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Cagliari, qualcosa si è rotto


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La terza sconfitta consecutiva in casa per il Cagliari apre una (mini?) crisi che occorre analizzare al meglio, per provare riprendere il filo di quel discorso interrotto da ormai qualche gara. Se per Inter e Bologna c’era la scusante del blasone, non si può dire altrettanto del Sassuolo.

Ieri i rossoblù si sono fatti sopraffare dalla miglior organizzazione di gioco di una neopromossa, che non ha fatto neanche tanto per avere la meglio di un Cagliari remissivo, ancora una volta impalpabile in attacco, nonostante il primo gol di Esposito in questo campionato. La rete dell’attaccante tra l’altro è stata anche di ottima fattura, con Felici nelle vesti di uomo assist, finalmente libero dal dover percorrere l’intera fascia. Quando l’esterno può agire dalla trequarti laterale in su, si vede: libero da compiti di marcatura (a lui poco o nulla congeniali), ha potuto suggerire una palla per l’inserimento in area del numero 94 rossoblù. In area, già. Perché dopo nove giornate di campionato proprio in quella zona del campo l’attaccante ex Inter si è visto veramente poco.

Il centrocampo, poi, resta troppo fragile. Il filtro non c’era lo scorso anno, continua a non esserci in questo campionato. Prati ancora non si vede, e l’attesa per vederlo finalmente prendere in mano la squadra sta diventando davvero estenuante. Perché allora non provare con un doppio mediano, liberando esterni d’attacco come Palestra o Luvumbo da una parte e Felici dall’altra, in una sorta di 4-2-3-1?

Occorre comunque tenere a mente che i nove punti conquistati finora sono per una grossa parte merito dei grandi interventi di Caprile. Il numero uno rossoblù ha salvato il risultato in numerose occasioni dando tanta sicurezza alla squadra. Senza le sue parate, quanti di quei nove punti sarebbero rimasti? Tutto ciò per dire che là in mezzo al campo qualcosa si è rotto, e non funziona più come sembrava funzionare. L’entusiasmo e il coraggio hanno lasciato spazio a paura e malumori che vanno controllati e risolti al più presto, prima di cadere in una spirale pericolosa.

Un cenno a parte per Luperto. La sua esclusione ormai è un caso: davvero si può gestire così uno della sua esperienza? Può avere certamente delle giornate storte, ma insieme a Mina e Caprile è il giocatore che in questa squadra non può essere sostituito così a cuor leggero. Il tecnico ovviamente è liberissimo di fare le sue scelte, prendendosene tutte le responsabilità. Ma non si può giustificare la sua esclusione come “calo di rendimento”. Non si parla di un giovane di belle speranze, ma di un elemento fondamentale a cui questo Cagliari non può rinunciare facilmente.

Riprendere il filo di un discorso interrotto è necessario. Non prescindere dai punti fermi, probabilmente, lo è ancora di più.

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