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Il tema del nuovo stadio del Cagliari continua a essere al centro del dibattito istituzionale e sportivo. Nel corso del Festival della Serie A di Parma, il commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa ha ripercorso il lungo e complesso iter che accompagna il progetto rossoblù, sottolineando come siano serviti quasi dieci anni per arrivare alle autorizzazioni decisive. Verso l’organizzazione delle gare di Euro 2032 e il rispetto delle tempistiche sugli impianti, Sessa ha affermato: “Sono ottimista, ce la faremo“.
Il progetto del nuovo impianto di Cagliari rappresenta uno dei casi simbolo della burocrazia italiana legata alle infrastrutture sportive. Lo stesso presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha parlato apertamente nei giorni scorsi di una “odissea” iniziata oltre dieci anni fa, ricordando le numerose modifiche richieste dagli enti coinvolti e le difficoltà nel percorso autorizzativo e finanziario.
Nel dettaglio, Giulini ha spiegato che il club ha dovuto affrontare continue revisioni progettuali da parte della commissione provinciale di vigilanza, composta da 14 enti differenti, oltre a successive problematiche legate al piano economico-finanziario dell’opera.
Nonostante i rallentamenti, negli ultimi mesi sono arrivati segnali concreti di accelerazione. La Conferenza dei Servizi ha infatti dato il via libera definitivo al progetto e ora il percorso dovrebbe entrare nella fase operativa, con la validazione del nuovo piano economico-finanziario e la futura gara internazionale.
Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi ha recentemente ribadito la volontà politica di portare avanti il progetto, definendolo necessario per il futuro della città e del calcio sardo. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare a un nuovo impianto entro il 2030, possibilmente in tempo per Euro 2032.
Le dichiarazioni di Sessa e Giulini riportano così l’attenzione su un nodo storico del calcio italiano: la difficoltà nel realizzare nuovi stadi in tempi rapidi, soprattutto nelle città medio-piccole. Una questione che il Cagliari vive da protagonista e che, dopo anni di attese, sembra finalmente avvicinarsi a una svolta concreta.
Il prossimo appuntamento fondamentale è il 31 luglio, quando tutte le città candidate ad ospitare la rassegna continentale dovranno consegnare la documentazione necessaria alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, che segnalerà alla UEFA le sedi designate entro la fine di settembre.
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By Il tema del nuovo stadio del Cagliari continua a essere al centro del dibattito istituzionale e sportivo. Nel corso del Festival della Serie A di Parma, il commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa ha ripercorso il lungo e complesso iter che accompagna il progetto rossoblù, sottolineando come siano serviti quasi dieci anni per arrivare alle autorizzazioni decisive. Verso l’organizzazione delle gare di Euro 2032 e il rispetto delle tempistiche sugli impianti, Sessa ha affermato: “Sono ottimista, ce la faremo“.
Il progetto del nuovo impianto di Cagliari rappresenta uno dei casi simbolo della burocrazia italiana legata alle infrastrutture sportive. Lo stesso presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha parlato apertamente nei giorni scorsi di una “odissea” iniziata oltre dieci anni fa, ricordando le numerose modifiche richieste dagli enti coinvolti e le difficoltà nel percorso autorizzativo e finanziario.
Nel dettaglio, Giulini ha spiegato che il club ha dovuto affrontare continue revisioni progettuali da parte della commissione provinciale di vigilanza, composta da 14 enti differenti, oltre a successive problematiche legate al piano economico-finanziario dell’opera.
Nonostante i rallentamenti, negli ultimi mesi sono arrivati segnali concreti di accelerazione. La Conferenza dei Servizi ha infatti dato il via libera definitivo al progetto e ora il percorso dovrebbe entrare nella fase operativa, con la validazione del nuovo piano economico-finanziario e la futura gara internazionale.
Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi ha recentemente ribadito la volontà politica di portare avanti il progetto, definendolo necessario per il futuro della città e del calcio sardo. L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare a un nuovo impianto entro il 2030, possibilmente in tempo per Euro 2032.
Le dichiarazioni di Sessa e Giulini riportano così l’attenzione su un nodo storico del calcio italiano: la difficoltà nel realizzare nuovi stadi in tempi rapidi, soprattutto nelle città medio-piccole. Una questione che il Cagliari vive da protagonista e che, dopo anni di attese, sembra finalmente avvicinarsi a una svolta concreta.
Il prossimo appuntamento fondamentale è il 31 luglio, quando tutte le città candidate ad ospitare la rassegna continentale dovranno consegnare la documentazione necessaria alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, che segnalerà alla UEFA le sedi designate entro la fine di settembre.
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