Oggi compie 68 anni un calciatore che fu protagonista di una sola annata a Cagliari, quella 1980-81: Roberto Tavola. Nato a Pescate (Como) il 7 agosto 1957, è un prodotto del prolifico settore giovanile dell’Atalanta. Con gli orobici debuttò nel campionato cadetto 1975-76 e, nel 1979, venne acquistato dalla Juventus sulla spinta di una partnership consolidata tra le due società. Un mediano, utilizzabile con buoni esiti pure da terzino sinistro, di quantità.
Un campionato in bianconero, poi il prestito al Cagliari. 18 presenze e una rete per lui in Sardegna, alla terza giornata contro l’Ascoli. Tiddia lo schierò in entrambi i ruoli citati. L’avventura in prestito si concluse nell’estate 1981 e, in mezzo a scarse soddisfazioni nella Juventus di Trapattoni, fu l’ultima in Serie A con un numero accettabile di presenze. Vestì poi le maglie di Lazio, Avellino, Reggina, SPAL, Catanzaro, Ischia, Asti e San Borgaro, ritirandosi nel 1990 dopo l’ultima esperienza nel campionato di Promozione. Tavola incarna uno dei classici profili del potenziale predestinato, che però alla fine dei conti ha espresso molto meno del previsto.
Nella sua vita post agonismo, non è stato fortunato in ambito imprenditoriale: alcuni suoi negozi di abbigliamento hanno chiuso repentinamente, è stato costretto a vendere una casa in Sardegna. Fino a qualche anno fa si occupava dell’angolo dei giornali in alcuni supermercati di Torino, dove si è stabilito. “Nella vita, come nel calcio, sono sempre stato incapace di mordere: quando, a soli 22 anni, arrivai a Torino con ottime prospettive, non mi resi conto di essere in grado di confrontarmi con i vari Cabrini, Gentile, Tardelli, Cuccureddu, Causio e Bettega. Avrei dovuto essere più sfacciato. Invece mi rassegnai, non so perché, alla parte del rincalzo. Il carattere non è mai stato il mio punto di forza“, dichiarò in un’intervista qualche anno fa.
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