Fabrizio Cacciatore, ex difensore rossoblù ritiratosi dall’attività nel 2022 e oggi allenatore del Chievo (Serie D), ha parlato a TvPlay della burrascosa fine del suo rapporto con la società isolana. Riporta delle dichiarazioni abbastanza pesanti, che è giusto riportare fedelmente e non solo a grandi linee. Cacciatore accusa il presidente cagliaritano Giulini di aver chiamato il Pescara, interessato ad ingaggiarlo, descrivendolo come un infortunato cronico dopo non aver accettato il rinnovo per promesse disattese. Queste le sue parole.
“Mi reputo una persona buona, ma mia moglie dice che a volte sono ingenuo. Mi lego alle persone, anche se magari non stanno facendo il mio bene. Non sono stato molto fortunato. In quella stagione, in cui giocai da titolare a Cagliari, non trovai poi nemmeno una squadra interessata a me nemmeno in Serie B. Mi sembrava un po’ strana questa cosa, al di là che un presidente (Giulini, ndr) possa parlare male di me, non so per quale motivo, mettendo in giro voci fasulle, perché in quello stesso anno io stavo andando al Pescara. Mi chiamò Bocchetti, allora direttore sportivo del club: ‘Vieni a Pescara, ho già parlato con il presidente‘. Preparo le valigie. La sera, alle 23, mi richiama dicendomi che il presidente ci aveva ripensato“.
“Tutto perché ha ricevuto una chiamata dalla mia ex squadra, in cui vengo dipinto come uno che non sta mai bene, ha problemi, è un malato cronico. In questo mondo c’è gente cattiva: quando ha potere è cattiva e ti fa del male. Purtroppo in questo mondo ce n’è tanta. Io a Cagliari non mi ero lasciato bene, perché mi erano state fatte delle promesse che non sono state mantenute. Non abbiamo litigato, però sono andato via in maniera non serena. Non ho rinnovato il mese di luglio, nel periodo in cui era necessario prolungare per la coda estiva del campionato causa Covid. Non ci siamo lasciati bene“.