Gianluca Gaetano si racconta sulle pagine de L’Unione Sarda. Il numero 10 del Cagliari, in una veste nuova con la posizione più arretrata, ha voglia di riprendersi il tempo perduto.
Il girovago del centrocampo
“In carriera ho fatto di tutto: trequartista, mezzala, persino mediano. Con Pisacane non è un cambio epocale, ma uno spostamento che mi diverte: tocco più palloni e sono più dentro al gioco”. Con il tecnico, confessa ridendo, “parliamo in napoletano anche in campo”.
Rivedersi in tv? “Le ultime due partite mi sono piaciute. Analizzo sempre tutto: errori e cose positive. È un momento buono”. Dopo Ranieri e Nicola, Gaetano non ha dubbi: “Quest’anno vedo tanta qualità. Esposito e Folorunsho hanno alzato il livello in modo evidente”.
E la definizione del suo ruolo? Nessun dubbio: “Attaccante? Neanche per idea. Con Ranieri ho segnato e qualcuno si è confuso, ma io sono un centrocampista: devo far giocare bene la squadra”.
Cagliari, che bellezza
Il legame con Cagliari è totale: mare, sole, calcio e un’accoglienza che lo ha conquistato. “Dal primo giorno è stato bellissimo. I tifosi spinsero tanto per il mio ritorno. Quei sei mesi con Ranieri mi hanno cambiato la vita. Ho sempre pensato di voler continuare qui”. E quando può, la Sardegna la gira: “Mi piace scoprire i paesi durante le amichevoli. Ho ancora qualche tour da fare”.
Il sogno azzurro
La Nazionale? Un pensiero c’è: “L’azzurro è un sogno, ma ci arrivi solo con le prestazioni. Prima devo fare bene qui”.
La forza del gruppo
Poi il gruppo, un punto di forza: “Con Deiola ho legato subito, con Folorunsho ho fatto diversi ritiri, Esposito lo conosco dalla Nazionale. Ogni tanto scappa una cena, siamo compatti e andiamo tutti nella stessa direzione”.
Un messaggio ai tifosi: “Ci seguono ovunque, li ringraziamo sempre. Sabato col Genoa servono tre punti: daremo tutto”.
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