Antonio Conte è come se pretendesse un giuramento, un'adesione al proprio credo. E deve sapere in ogni momento se può fidarsi dei suoi calciatori, li mette continuamente alla prova.
Massimiliano Allegri invece no. A lui non interessa cambiarti, gli interessa solo che il calciatore dia il meglio di sé in campo. Poi, per il resto, sconosciuti ed estranei come prima.
Conte screma, seleziona, fino a creare un battaglione di calciatori pronti a morire per lui e per la squadra. Allegri invece agisce col metro delle cronometro a squadre dove si prende il tempo sul quarto o sul quinto. È un aziendalista nato. Prova a recuperare e a valorizzare tutto ciò che il club gli mette a disposizione. Ha già recuperato tanti caalciatori, offre una chance a chiunque. Non esclude mai nessuno.