L’Operazione anti-pirateria condotta lo scorso anno dalla Guardia di Finanza di Lecce, che aveva portato all’identificazione e alla sanzione di oltre 2.000 utilizzatori di servizi IPTV illegali (“pezzotto”), entra in una nuova, decisiva fase. I detentori dei diritti, in primis Dazn e Sky, hanno abbandonato la mera sanzione amministrativa statale per lanciare una massiccia offensiva civile, chiedendo ora agli utenti sanzionati ingenti risarcimenti per danni. La vicenda ha preso avvio con una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lecce, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica locale. L’indagine, supportata da specialisti in Computer Forensics Data Analysis, ha colpito una sofisticata rete organizzata che distribuiva illegalmente contenuti di piattaforme pay TV come Sky, Netflix, Dazn e altri attraverso sistemi IPTV illegali. Il fulcro operativo, una centrale di smistamento del segnale pirata individuata nel capoluogo salentino, alimentava migliaia di utenze. Le indagini hanno permesso di rintracciare un volume di proventi illeciti superiore ai 500.000 euro, reinvestiti in beni mobili e immobili, portando al sequestro di autovetture, immobili e 60.000 euro in contanti. Quattro soggetti residenti in provincia di Lecce, incluso il principale indagato, sono stati denunciati per violazione del diritto d’autore e autoriciclaggio.
La mossa più concreta e immediata è arrivata da Dazn, che ha inviato circa duemila lettere agli utenti sanzionati. Il testo della comunicazione (relativa al procedimento penale n. 7719/22 R.G. N.R.) accerta l’illecita acquisizione dei servizi IPTV, specificatamente riguardanti la visione delle partite del Campionato di Calcio di Serie A. Tuttavia, prima di procedere con onerose iniziative giudiziarie di natura risarcitoria, DAZN ha offerto una via di composizione extragiudiziale: un indennizzo forfettario di 500 euro. L’offerta di conciliazione è vincolata a un duplice impegno: il versamento della somma e la promessa formale di non reiterare in futuro condotte lesive dei diritti della società. Il termine perentorio concesso agli utenti per accettare o meno questa transazione è di soli 7 (sette) giorni dal ricevimento della missiva. Se l’utente dovesse decidere di non pagare l’indennizzo forfettario entro tale scadenza, Dazn ha espressamente minacciato di sentirsi “libera di avviare le iniziative giudiziarie appropriate”, un riferimento diretto al potenziale risarcimento pari a dieci anni di abbonamento ventilato dal CEO Stefano Azzi.