Intervistato da La Repubblica, l’ex Commissario Tecnico dell’Italia Luciano Spalletti è tornato a parlare dell’addio alla Nazionale: “Quel pensiero non mi passa mai. Mi toglie il sonno, mi condiziona in tutto. Quando mi hanno proposto di guidare la Nazionale non ci ho dormito due giorni: la cicatrice sarà dolorosa anche quando avrà fatto il suo percorso di guarigione. Ma accettare l’incarico non è stato un errore, anche perché la Nazionale non chiede, la Nazionale chiama. Il mio errore è stato, all’inizio, pigiare troppo su questo senso di appartenenza, di identità. Volevo stimolare quell’orgoglio che provavo io, ma è stato troppo. All’Italia non manca qualità, l’ho detto anche ai ragazzi che sono giocatori di livello. In quei mesi abbiamo avuto una pressione enorme e non siamo riusciti a liberarcene. Mentre dicevamo che bisognava dare di più, non riuscivamo a fare neanche il minimo sindacale”.