggeriscono che l'efficienza nella corsa varia enormemente da persona a persona. Ciò che funziona per un atleta potrebbe non essere adatto a te. L'approccio migliore è sempre quello di ascoltare attentamente il tuo corpo, osservando come reagisce ai cambiamenti e apportando modifiche solo quando strettamente necessario.

    La cadenza è uno strumento, non una regola. Comprendere il suo significato e come si applica al tuo stile di corsa ti permette di prendere decisioni informate che possono migliorare le tue prestazioni e ridurre il rischio di infortuni. Non si tratta di inseguire un numero arbitrario, ma di sviluppare una maggiore consapevolezza del tuo corpo e del modo in cui si muove durante la corsa. Concentrati sulla fluidità, sulla postura e sull'efficienza, e lascia che il numero di passi al minuto sia una conseguenza naturale di un movimento corretto e consapevole.

    La Cadenza: Più di un Numero MagicoCome Valutare e Modificare il Tuo RitmoQuando Ignorare il Ritmo: Ascolta il Tuo CorpoOltre il Numero: L'Importanza della Consapevolezza

    #UnoDi300 #Bushido #Podcast #Run

    5 min

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